lunedì, Maggio 27

Le 'cappellate' del Parlamento italiano Il Giudizio Universale di Matteo Renzi visto in chiave rinascimentale

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Stavolta è il nostro premier, Matteo Renzi, che teme il giudizio universale. Su cosa? Il Referendum costituzionale, che gli si è rivoltato contro. Da promotore del ‘sì’ senza esclusione di colpi, adesso si trova a doverlo giustificare (perché fa buchi da tutte le parti); l’Italicum, ancora al centro delle polemiche, anche il leader di Forza Italia, appena dimesso dal San Raffaele di Milano ha dichiarato che «il sistema congiunto della legge elettorale e della riforma costituzionale potrebbero portare a un governo dei Cinque Stelle, come si è visto nelle recenti elezioni comunali dove il M5s ha vinto 29 volte su 30. Il sistema è fatto in modo tale che questo sarebbe il risultato sicuro delle prossime elezioni nazionali».

Per non parlare di Angelino Alfano che, con i pasticci della sua famiglia, fa traballare l’equilibrio difficilissimo della maggioranza. E le dichiarazioni di finto perbenismo di Matteo Salvini dopo l’omicidio di Fermo? Un tripudio di azioni e decisioni che fanno sudare il Matteo nazionale.

Avete presente il Giudizio Universale di Michelangelo Buonarroti? Potrebbe essere una trasfigurazione perfetta della situazione attuale (eliminando gli elementi di santità). Al centro troviamo il Premier e Maria Elena Boschi (la Madonna), attaccata come un francobollo, che continua a dichiarare che le riforme portate avanti dall’esecutivo sono un bene per l’Italia, non ultima quella di due giorni fa in cui la Ministra/Madonna sottolinea che «i liberi pensatori sono tutti contro le riforme e invece bisogna avere il coraggio di esporsi per un’idea diversa, ciò è molto apprezzabile, perchè le riforme riguardano tutti noi». Se ognuno è libero di pensare quello che vuole è libero di dire che la riforma costituzionale non gli piace. Ma questo è solo un pensiero ad alta voce.

Oltre a difendere le Riforme, il caro Matteo, si trova a dover difendere anche le ‘cappellate’ della famiglia di Alfano. E’ normale che sia così, altrimenti la maggioranza si sfalderebbe come tufo, portandosi dietro tutto il carrozzone.

Nell’ultima inchiesta «Labirinto» è venuto fuori dalle intercettazioni telefoniche, prima il nome di Alessandro, fratello minore del ministro dell’Interno, assunto a Postecom sembra con qualche spintarella di troppo, che già ha alle spalle una serie di «infortuni». Poi quello di papà Angelo, descritto alle prese con una serie di raccomandazioni, 80 dicono le intercettate, sempre alle Poste.

A destra e sinistra (sempre tenendo presente l’affresco del Buonarroti) troviamo una moltitudine di figure. Allontanandoci dalla reale appartenenza iconografica e simbolistica, sembra proprio di vedere il nostro Parlamento. La figura di San Bartolomeo (al di sotto del Cristo) che tiene in mano la propria pelle potrebbe essere Matteo Salvini, che  non perde mai l’occasione di tacere e alla fine la pelle se la fa da solo.  Anche questo grande eroe della politica italiana, che ha come scopo principale eliminare qualsiasi forma di immigrazione, perché dannosa e demoniaca, tuona sui social sull’omicidio di Fermo.

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