venerdì, Novembre 15

Le Maldive ago della bilancia tra India e Cina Le 1.200 isole coralline maldiviane oggi preda di dissidi politici, sono diventate geostrategicamente sempre più importanti per India e Cina

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La scena politica fattasi improvvisamente turbolenta nelle Maldive è diventata oggetto centrale di attenzioni anche da parte di due superpotenze che si fronteggiano nel quadrante geopolitico che ha come punto centrale l’Oceano Indiano: l’India e la Cina. Si tratta di due Nazioni che si contrappongono in termini di competizione nell’acquisizione di posizioni di predominanza, visto il grande interesse che hanno verso le Maldive e tutta la zona geograficamente compresa, in quanto si colloca lungo una delle tratte commerciali tra le più rilevanti a livello planetario.

Com’è noto, il Presidente maldiviano in carica Abdulla Yameen  ha dichiarato lo stato di emergenza dopo il pronunciamento della Corte Suprema che imponeva la liberazione dallo stato di carcerazione di prigionieri politici e leader delle opposizioni maldiviane. Le Forze di sicurezza hanno messo sotto pressione i giudici della corte Suprema e due Giudici che la compongono sono stati posti agli arresti, così come un ex leader politico. I giudici restanti hanno annullato la precedente sentenza di liberazione.

Si tratta di una scena che non solo ha creato preoccupazione e sconcerto nei milioni di turisti che ogni anno affollano questo nugolo di isole coralline tra le più belle al Mondo e Paradiso turistico sempre abbondantemente frequentato per tutto il corso dell’anno ma ha creato grandi preoccupazioni soprattutto in India che –non a caso, visto il proprio sentimento di particolare coinvolgimento- ha emesso un documento ufficiale dove –con un linguaggio inusitatamente duro- afferma che dovrebbe essere «imperativo» per il Governo maldiviano obbedire al pronunciamento della Corte Suprema.

La Cina, che ha siglato un accordo commerciale di particolare importanza con le Maldive proprio lo scorso anno, ha di contro affermato che la Nazione maldiviana che consta di circa 400.000 abitanti ha «la saggezza e le capacità tali da gestire la attuale situazione in modo del tutto indipendente».
L’India, che guarda alla Cina come il suo principale ostacolo geopolitico in Asia sembra aver avuto un atteggiamento maggiormente assertivo con il Premier Narendra Modi nell’agire con una certa importanza in termini di supremazia nell’Oceano Indiano, avendo anche alle spalle l’appoggio degli USA e del Giappone. La Cina, allo stesso tempo, ha notevolmente espanso la propria influenza costruendo numerosi porti in Sri Lanka, Pakistan e Gibuti, una piccola Nazione africana che oggi è anche la sua principale base militare all’estero.

Man mano che l’India tenta di affermarsi come il potere predominante nella regione dell’Oceano Indiano, le Maldive sono progressivamente diventate sempre più importanti, affermano gli studiosi di cose locali. Secondo il loro punto di vista, Yameen ha accelerato questo processo di contrasto alla Cina sia per ridurre il peso che proviene dall’Occidente sia per rivedere la propria dipendenza dall’India.
La scena politica maldiviana, in effetti, è diventata particolarmente volatile in tempi recenti. Yameen, il quale ha accolto e sollecitato investimenti cinesi e sauditi fin dalla sua ascesa al potere nel 2013, è stato fortemente criticato dal Dipartimento di Stato per aver posto in stato di arresto in carcere i politici dell’opposizione e per aver progressivamente eroso i limiti in difesa dei diritti umani. Prima della decisione ultima della Corte Suprema che rinnegava il pronunciamento precedente, Mohamed Nasheed , un ex Presidente delle Maldive posto in esilio e leader dell’opposizione aveva chiesto alle forze armate indiane di far partire alla volta delle Maldive un loro inviato a sostegno della Corte Suprema e della sua decisione originaria, per liberare i prigionieri politici ed assicurare la difesa e protezione dei Giudici. Gli Stati Uniti hanno apertamente condannato la dichiarazione di stato di emergenza.

Il Potere giudiziario, di fatto, è stato un test sullo stato di democraticità del Presidente Yameen, affermano alcuni studiosi dell’area, il quale però detiene ancora il suo potere sulle forze di sicurezza nazionale, il che costituisce il suo più ferreo baluardo in sua difesa. Sempre secondo gli esperti di cose locali, Yameen ha cercato negli ultimi anni di consolidare la sua presenza politica e questo ha compreso anche la sua personale ricerca di fondi e finanziamenti di origine cinese. L’India ha cercato –altrettanto spesso- di sostenere le forze democratiche maldiviane e le opposizioni interne ma –allo stesso tempo- ha cercato di non esagerare in tal senso, poiché una eccessiva pressione su Yameen favorendo le opposizioni politiche avrebbe spinto le Maldive a buttarsi totalmente nelle braccia dei cinesi e dei sauditi.

Negli ultimi anni Pechino è diventata sempre più economicamente importante per le Maldive. Ad esempio, dalla Cina sono partiti più di 300.000 turisti nel solo 2017 ovvero più di qualsiasi altra Nazione. La Cina, inoltre, ha sempre più finanziato progetti infrastrutturali e varie società tutte di origine cinese hanno recentemente affittato –con forme di leasing di lunga durata- una intera isola nei pressi della Capitale Male per costruirvi un resort. Si comprende bene, quindi, come mai siano in aumento le preoccupazioni circa eventuali recriminazioni che la Cina possa successivamente innescare in termini di territori dove vanta potenziali diritti, visti i precedenti cinesi nel cosiddetto Mar Cinese Meridionale, dove l’espansionismo cinese ha via via acquisito tale ingombrante spazio al punto di diventare il principale motivo di contrasto con numerose Nazioni dell’area asiatica compresa nel quadrante Sud Est asiatico. Visto lo stato attuale delle cose, allora, sembra quasi un miracolo poter allontanare il Presidente attuale maldiviano Yameen dalle mani cinesi per riportarlo ad un contesto geopolitico maggiormente pro-India, il che, però, presupporrebbe un cambiamento radicale nei comportamenti politici in Patria improntati a tutto fuorché alla Democrazia, fattore che era particolarmente in voga nelle Maldive quando queste avevano migliori rapporti con il faro asiatico della Democrazia nel Mondo, ovvero l’India.

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