giovedì, Ottobre 17

Lega e VOX: sfondamenti non riusciti In Spagna VOX vince bene, ma non sfonda; in Sicilia la Lega cresce ma non sfonda: è iniziato lo stop alla destra sovranista?

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Alcune cose mi hanno colpito ieri, cose che sono in qualche maniera collegate, anche se apparentemente solo contemporanee.

In Spagna, il Partito Socialista sembra riprendere quota, ma specialmente la destra estrema di VOX non riesce a sfondare. E quindi, benché molti temano assai la crescita della destra, si può riprendere a ragionare, a parlare di politica e non di odio, di disprezzo, di razzismo, di violenza … in Spagna.
Dubito che sia un risultato di per sé sufficiente a ipotizzare grandi cose, ma attesta della possibilità che alle prossime elezioni europee accadano due cose, a mio parere essenziali, una conferma sostanziale della attuale maggioranza, ma una conferma dopo una paura blu, la paura di vedere i cosiddetti ‘sovranisti’ al potere, e ciò potrebbe fare la differenza.
Certo non basteranno le elezioni del Parlamento Europeo per cambiare le cose, occorreranno i Governi, ma stavolta, sull’onda di uno stop alla destrasovranista’, potrebbe cominciare a cambiare la cosa più grave avvenuta in questi ultimi anni: l’inversione dipotere’ (meglio, di efficacia e di presenza) della Commissione rispetto al Consiglio e di entrambi rispetto al Parlamento, il male micidiale che ha distrutto l’idea di Europa originaria. Una idea piena di speranza e di umanità, non di ragionierismo asfittico e teutonico.
Il discorso sarebbe lungo e complicato -preciso solo che non intendo minimamente esaltare gli sforamenti dei bilanci, anzi!-, ma per ora è una speranza, che dovrebbe essere di tutti anche in Italia, e invece ho l’impressione che in Italia la gente abbia molto meno interesse per le elezioni europee di quanto non dovrebbe, nonostante il battage continuo, specie dei due partiti prevalenti.

Secondo fatto, ma anch’esso più una speranza che un fatto definibile in termini concreti, i due partiti al governo nelle elezioni siciliane hanno avuto una battuta di arresto. Anche la Lega, certo molto lontana dalla Sicilia, ma che nelle ultime tornate elettorali regionali ci aveva abituati all’idea di uscirne sempre trionfante, e che in Sicilia aveva puntato a ‘sfondare’. Mentre, d’altro canto, si conferma lo stop sempre più evidente dei 5S, ormai ridotti a dire sempre le stesse cose, generiche e approssimative, e a non realizzarne mai nessuna, mentre annaspano nel tentativo di giustificare la loro permanenza al Governo, non potendo dire che è solo questione di potere.

Battuta di arresto, sia chiaro, che non ha fattorisorgereil PD, o comunque una forza realmente alternativa a questa scomposta maggioranza, l’unica, visto che FI è al tempo stesso all’opposizione e a favore di una parte della maggioranza -solo in Italia possiamo concepire cose del genere!
Comunque devo dire, con grande dispiacere e rabbia -sì, rabbia- che il PD, il solito incongruente e inconsistente PD, non ha mancato di mostrare una volta di più la sua pochezza e inconsistenza. Mi riferisco alla sciocca ‘offertadi Graziano Delrio ai 5S di collaborare nella stesura di non so quale legge, ottenendone la solita volgare, arrogante e maleducata risposta di Luigi Di Maio, con richiesta di pentirsi prima di tutto il mal fatto. E questo è già molto grave, gravissimo per un partito dove si pensi prima di dare fiato ai polmoni. Ma il PD riesce sempre a superare se stesso, ricorrendo alla consueta caciara dei renziani (mai domi, mai finiti, mai stanchi di fare danni al PD) in funzione anti-stellini. La correzione di tiro, secca, di Nicola Zingaretti è stata tardiva e inconcludente.

Ma intanto a quanto pare nulla cambia nella solita propaganda strillata, questa volta insufficiente, e nella inconsistenza e ambiguità del cosiddetto Presidente del Consiglio, quello che si autodefinisce ‘premier’, Giuseppe Conte. Sì, perché, non soddisfatto della rovinosa sconfitta subita in 24 ore in Cina, dove era andato unico europeo, giusto per sottolineare la completa sua assenza di riflessione e di capacità di analisi della situazione politica internazionale, appena tornato non ha mancato di trovare il modo di rinviare (poverino, era stanco per il jet lag o l’eccesso di nidi di rondine, notoriamente molto indigesti) l’incontro con Armando Siri, al quale, come ha detto, «se si convincerà della sua colpa» non mancherà di togliere la seda di sotto al sedere. Figuriamoci, per ora si rinvia, poi si vedrà.

E a proposito delle figuracce internazionali di cui accennavo, pensate un po’: il premier ha incontrato Abd al-Fattah al-Sisi, al quale ha chiesto di Regeni, venendo mandato a quel paese (ho già spiegato, se non sbaglio, che ormai per ora la situazione è pregiudicata grazie in particolare alle geniali azioni di Luigi Di Maio e di Roberto Fico, che la famiglia Regeni dovrebbe ‘ringraziare’) e rimandato a quel paese (o forse un altro) a proposito della situazione in Libia.
Poi, non contento e speranzoso forse di vedersi offrire una bella vodka gelata, ha incontrato Vladimir Putin, l’amico intimo di Salvini e Di Maio (a sua volte oggi a Varsavia a allearsi con qualche figuro polacco), per chiedergli aiuto sempre per la Libia, ricevendone uno sberleffo. E qui la cosa è molto più grave, perché se è vero come è vero che Putin sostiene il generale Khalifa Haftar, è altrettanto vero che non lo fa volentieri, e quindi, probabilmente, un abboccamento più riservato e altrove avrebbe potuto avere qualche speranza di successo. Tanto più che un alleato, per ora, fondamentale di Putin, la Turchia essenziale per i colloqui di Astana (sulla situazione della Siria), è favorevole a Fayez al-Sarraj.

E invece, per mostrare di che pasta siamo fatti noi italiani, e per confermare quanto siamoaffidabili’, ha mezzo buttato a mare Sarraj, per fingere un mezzo appoggio ad Haftar, proponendogli di mettere su un altro ospedale a Bengasi, se ho ben capito. Ricevendone una arrabbiatura da parte di Sarraj, che ovviamente si sente tradito e vedrete che ce la farà pagare molto prima di quanto si creda, e una risata da parte di Haftar.
Poi, spero, il signor Conte sia andato a dormire contento di avere speso bene il suo tempo, per poi partire alla volta di Tunisi, oggi: tremo a pensare che cosa non combinerà. Per fortuna il primo Maggio riposerà … spero.

Ma poi, noi siamo sempre noi e non ci smentiamo mai: specialmente Salvini e i suoi amici. E quindi alcuni membri di Casa Pound hanno violentato una donna, anzi, come leggo sui giornali, unaitaliana’ di 36 anni, per venire subito espulsi da Casa Pound, organismo notoriamente ricco di umanità e rispetto per l’individuo, specie se di sesso femminile. E infatti, uno degli stupratori era noto come difensore della femminilità e accusatore di chi violenta le donne: forse per calarsi bene nella parte, ha voluto sperimentare per criticare meglio.
Notate bene, unaitaliana’, leggo così su ‘Huffingtonpost’ e sul ‘Corriere della Sera’: un motivo ci sarà, anche se preferisco dire che mi sfugge. Tanto più che non manca chi rilevi, non solo nei due giornali citati, che la donna «aveva simpatie di destra»: ma vi rendete conto di cosa scrivete? le rileggete le cose che scrivete o escono in automatico da qualche algoritmo?
Tutto ciò ha immediatamente permesso a Salvini, da mezz’ora silente perché, abbacchiato per i risultati siciliani, di riprendere ad abbaiare, proponendo castrazioni chimiche e magari anche a morsi, purché castrazioni! Dimenticando che per evitare gli stupri, bisogna castrarli prima gli stupratori … vuoi vedere che ora proporrà la castrazione preventiva, come si fa con i vitelli e i capponi?
E, naturalmente, ciò ha permesso immediatamente a Di Maio (ancora a Varsavia?) di replicare a muso duro contro il barbaro Salvini.
E così si ricomincia: Twitter, Instagram, Facebook, TV … uffa BASTAAA!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.