giovedì, Febbraio 20

Le FDLR accusano di crimini di guerra Congo e Rwanda Al comunicato delle FDLR il Rwanda risponde che il Governo di Kigali non ha intenzione di aprire il dialogo politico, già richiesto nel passato anche con la mediazione della Comunità di ant’Egidio

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«Condanniamo energicamente e senza riserve l’accordo concluso tra il Presidente congolese Felix Tshisekedi e il suo omologo ruandese Paul Kagame che ha consentito la coalizione tra le FDR (Forze di Difesa del Ruanda) e le FARDC(Forze Armate della Repubblica Democratica del Congo) e alcuni gruppi armati congolesi. Questa coalizione sta attuando un sistematico sterminio dei rifugiati ruandesi all’est del Congo grazie alla complicità della Comunità Internazionale e della missione di pace delle Nazioni Unite: MONUSCO»Così il comunicato diramato il 12 gennaio a tute le agenzie stampa dalle FDLR, firmato dal portavoce e Commissario dell’Informazione Cure Ngoma.

E prosegue la nota di Ngoma: «Con questi accordi il Presidente Felix Tshisekedi ha permesso al Rwanda di invadere il Congo e di realizzare il loro piano di occupazione territoriale tramite la balcanizzazione del Paese che risale agli anni Novanta. Le Forze Democratiche per la Liberazione del Ruanda stanno combattendo per impedire che questo piano si realizzi e si appellano alla Comunità Internazionale e in particolare ai Paesi della Regione dei Grandi Laghi a intervenire per preservare l’integrità territoriale del Congo.
Le FDLR condannano l’atteggiamento dei Caschi Blu della MONUSCO caratterizzato dalla loro passività a proteggere i rifugiati ruandesi minacciati di sterminio in Congo a causa delle operazioni militari dei eserciti cosiddetti “civili”. Questa passività compromette il mandato della MONUSCO di proteggere le popolazioni civili senza discriminazioni.
Le FDLR lanciano un appello alla Comunità Internazionale al fine che faccia le dovute pressioni al regime di Kigali costringendolo ad aprirsi alla democrazia e avviare un dialogo inclusivo con l’opposizione ruandese teso a trovare una soluzione politica capace di assicurare la pace in Ruanda, Congo e nella Regione dei Grandi Laghi
»,conclude Cure Ngoma.

Il testo del comunicato è stato attentamente studiato e ripropone la propaganda di questo gruppo armato inserito nella lista internazionale dei gruppi terroristici. Una propaganda basata sulla disinformazione (con ripetute accuse di immaginari genocidi commessi nella regione dal Presidente Paul Kagame) e su una realtà artificiale tendente a far credere che le FDLR siano un partito di opposizione in difesa dei rifugiati ruandesi e delle popolazioni congolesi.

La realtà è ben diversa.
Nate nel 2000, grazie al sostegno finanziario, politico e militare della Francia,
le FDLR raggruppano quello che restava dell’esercito ruandese e delle milizie Interahamwe responsabili del genocidio in Ruanda del 1994 e rifugiatesi all’est del Congo. Il gruppo armato, grazie al suo padrino occidentale e alla attiva complicità del clero cattolico congolese e di missionari italiani e belgi che risiedevano nelle province del Sud e Nord Kivu, in questi 20 anni si sono trasformate in un gruppo terroristico dedito allo sfruttamento illegale delle risorse naturali dell’est del Congo, diventando soci in affari dell’ex Presidente Joseph Kabila.

Dal 2014 le FDLR hanno stretto accordi di mercenariato con il regime HutuPower burundese del PreteRe Pierre Nkurunzizaassumendo progressivamente il controllo dell’esercito, polizia del Burundi e delle Imbonerakure, l’ala giovanile del partito al potere, il CNDD-FDD, trasformate in una vera e propria milizia paramilitare genocidaria. La trasformazione delle Imbonerakure in una milizia fu una delle principali cause dell’assassinio politico delle tre suore italiane della congregazione dei Saveriani: Lucia Pulici, Olga Raschietti e Bernadetta Boggian. Tre suore furono barbaramente trucidate nel settembre 2014 a Bujumbura, per aver scoperto che nel Sud Kivu le FDLR avevano organizzato dei campi di addestramento militare per i giovani delle Imbonerakure.

In Burundi le FDLR hanno assunto un enorme peso politico e sono responsabili del sistematico sterminio dell’opposizione democratica e di cittadini di origine tutsi. Oltre ad assumere un ruolo di primo piano nella politica nazionale, le FDLR si sono anche inserite nella collaborazione economica tra il regime e organizzazioni criminali europee che stanno compiendo vaste operazioni di riciclaggio di denaro e di minerali preziosi provenienti dal Congo.

Il trait d’union tra FDLR, regime burundese e queste organizzazioni criminali, è Willy Nyamitwe, un astuto politico. Nyamitwe, approfittando della crisi politica nazionale, dal 2015 ad oggi è riuscito a crearsi importanti amicizie in Italia e in Europa, collegandosi al network criminale già esistente in Burundi. Divenendo un punto di riferimento locale, Nyamitwe è riuscito a rafforzare la sua posizione all’interno del regime in quanto ora in grado di apportare alle disastrate casse di Stato importanti somme di denaro in valuta pregiata. Assumendo il ruolo di trait d’union Nyamitwe è riuscito anche a risolvere (temporalmente) i seri contrasti con Nkurunziza. Contrasti che nel 2017 lo avevano costretto a fuggire in Belgio, dopo il tentato assassinio ordinato dal dittatore. In questi ultimi mesi, Nyamitwe, assieme ai suoi soci europei, sta finalizzando importanti progetti per decine di milioni di dollari.

All’est del Congo, le FDLR controllavano, fino a qualche mese fa, un territorio vasto come il Belgio, stracolmo di minerali preziosi costringendo la popolazione a vivere nel terrore e a diventare mano d’opera gratuita nelle miniere clandestine gestite dalle FDLR.
Il gruppo terroristico è il responsabile del tentato olocausto della etnia Nande, nel Nord Kivu perpetuato tra il 2014 e il 2018 grazie alla complicità dell’ex Presidente Kabila. Migliaia di civili sono stati massacrati dalle FDLR, protette dai media del regime di Kinshasa che addossavano i crimini ad un fantomatico gruppo islamico ugandese ADF (Alliance Democratic Forces) che di fatto non esiste più dal 2014.
Approfittando della guerra fredda tra Uganda e R
wanda, le FDLR hanno stretto accordi politici ed economici con il Presidente Yoweri Kaguta Museveni, diventando i principali fornitori di oro proveniente dal Congo, che viene riciclato come oro ugandese nella raffineria ad Entebbe per essere immesso nei mercati internazionali.

Dal maggio 2019, a seguito di accordi militari tra Congo e Rwanda, rientranti nel quadro della alleanza politica ed economica regionale che comprende anche l’Angola, è iniziata l”Operazione Corridoio Est, condotta dalle forze armate congolesi e ruandesi. Trattasi di una vasta e costosissima operazione militare per liberare le province est del Congo dalle varie bande armate che le infestano e distruggere il gruppo terroristico FDLR, divenuto minaccia regionale. La campagna militare in atto sta registrando importanti risultati. Nel settembre 2019 è stato ucciso il generale Sylvestre Mudacumura, il comandante supremo delle FDLR. Nel novembre 2019 è stato ucciso anche il secondo comandante supremo, il Generale generale Juvenal Musabyimana, alias Jean-Michel Africa. Entrambi i Generali hanno svolto ruoli di primo piano durante il genocidio ruandese del 1994.
Queste esecuzioni extra giudiziarie fanno parte della strategia militare dell’Operazione Corridoio Est di decapitare la catena di comando di questo pericoloso gruppo terroristico.

Le FDLR sono state costrette a spostare lo Stato Maggiore da Goma (Nord Kivu) a Bujumbura.La loro presenza e ruolo politico in Burundi (da dove le FDLR nel 2019 hanno tentato di invadere il Ruanda ben tre volte) ha costretto i governi di Kinshasa e Kigali di inserire tra gli obiettivi dell’Operazione Corridoio Est quello di favorire il processo democratico in Burundi, che passa necessariamente dalla destituzione dell’attuale regime al potere. Gli eserciti congolese e ruandese hanno anche indebolito sul nascere la coalizione armata ‘P5’, un’accozzaglia di gruppi armati ruandesi minori controllata dalle FDLR.

Le reazioni del governo ruandese al comunicato delle FDLR sono giunte questa settimana, dopo aver attentamente esaminato le dichiarazioni fatte da questo gruppo terroristico. Olivier Nduhungirehe, Segretario di Stato per gli affari esteri dell’Africa Orientale, ha ricordato la natura terroristica delle FDLR e il loro ruolo nell’Olocausto del 1994, evidenziando che questi dati di fatto impediscono al Governo di Kigali di aprire qualsiasi dialogo politico. Nduhungirehe ha anche posto l’accento su «politici e uomini di chiesa congolese irresponsabili che dal 1994 sostengono i terroristi operanti nell’est del Congo».

Il Ministro ruandese si riferisce a Adolphe Muzito, Primo Ministro del Congo dal 2008 al 2012 e al Cardinale Fridolin Ambongo. Muzito è l’autore dell’appello rivolto alle FARDC (esercito congolese) di interrompere la collaborazione con l’esercito ruandese. Appello che si è spinto a incitare le FARDC ad attaccare il Rwanda e ad annetterlo ai territori del Congo. Il Cardinale Fridolin Ambongo da un mese accusa il Rwanda di voler balcanizzare il Congo, deplorando che il Presidente Tshisekedi permetta la realizzazione di questo piano. «Che il buon Cardinale Ambongo si tranquillizzi. Il Rwanda (Paese con un Governo, una economia e infrastrutture ben solide) non ha alcuna intenzione di occupare terre in Congo per far immigrare i suoi cittadini. Al contrario il Rwanda ringrazia il Governo congolese impegnato nello sforzo di rendere sicure le province est del suo Paese assicurando i terroristi delle FDLR alla giustizia ruandese», ha affermato il Ministro Olivier Nduhungirehe.

Se i proclami del ex Primo Ministro Muzito devono essere interpretati come un tentativo di rafforzare la sua immagine pubblica, le dichiarazioni del Cardinale Ambongo sono in netto contrasto con la politica estera varata da Papa Francesco dalmarzo 2017. Una politica rivolta ai Grandi Laghi che ha come obiettivi promuovere la pace e l’integrazione socio economica della regione. Il nuovo corso del Vaticano nella regione dei Grandi Laghi è stato ribadito una settimana fa in occasione dell’incontro tra il Santo Padre e il Presidente Tshisekedi, durante il quale sono stati firmati degli accordi quadro su materie di comune interesse.

Gli accordi siglati vertono sulla disciplina dei rapporti tra Stato e Chiesa Cattolica su vari ambiti: contributo delle istituzioni cattoliche nei settori educazione e sanità tesi a salvaguardare il regime patrimoniale e fiscale della Chiesa in Congo e identificare intese applicative tra la Conferenza Episcopale e lo Stato congolese su altre materie di comune interesse quali pace, rafforzamento del processo democratico e sviluppo socio economico. Negli ultimi anni del regime Kabila (2016 – 2018) la Chiesa Cattolica ha giocato un ruolo politico di primo piano opponendosi ai piani del dittatore congolese per rimanere al potere.

Le dichiarazioni del Cardinale Fridolin Ambongo, oltre a essere contrarie al nuovo corso del Santo Padre, rischiano di rafforzare la campagna di fake news e odio razziale probabilmente varata dal ex Presidente Kabila e gruppi di interesse a lui vicini con l’obiettivo di creare violenze e caos generalizzato nell’est del Congo per fermare la politica di stabilizzazione economica e sociale intrappresa da Tshisekedi. Una politica che sta ledendo gli interessi economi dell’ancien regime che mantiene ancora saldi i tentacoli sulla Repubblica Democratica del Congo.

E’ opportuno far notare che nel comunicato del 12 gennaio le FDLR ripropongono la richiesta di essere riconosciuti dal Governo ruandese come un partito politico, costretto dagli avvenimenti a intraprendere la via dell’esilio e della lotta armata. La necessità di essere riconosciuto come partito politico diventa ora impellente per le FDLR, che sono state sensibilmente indebolite sul piano militare all’est del Congo.

Anche il loro ruolo e presenza in Burundi diventa ora incerto dopo il ‘pensionamento dorato’ concesso al dittatore Pierre Nkurunziza dal Parlamento con una legge su misura che ha scandalizzato l’opinione pubblica burundese e internazionale.
Nessuno conosce quale sarà la sorte del partito estremista hutu al potere CNDD-FDD in previsione delle elezioni previste per il maggio 2020, su cui incombono due minacce. Primo, una guerra fratricidia tra hutu nel caso che il principale oppositore, Agathon Rwasa, venisse escluso dalla competizione elettorale, o che i risultati delle elezioni donassero una vittoria al CNDD-FDD grazie all’utilizzo sistematico di frodi. Secondo, la ripresa della guerra di liberazione iniziata nell’ottobre scorso dai principali gruppi armati burundesi RED Tabara e FOREBU.

Il tentativo delle FDLR di farsi riconoscere lo statuto di partito politico fu portato avanti anche nel 2014, grazie alla mediazione della Comunità di Sant’Egidio, provocando all’epoca il furore del Governo ruandese, che interpretò la mediazione di questa associazione cattolica di ‘costruttori di pace’ come un inaccettabile tentativo di riabilitazione internazionale di un pericoloso gruppo terroristico. La reazione di Kigali costrinse la Comunità di Sant’Egidio a spiegare i motivi della loro mediazione non richiesta dal Rwanda. La principale motivazione fu il desiderio di contribuire alla pace e riconciliazione ruandese, dopo quasi un vent’ennio di conflitti tra il Governo e le FDLR. Spiegazione non accettata da Kigali, che chiarì alla Comunità Internazionale l’impossibilità di trattare con un gruppo terroristico responsabile nel solo Ruanda di un milione di morti. La ferma decisione presa dal Governo ruandese fece naufragare sul nascere ogni possibilità di dialogo, e rese inutile la mediazione proposta dalla Comunità di Sant’Egidio.

Oggi non vi sono nuovi elementi che possano giustificare un atteggiamento diverso da parte di Kigali. Le autorità politiche militari ruandesi continuano a considerare le FDLR un gruppo terroristico internazionale e una serie minaccia alla pace e all’integrità del Rwanda. Il mantenimento della linea politica di Kigali sembra sorretto da una ferrea logica. Perchè trattare con un gruppo terroristico responsabile del genocidio del 1994 proprio quando le azioni militari nell’est del Congo stanno sensibilmente indebolendo la capacità militare di questi terroristi?

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