giovedì, Ottobre 1

Le Pen e Putin, la Santa Alleanza per disfare l’UE

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La visita di Le Pen a Mosca potrebbe, però, non essere solo un’operazione diplomatica perfettamente riuscita. C’è chi sospetta che la candidata di FN si sia recata in Russia per ottenere i milioni che ancora mancano alla sua campagna.

Milioni di euro che le banche francesi si rifiutano ostinatamente di concedere al partito euroscettico, confermando così la retorica anti-sistema della leader FN, che sostiene che «questa resistenza del sistema bancario è un atto per tentare di impedire a un partito democratico di arrivare al secondo turno».

Cotelec, l’associazione dietro al finanziamento di FN presieduta da Jean-Marie Le Pen, ha già prestato 6 milioni di euro alla campagna. Ne mancano altri 6 per finanziare la presidenziale e 17 per le legislative che seguiranno subito dopo.

Non sarebbe la prima volta che Le Pen ottiene un prestito dai russi. Nel 2014, infatti, la First Czech Russian Bank prestò al Front National 9 milioni di euro e dopo venne messa sotto tutela da parte della Banca Centrale Russa. In quell’occasione, a fare da intermediario tra Roman Popov, presidente della banca, e il partito di Le Pen, fu l’eurodeputato frontista Jean-Luc Schaffhauser, vicino all’Opus Dei e ben introdotto presso il patriarca di Mosca.

«Si tratta di un semplice prestito con interesse», sosteneva in settembre Marine Le Pen, ribadendo la sua totale indipendenza da qualunque banca straniera. Non era della stessa opinione il Partito Socialista, che su questi finanziamenti stranieri ha chiesto l’apertura di una commissione di inchiesta.

Commissione d’inchiesta che venne approvata ma che non ha mai visto la luce.

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