venerdì, Luglio 10

L’attualità di La Pira 40 anni dopo Mario Primicerio: il suo processo di beatificazione è in 'dirittura d'arrivo'

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Ma la più delicata e coraggiosa di queste  iniziative di pace  porta la data del ’65, quando si fece  promotore di una soluzione politica della guerra nel Vietnam, volando, dopo un simposio internazionale a Firenze sul tema che scuoteva le coscienze del mondo,  ad Hanoi per incontrare Ho Ci Minh e il primo ministro Pham Van Dong. Tornato in Italia con una proposta di pace  la trasmise al Governo Usa  tramite l’on .Fanfani, allora Presidente dell’Assemblea Generale dell’Onu. Ma  interessate anticipazioni della stampa americana fecero fallire la trattativa. L’accordo di pace sarà raggiunto otto anni dopo, anni  segnati da  migliaia di vittime e immense distruzioni. Ma quella è una storia che Primicerio conosce bene, avendo accompagnato La Pira nel suo delicato viaggio ed avendo dedicato a quella missione un libro dal titolo   “Con La Pira in Vietnam“. Uscito a 50 anni di distanza da quell’evento.

“Sai che ora quel mio libro, che fa luce su un aspetto  tragico ( la guerra in Vietnam) e complicato della nostra storia, viene tradotto in lingua vietnamita? Un segno di attenzione e di interesse da parte dei cittadini e del Governo di quel pPaese”.

A proposito, so che sono state portate avanti ed attualmente in corso molte iniziative in suo nome, in Italia e nel mondo,  ne puoi indicare alcune?

“Per quanto riguarda l’interesse oltre i nostri confini  questo è  assai vivo. Proprio in questi giorni il Sindaco di Cannes  mi ha scritto perché hanno promosso una iniziativa  in nome. Di La Pira. Lo scorso anno alla città di Nizza nel quadro del convegno Unity in Diversity è stato conferito il Premio Giorgio La Pira. E proprio in queste ore, prima a Firenze, in Palazzo Vecchio, poi a Roma,si tiene  l’edizione 2017 di Unity in Diversity che vede la presenza dei Sindaci delle varie aree del mondo  interessati alla cooperazione sui problemi ambientali,  sociali, umanitari che affliggono le rispettive comunità: nell’occasione viene presentato un documentario di Giovanni Minoli dedicato a Giorgio La Pira. Altre iniziative hanno riguardato  la sua figura  sotto il profilo politico e  spirituale,  i suoi rapporti con Moro, Spadolini, Montini, le problematiche riguardanti l’Islam, i  rapporti tra Israele e Palestina, la Cina e il Mediterraneo. Sulle tematiche dell’immigrazione e della pace si è tenuto un importante Convegno internazionale a Palermo, presente l’attuale Presidente della Cei Cardinale Gualtiero Bassetti, toscano di Marradi, e  molti giovani, mentre  a Pozzallo, città natale di Giorgio La Pira e luogo di sbarco di migranti, si è dato vita, grazie ai fondi stanziati già da molti anni, per iniziativa  del  Sindaco di Firenze di allora,  Elio Gabbuggiani, ad un Centro  per la formazione di operatori addetti all’accoglienza dei minori non accompagnati. Anche questo centro porta il  nome del “professore” come  i 90 gruppi giovanili e circoli culturali, sorti in varie parti d’Italia”.

Sembrano maturi dunque i tempi, conclusa la Positio da parte della Congregazione per le Cause dei Santi, del riconoscimento delle sue ‘virtù eroiche’  e del conferimento del titolo ‘venerabile’ che prelude alla Beatificazione.  A che punto siamo?

Le notizie sono buone, direi siamo in dirittura d’arrivo, compatibilmente con i tempi tecnici che un atto del genere richiede. Potrebbe anche accadere che il Papa decidesse di procedere alla Beatificazione, siamo in fiduciosa attesa. Papa Francesco ci incoraggiò ad andare avanti. E noi, forti  del suo incoraggiamento e consapevoli dell’alto valore umano,  spirituale e politico   datoci  da La Pira,  siamo fiduciosi e speranzosi che ciò avvenga quanto prima per additare al mondo religioso e non solo, la straordinaria e profetica figura del ‘professore’.

Chi ha avuto, come noi, la fortuna di vivere da vicino, sia pure in ruoli diversi, l’esperienza lapiriana, non può non ricordare l’esortazione che il professore era solito fare, citando il poeta Edmond Rostand:  Il faut forcer l’Aurore à venir, bisogna forzare l’aurora a venire, un invito all’impegno rivolto  a tutte le persone di buona volontà.

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