lunedì, Ottobre 21

Le Banche venete ed i risparmi fantasma

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Stesso mare stessa spiaggia, Veneto Banca come Popolare di Vicenza con azioni alle stelle arrivate poco fa al grande valore di 10 centesimiCerto la base di partenza era diversa, per la prima 40 e rotti euro, la seconda 63 e rotti, vendute come titoli garantiti come sicuri, la maggior parte delle volte a garanzie di fidi e mutui, vendute come simbolo per persone privilegiate, i soci, e segno distintivo di essere parte di Banche storicamente radicate sul territorio e simbolo di benessere Veneto tutto sul territorio, senza apparenti legami con la politica nazionali, sportelli sparsi in tutta Italia e più di 200.000 soci. Di fatto duecentomila famiglie che li hanno riversato i loro risparmi, piccoli imprenditori, artigiani, pensionati ed anche Vip di prim’ordine, come Renè Cavilla, stilista di scarpe da sogno, Silvio Berlusconi, Bruno Vespa e Roberto Bottega solo questi si sono visti sparire circa trenta milioni di euroMa tutti gli altri circa duecentomila piccoli, ma in realtà grandi, lavoratori e pensionati che si sono visti sottrarre tutto che possono fare ora?

Devono avere determinate caratteristiche per poter partecipare ad eventuali azioni collettive senza nessuna garanzia di successo, ma come quali caratteristiche, non basta la caratteristica comune di essere stati fregati ed aver perso tutto? No, pure le Associazioni dei consumatori non trovano strade alternative e sicure per il recupero dei propri risparmi.Anche qui due pesi e due misure, Banca Etruria e soci salvate dal governo e, dicono, risparmiatori al sicuro. Qui, nel grande Veneto, il governo non fa nulla, no solo beffati, cornuti e mazziati.

Ti hanno rubato i risparmi? Pazienza, rimboccati le maniche ed arrangiati, ma dove in realtà puntano questi disgraziati? Puntano sullo sfinimento delle persone, sento al telefono Laura B., socia di PoPVi: “Erano ventimila euro, tutto quello che avevo messo da parte con dei disabili in famiglia ci contavo come risorsa. Mia figlia mi ha detto che avendoo acquistato le azioni nel 2006 non sono nelle condizioni di recuperare nulla con nessuna associazione e dovrei prendere un avvocato, ma che vuoi che faccia non voglio più pensarci altrimenti mi uccido, vado avanti, non voglio nemmeno più sentire il nome di quella Banca…

Ecco su cosa puntavano, sulla mancanza di possibilità di agire delle povere vittime. E’ come averli uccisi tutti, ma non era possibile prevenire questo furto? Come hanno potuto agire indisturbati per anni senza che nessuno dei controllori si accorgesse di nulla? Comunque è successo e, sembra, non c’è più nulla da fare due nomi: Zonin e Consoli, padri padroni e grand’uomini simbolo di una regione ora messa in ginocchio proprio da loro, non bastava la crisi, pure questi due con i loro degno collaboratori.

Tutto finito? Assolutamente no, signori miei, non si tiene il conto delle banche simili in crisi esattamente come queste tre che sono solo state le prime, chissà come sarà possibile fermare questa maledetta emorragia delinquenziale fatta di padroni ingordi e truffatori e, purtroppo, di migliaia di persone che diventeranno nullatenenti grazie a loro.

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