mercoledì, Novembre 25

L'Avvocato delle mamme, il web come aiuto

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Le donne spesso sono multiformi, riescono a coniugare più lavori, passioni e trasformare quello di cui sono capaci in attività ‘autonome’, non tanto per portare a casa uno stipendio ma quanto per aiutare gli altri. Attività autonome nel senso che partono dalla costola di qualcosa e poi da questa si staccano e riescono a camminare con le proprie gambe perché, diciamolo, l’invidia tra donne esiste ma non è poi così vero, quando c’è da dare una mano, ecco che le donne sanno mettere da parte tutto e da donna a donna e da mamma a mamma si riesce a rendere autonome quei pezzi di progetto nati da una costola più grande.

Ecco che così nasce online, come spesso accade oggi, il progetto dell’avvocato Alessia Maria Di Biase che sul web è conosciuta come ‘L’avvocato delle mamme’. Ecco che dal suo lavoro, dalla sua passione, l’avvocatura, nasce non uno ma più progetti, la scrittura e poi ancora la voglia di aiutare altre donne come lei a districarsi nel complicato mondo delle leggi italiani.

L’avvocato Di Biase ci racconta meglio il suo progetto spiegando alle mamme, e non solo, come chiedere aiuto, e il difficile ruolo della famiglia oggi.

 

Alessia avvocato e scrittrice ci racconti le tue due passioni?

Fare l’avvocato mi piace e per questo ho scelto di farne il mio lavoro. Scrivere è una passione che ho da quando ero piccola, credo che scrivere e leggere Siano delle attività preziose, quasi magiche ci permettono di viaggiare e scoprire sempre qualcosa di nuovo. L’anno scordo ho pubblicato il mio primo romanzo Dell’amore più grande ed è stata una bella soddisfazione. A distanza di tempo la pagina facebook del libro continua ad essere molto visitata. Ho iniziato a scrivere sui social dai primi anni dell’università più o meno, certo nel tempo mi sono perfezionata. La prima collaborazione da avvocato è stata con un sito di mamme, li scrivo articoli di taglio giuridico riportando i casi giurisprudenziali più interessanti. Poi sono passata ad un’altra testata giornalistica, un magazine che mi permette di superare un po’ anche i rigidi confini della giurisprudenza, occupandomi anche si casi di attualità. La vera scommessa però è stata entrare a far parte della redazione del sito www.sportgaetano.it dove ho inaugurato una nuova sezione dedicata alla cronaca e al magazine (sportgaetano: parlando d’altro). Conquistare il pubblico sportivo, per un avvocato con la mia impostazione, non è stato facile ma i risultati sono positivi ed è una bella soddisfazione, ho piena autonomia nella scelta degli argomenti che variano dalle questioni giuridiche, all’attualità nazionale e internazionale.

Da dove nasce il progetto l’Avvocato della mamme?

E’ un progetto che portavo avanti già in altro modo. Come ho detto da diversi anni scrivo su alcuni portali dedicati alle mamme, articoli giuridici dedicati al diritto di famiglia e del lavoro ma ho anche uno spazio dedicato alle domande. Ho ricevuto tantissime mail, domande e richieste d’aiuto e sono state proprio le utenti a rinominarmi ‘L’avvocato delle mamme’.

Perché hai sentito la necessità di svilupparlo?

Proprio quando iniziavano a crescere i consensi online ho dovuto rallentare la mi attività, ho avuto una proposta di lavoro in Africa e durante tutto questo periodo non ho avuto molto tempo e spazio per dedicarmi alle mamme. Tuttavia le richieste erano e sono sempre più numerose e lavorare attraverso terzi era diventato troppo dispersivo, non riuscivo a starci dietro e allora ho pensato di creare un gruppo ad hoc dove le lettrici possono scrivermi e contattarmi direttamente.

Il rapporto con il mondo dei social com’è?

Il mondo social è un luogo particolare, apparentemente semplice, bello, libero ma non è proprio così. Anche nella rete ci sono delle regole e soprattutto, la cosa alla quale fare più attenzione è che non si conosce mai l’interlocutore. Io sono presente su tutti i social (facebook, twitter, skype ecc..) perché credo che il mondo oggi stia andando in questa direzione e non si può vivere avulsi da questa realtà, ma bisogna conoscerne bene le dinamiche se non si vuole restare intrappolati. D’altro canto però c’è da dire che i social mi hanno permesso di avvicinarmi all’utenza, ho conosciuto tantissime persone, letto tante storie, raccolte testimonianze spesso dolorose che da un lato mi dispiace leggere ma dall’altro questo mi fa anche piacere; se le persone hanno deciso di affidarmi e aprirmi il loro cuore pur senza conoscermi realmente vuol dire che hanno una buona considerazione di me.

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