martedì, Agosto 11

Laurea in giurisprudenza: la lunga strada verso una riforma Intervista ad Anna Azzalin, presidentessa del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (CNSU)

0

Su questi temi, quanto credi possa essere disposto ad essere influenzato dalle vostre proposte quel mondo accademico che a molti sembra chiuso nelle proprie posizioni?

In effetti con giurisprudenza uno dei problemi è che negli anni si è creata una sorta di presunzione di essere il corso migliore, con l’idea che tutto quello che era al dì fuori di esso non andasse preso in considerazione. Però negli anni molti altri rami dell’insegnamento universitario sono progrediti, con il corso in legge che al contrario si è chiuso a possibili ripensamenti sul proprio modo d’essere, se non per poche eccezioni.
In questo modo molti percorsi accademici sono diventati meno attrattivi anche per quanto riguarda l’accesso a risorse di natura statale come europea.

Si può invertire questa tendenza?

Sì, ma per cambiare questo sistema da un lato occorre che gli studenti stessi direttamente o attraverso i propri rappresentanti facciano sentire la propria voce, mentre dall’altro noi come organo di rappresentanza abbiamo il compito, nonchè l’auspicio, di far sedere ad un tavolo gli interlocutori interessati, ovvero Ministero e Conferenza Nazionale dei Direttori di Giurisprudenza e Scienze Politiche, per pensare ad una proposta insieme. Diverse proposte succedutesi negli ultimi anni dalle parti in causa non erano così distanti da quelle da noi portate avanti, il problema spesso è stato quello di trovare una sintesi tra le posizioni, cosa non sempre facile tra giuristi.

Già il fatto che l’organo studentesco abbia proposto una riforma in un dibattito che di fatto si era completamente arenato è qualcosa di importante. I tempi lunghi e le difficoltà del dialogo restano, ma con un documento ufficiale di certo partiamo con un peso contrattuale diverso. Ovvio che in quanto studentessa di giurisprudenza e rappresentante che in prima persona ha anche dedicato tempo a questa riforma, voglio che prima o poi si possa migliorare questo corso. E non tanto per me personalmente dato che il mio ordinamento rimarrà quello attuale, ma per i futuri iscritti di giurisprudenza e più in generale per ammodernare l’università italiana.

Pensi che siano possibili aperture a modelli sperimentati all’estero per quanto riguarda lo snellimento del corso? Mi riferisco a paesi europei in cui il corso è più breve e personalizzabile

Su ipotesi di questo tipo, quindi di riforma ancora più drastica di quella da noi presentata, il nostro organo non ha discusso. Di certo nell’ambito di un percorso che vuole cambiare questo corso, così come altri ovviamente, non andrebbe e escluso un ragionamento con una visione più aperta ad altri modelli europei. Ma al momento l’idea di stravolgere così tanto lo stato delle cose attuale mi sembra molto complessa, perché se non si trova il coraggio di modificare anche solo un minimo un corso di cinque anni possiamo immaginare che ostacoli troverebbe una riforma così profondamente incisiva.

Visualizzando 2 di 3
Visualizzando 2 di 3

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore