giovedì, Aprile 25

Le gambe malate dell’Agenzia Spaziale Italiana Comint ha nominato Presidente e Consiglieri, ma solo 3, il quarto no, perché sarebbe stata la impallinata Claudia Bugno. Così la nuova agenzia nasce zoppa. Altro scambio ineguale degli elementi che turbano la vita dell’Esecutivo

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Ci ripresentiamo con l’argomento dell’Agenzia Spaziale Italiana, che ormai è uno dei tormentoni di questa burbera primavera.
Lo facciamo con il dovuto imbarazzo, e tra un po’ ne spieghiamo i nostri motivi.

Come i più attenti ricorderanno, lo scorso lunedì avevamo preannunziato che dopo la farsa di qualche governante che ha deliberatamente omesso di partecipare alla riunione del Comint, il Comitato Interministeriale dello Spazio, si era fissata per il 9 aprile, ieri, la data per definire una volta per tutti la governance dell’agenzia governativa. E così è stato.

Il Presidente dell’Asi è, come già annunciato, l’ingegner Giorgio Saccoccia, 56 anni, di Belluno, esperto di propulsione spaziale, dirigente in Estec.
Secondo le regole fissate dalla legge, la sua nomina viene definita dal Ministro dell’Istruzione e Marco Bussetti ha esercitato il suo compito: Saccocia dovrà lasciare la sede di Noordwijk per insediarsi alla guida della tormentata agenzia governativa.

Noi stessi abbiamo avanzato delle perplessità in merito a come si applicherà il mandato, perchè il neo Presidente, in tutta trasparenza, dovrà rinunciare allo stipendio attuale di un organismo internazionale se non interverrà qualche ente per evitargli la perdita, viste le tabelle retributive che sono tuttora in vigore per i funzionari dello Stato. Che sia la Pubblica Amministrazione con qualche decreto speciale o l’agenzia spaziale europea che lascia o chiunque altro, sarà un osso duro da digerire.
Seguiremo con interesse perché siamo certi che il ‘Governo del cambiamento’ dovrà uscirne evitando conflitti di interessi e sperperi di denaro pubblico o privato. Che sia nel contratto di governo o meno, questo è un principio da rispettare, almeno alla vigilia della consultazione elettorale che ci aspetta a maggio.

Per quanto riguarda i componenti del Consiglio di Amministrazione, sono quattro le figure professionali che affiancheranno il Presidente, scelti tra personalità di documentata qualificazione ed esperienza nel campo della ricerca e dell’industria spaziale e aerospaziale, designati dai Ministri di Esteri, Difesa, Tesoro e Sviluppo economico.

Nel gran consiglio di ieri, il Comint ha ratificato le nomine dei quattro, vediamoli.
Maurizio Cheli, ex astronauta, Mission Specialist in Shuttle STS-75 Tethered Satellite, ex ufficiale dell’Aeronautica (corso Urano III), nel 2005 ha fondato CFM Air, una start up che si occupa della progettazione di velivoli leggeri avanzati e, due anni dopo, la Digisky, che sviluppa elettronica di bordo per velivoli sportivi. Sembra vicino al Ministro Di Maio.
Il consigliere promosso della Difesa è Luisa Riccardi, che viene dai quadri burocratici delle Forze Armate con la frequenza di molti corsi e una particolare competenza nei contenziosi. Ultimo incarico della Riccardi è stato quello di referente nazionale per il progetto collaborativo Italia-USA ‘Wounted Warrior Project’.
Il Ministero degli Affari Esteri ha indicato l’astrofisica Alessandra Celletti, docente del Dipartimento di Matematica dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Una scienziata conosciuta.
Finito.
No, scusate, manca il quarto elemento. E non lo abbiamo dimenticato noi.

A dire il Ministro di Economia e Finanza nei giorni scorsi aveva espresso il nome di Claudia Bugno, precedentemente destinata al board di STM, un’azienda italo-francese, per la produzione di componenti elettronici, quotata all’Euronext Paris, oltre che alla Borsa di Milano. Ma poi Luigi Di Maio aveva dettato il suo niet: «Non discuto chi un Ministro voglia tenere nel gabinetto». E in questo modo non solo è saltato il nome della consigliera del Ministro Giovanni Tria, senza che, per altro, sia comparsa altra persona, ha reso non del tutto operativa l’agenzia spaziale.
Un po’ strano, ci viene da dire, e certo non stiamo a giudicare cosa ostacoli la scelta della Bugno, ovvero se oltre alle vicissitudini bancarie possa esserci anche qualche posizione un po’ dura verso gli ennesimi piani di salvataggio di Alitalia, non graditi ai pezzi ‘duri’ di Palazzo Chigi più vicini a scelte di partenariato americano che agli orientamenti fili tedeschi del Mef.

Ci ha sorpreso l’arrendevolezza del gruppo capitanato da Giancarlo Giorgetti. È un altro scambio ineguale degli elementi che turbano la vita dell’Esecutivo?
In passato ci sono stati diversi cambi di opinione e sono molti i contenziosi che intralciano la vita governativa di un Paese che si autoreputa democratico, ma che poi sta vivendo di intersecazioni clientelari e di botta e risposta tra i componenti dello stesso Esecutivo che certo non mostrano una unità di intenti.

Pertanto, temiamo proprio che ancora una volta il Governo abbia mostrato tutta la sua debolezza e la scarsa capacità di insistere su delle proprie decisioni per il bene del Paese, preferendo invece la stabilità delle proprie posizioni e la solita, immancabile spartizione del proprio potere (invito a leggere il Collega e amico Giancarlo Guarino di oggi, tra poche ore).

Ancora una volta si palesa la vulnerabilità dei concorrenti, con un’opposizione che si mostra ignara dei propri doveri e incapaci di mostrare la propria esistenza. Ora, quanto ci amareggia è dover pensare che gli scranni contesi appartengono a un’agenzia di nicchia dove la competenza deve essere sovrana.
Ma qui di sovranismo c’è solo un modo degno dei predecessori di esercitare il proprio potere.

E da ultimo, le date dell’insediamento del nuovo direttorio che, comunque si mettano le cose, nasce azzoppato.
Per adesso Asi è retta dal commissario Piero Benvenuti e dal sub-commissario Giovanni Cinque; a quest’ultimo non sono mancate polemiche per situazioni poco chiare degli anni passati con il Centro di Ricerche Aerospaziali.
L’assunzione dei nuovi vertici avverrà non prima di una decina di giorni. Non prima, quindi, della prossima riunione del Council dell’Agenzia spaziale europea, a cui evidentemente parteciperà la vecchia guardia ormai depotenziata.
Come dicevamo, la partenza non è delle migliori.

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