giovedì, Dicembre 12

Lavoro minorile, in Argentina è crisi Le famiglie ne risentono. E intanto a livello globale finiscono nel mirino le multinazionali

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L’Argentina è nella lista nera del dipartimento di Stato americano per lo sfruttamento del lavoro minorile. Nel mirino in particolare le coltivazioni di aglio, uva, olive, fragole e pomodori, dove i minori sono impiegati in gran quantità. Ma non sono gli unici settori in cui vengono impiegati, visto che i bambini vengono sfruttati anche per lavori ben più pesanti.  Ora però sembra che qualcosa stia cambiando, visto che in Argentina il lavoro minorile è in crisi. In realtà però le famiglie povere subiscono questo e lo Stato ancora non riesce a sopperire alla mancanza di lavoro.

Ma il problema del lavoro minorile non è solo dell’Argentina. Parlando solo del campo agroalimentare, quasi un prodotto su cinque che arriva in Italia dall’estero non rispetta le normative in materia di tutela dei lavoratori. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti. E in molti casi ad essere sfruttati sono proprio i minori.

Nel mirino anche i grandi marchi. Proprio ultimamente Amnesty International, a due anni da un suo rapporto che denunciava il collegamento tra le batterie elettriche e l’estrazione di cobalto tramite lavoro minorile nelle miniere della Repubblica Democratica del Congo, è tornata a esaminare, con un secondo rapporto, se e come una serie di grandi aziende, tra le quali Apple, Samsung Electronics, Dell, Microsoft, BMW, Renault e Tesla, abbiano ottenuto miglioramenti nella modalità di estrazione del cobalto di cui si riforniscono. E invece i dati sono sconfortanti. Molte delle aziende contattate nella stesura del primo rapporto non sapevano neanche da dove provenisse il cobalto presente nelle loro batterie. A quasi due anni di distanza, alcune di esse non hanno ancora indagato sulla loro catena di fornitori.

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)

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