giovedì, Ottobre 29

Le Filippine in armi

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Bangkok – «Conosci il costo della guerra?» Questa è stata la reazione del Sindaco di Davao City, Rodrigo Duterte appena appresa l’ufficialità della decisione governativa in concordanza con i vertici militari nazionali di attuare una vera e propria offensiva a tutto campo delle Forze Armate delle Filippine contro i ribelli del Fronte Islamico di Liberazione Moro.

Il Capo delle operazioni militari in atto, Gregorio Catapang Jr., ha ordinato un’operazione intensificata contro i Combattenti Islamici per la Libertà del Bangsamoro (BIFF) ed i ribelli del Fronte Moro nel sud delle Filippine.

Catapang ha affermato che tutte le operazioni militari su larga scala e le offensive a tutto campo dovrebbero essere pianificate per proteggere le popolazioni locali dalle azioni violente dei ribelli in quelle aree, i quali hanno lanciato da tempo una dura serie di attacchi per lo più a carattere esplosivo condotti proprio per terrorizzare le popolazioni di quell’area geografica.

«Sono cresciuto lì, li capisco (la gente di Mindanao). Voglio dire che è difficile per un militare comprendere appieno quali siano i costi di una guerra», Ha detto Duterte durante il suo discorso ufficiale in occasione delle celebrazioni connesse con l’anniversario della fondazione del Liceo Universitario delle Filippine a Manila.

A causa dei violenti scontri e delle offensive militari a tutto campo condotte con particolare violenza in quell’area, la popolazione locale, composta da migliaia di civili, sono in fuga di massa via dalle loro terre in vasta parte del Mindanao e mentre i militari dell’Esercito del Governo Centrale e le milizie dei ribelli del Fronte MORO continuano a combattersi ferocemente.

Com’è noto, le Forze Armate delle Filippine, attraverso il loro Capo, il generale Gregorio Pio Catapang Jr hanno sferrato da fine Febbraio scorso di lanciare per mezzo del Comando del Mindanao Occidentale (WESTMINCOM)  un’operazione militare a tutto campo contro i Combattenti per la Libertà del Bangsamoro Islamico BIFF. Lo stesso Catapang si è subito affrettato ufficialmente a chiarire che l’intera operazione militare è volta a condurre tutte le misure militari possibili al fine di proteggere le popolazioni ed i civili locali dai sempre più numerosi assalti ed attacchi lanciati dalle truppe ribelli del Gruppo indipendentista.

«Sono veramente spiaciuto nel rilevare le notizie per le quali risulta che almeno 20.000 persone sono state forzosamente condotte a lasciare le proprie terre e le proprie abitazioni a causa degli attacchi perpetrati dai componenti del gruppo dei Combattenti per la Libertà del Bangsamoro Islamico nei villaggi di quell’area e delle zone limitrofe. Faremo del nostro meglio per proteggere le persone, per metterle in sicurezza e consentire loro il più presto possibile di tornare nelle proprie case», ha affermato pubblicamente Catapang in un suo discorso ufficiale.

Il Capo delle Forze Armate Militari ha ordinato a tutte le sue unità ed ai loro comandanti di condurre un’ operazione congiunta per il ripristino della legalità unitamente all’azione della Polizia Nazionale delle Filippine per evitare scontri con le truppe sparse del Fronte di Liberazione del Moro Islamico MILF.

Allo stesso tempo, a causa degli scontri delle truppe delle Forze Armate delle Filippine e della Polizia Nazionale delle Filippine seguiti ai sanguinosi scontri di Mamasapano, Catapang ha ordinato alle forze di sicurezza governative di unirsi nella lotta contro “l’assenza di legalità ed il terrorismo”.

«Dobbiamo restare uniti nella nostra lotta comune contro la illegalità ed il terrorismo. Mostriamo ai nostri nemici ed ai nemici dello Stato che noi siamo una formidabile forza che li perseguirà dovunque essi vadano», ha aggiunto il Capo militare.

Il Dipartimento di Salute Pubblica e dello Sviluppo così come le unità governative locali nelle città di Pagalungan e Pikit nella Provincia di  Cotabato  hanno ricevuto l’ordine di fornire assistenza umanitaria per i cittadini residenti profughi a causa dei combattimenti.

Gli scontri tra i componenti del MILF guidati dal Comandante Jack Abas e il BIFF guidati da Kagui Karialan al complesso Buliok, che è condiviso da Pikit e Pagalugang vanno avanti dal 13 Febbraio scorso. Durante gli scontri tra i soldati del MILF e gli insorti del BIFF, vi sono stati già diversi feriti e morti. Non mancano anche continui scambi di colpi di artiglieria tra le due componenti in guerra l’un verso l’altra soprattutto nella zona del Nord Cotabato e del Maguindanao.

Von Al Haq, Vice Capo delle operazioni militari in azione contro le truppe indipendentiste, ha affermato che si continua sempre a sperare che non vi sia alcun coinvolgimento né danno per i civili a causa delle missioni a base di colpi di artiglieria. «Tutte le decisioni e le regole di ingaggio riguardano e sono settate solo sul corpo militare. Esso sa cosa deve fare in queste occasioni».

Abu Misri Mama, portavoce del BIFF, raggiunto telefonicamente dai media locali, ha affermato che il suo gruppo non aveva ricevuto particolari Danni dalle azioni militari poiché i combattenti erano posizionati lontano dai luoghi dove sono caduti i colpi di cannone o di mortaio.

«Perché lo fanno? Se vogliono la guerra debbono essere fieri quanto basta per riuscire a fare ingresso nella nostra area e combatterci, arma contro arma», ha affermato Mama. Il quale ha poi anche aggiunto che il BIFF si muove con le sue forze solo per raggiungere i propri ideali e scopi.

I combattimenti vanno avanti, così come le evacuazioni di civili a causa degli scontri violenti tra le Forze Militari governative e quelle indipendentiste, la differenza è che questa volta il livello della forza d’urto militare delle Forze governative è nettamente superiore rispetto alle componenti militari governative distribuite sul territorio e scagliate contro i separatisti in occasioni precedenti a quelle in corso attualmente.

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