sabato, Settembre 21

Le ‘grandi manovre’ Usa in Europa orientale Gli Stati Uniti e i loro alleati intensificano la pressione sulla Russia

0

Nel luglio 2017, Donald Trump si recò in visita a Varsavia per sia per ufficializzare il primo contratto relativo alla vendita di Gas Naturale Liquefatto (Gnl) statunitense alla Polonia, sia per ‘benedire’ il Trimarium, un progetto ispirato al Vecchio Intermarium. Quest’ultimo, nella visione del suo massimo teorizzatore, il maresciallo Piłsudski, avrebbe dovuto riunire in un unico blocco geopolitico incardinato sulla Polonia i territori compresi tra Mar Baltico, Mar Nero e Mar Adriatico. L’idea era quella di creare una confederazione multietnica modellata sulla falsariga dell’Unione di Lublino jagellonica che fungesse da magnete per le popolazioni orientali e meridionali, con il chiaro fine di minare la coesione interna all’impero zarista e smembrarlo lungo grandi linee etniche – il cosiddetto Progetto Prometeo. Allo stesso tempo, l’Intermarium doveva integrare Paesi strutturalmente gravitanti nell’orbita tedesca come la Cechia e la Slovacchia e trasformarli in un argine funzionale al contenimento della Germania.

Il Trimarium, dal canto suo, si configura come un progetto  geoeconomico che prevede di unificare il ‘grande spazio’ ricompreso tra il Baltico, il Mar Nero e l’Adriatico attraverso un programma di ammodernamento infrastrutturale (ferrovie, autostrade, condutture energetiche e vie d’acqua) concepito per favorire le interconnessioni tra i Paesi aderenti, vale a dire Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Estonia, Lettonia, Lituania, Austria, Slovenia, Croazia, Romania e Bulgaria. Dal punto di vista statunitense, il Trimarium rappresenta un fattore funzionale alla strategia del doppio contenimento russo e tedesco, perché sancisce la costituzione di un blocco multinazionale che riunisce Paesi dalla pronunciata inclinazione atlantista in grado di allargare lo spazio geopolitico tra Mosca e Berlino. Esso si rifà inoltre a quel particolarismo etno-linguistico inscritto nei cromosomi del vecchio Intermarium che, nella visione di alcuni strateghi Usa, potrebbe risultare molto utile per strappare a Mosca una porzione consistente della sfera d’interesse russa. Secondo alcuni analisti come lo storico polacco-statunitense Marek Jan Chodakiewicz, la presenza di un’organizzazione politica come il Trimarium potrebbe addirittura eccitare le pulsioni centrifughe delle etnie minoritarie che abitano la Federazione Russa.

Sotto alcuni aspetti, il Trimarium risulta sovrapponibile al cosiddetto Gruppo di Visegrád, un blocco politico costituito nel 1991 con l’obiettivo di armonizzare le politiche tra Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia in vista del loro ingresso nell’Unione Europea, trasformatosi nel corso degli ultimi anni in un nucleo di contestazione delle tendenze politiche e dell’ideologia su cui si basa la stessa Unione Europea a guida tedesca. La linea politica del Gruppo di Visegrád si biforca lungo due grandi direttrici fondamentali: la prima – fortemente sostenuta dalla Polonia –  mira a un raffreddamento dei rapporti con Mosca, mentre la seconda – supportata dall’Ungheria – anela al consolidamento delle sovranità nazionali e si pone in forte contrasto con le politiche europee riguardanti l’immigrazione. L’approccio con il Cremlino è fonte di tensioni interne al gruppo (l’Ungheria di Orbán ha costruito rapporti cordiali con la Russia), ma la comunanza di vedute in merito al tema cruciale della sovranità e della conservazione delle identità nazionali tende a prevalere su tutto il resto garantendo la coesione dell’alleanza.

Il Trimarium e il Gruppo di Visegrád hanno peraltro assunto un’accresciuta importanza alla luce dell’alleanza energetica russo-tedesca, cementata dal raddoppio del gasdotto Nord Stream (nonostante le forti proteste di Washington) che aggira proprio la regione interessata dal progetto dei ‘tre mari’. L’attivismo di Mosca e Berlino in campo energetico sembra peraltro essere alla base delle ‘grandi manovre’ militari della Nato in Europa settentrionale e orientale. Negli scorsi giorni, una brigata corazzata statunitense composta da decine di carri armati e altri mezzi militari è sbarcata ad Anversa, supportata da una brigata aerea Usa formata da circa 60 elicotteri d’attacco giunta a Rotterdam per prendere parte all’operazione Atlantic Resolve, lanciata nel 2014 sull’onda della crisi ucraina. Il tutto mentre il Comando Nato di Napoli, agli ordini dell’ammiraglio della Us Navy James Foggo, si prepara a tenere l’esercitazione Trident Juncture 2018, che nel prossimo ottobre vedrà circa 40.000 soldati supportati da decine di aerei e navi da guerra di ben 30 diversi Paesi testare la propria capacità di risposta a uni ipotetica e non meglio specificata ‘aggressione esterna’  nel teatro norvegese. Ma non è tutto: «la Polonia ha richiesto la presenza permanente di una unità corazzata Usa sul proprio territorio, offrendosi di pagare 1,5-2 miliardi di dollari annui. Allo stesso tempo la Nato intensifica l’addestramento e armamento di truppe in Georgia e Ucraina, candidate a divenire membri della Nato ai confini con la Russia».

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore