giovedì, Ottobre 22

L'Asia e il business dell'acqua field_506ffb1d3dbe2

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acqua asia

Bangkok – L’industria dell’acqua è un business di grandi proporzioni con potenziali ancora maggiori e tutti ancora da esplorare ma la caduta di redditività derivante dalle flessioni, le condotte idriche incendiate ed i ripetuti furti d’acqua sono solo alcuni dei problemi-chiave che caratterizzano questo lucroso settore commerciale ed economico e che meritano di essere approfonditi e studiati con una certa urgenza perché l’intera industria del settore possa prosperare, secondo quel che hanno confermato in tal senso gli organizzatori di AsiaWater2014.

Si stima che il 37 per cento delle acque trattate in Malaysia vada perso prima ancora che vada fatturato. In realtà, il quantitativo di Acque-Non-Fatturate NRW è una delle componenti più grandi nel Mondo. Una quota d’acqua la si perde naturalmente a causa dell’evaporazione e ovviamente ciò è normale ma un’altra quota la si perde a causa delle condotte bruciate ed a quelle letteralmente rubate, il che contribuisce pesantemente all’ingrandimento della quota sottratta e non conteggiata, come affermano gli stessi esperti del settore della gestione delle risorse idriche e tutte le figure professionalmente coinvolte in questo campo.

Gli esperti locali della gestione delle risorse idriche segnalano anche il fatto che uno dei problemi più grandi –localmente-  è che non si da un appropriato valore all’acqua. L’alto livello delle piogge è un  tratto dominante nell’area Sud Est asiatica e aree limitrofe e se questa risorsa fosse più adeguatamente gestita porterebbe ad una redditività molto alta e ad un livello di competitività di particolare spicco nell’intero settore dell’industria dell’acqua. Molte Nazioni, anche quelle che possono essere considerate comprese nelle aree attigue, si stima che possano incorrere in cadute progressive delle risorse idriche nei prossimi cinquant’anni, un dato acclarato e sul quale convergono molti studiosi del settore. Questo spiega perché gli studiosi del settore sono altamente operativi nello stilare modelli predittivi circa le condizioni atmosferiche soprattutto circa il livello delle piogge e delle acque piovane, in modo da chiarire quanto più più possibile, quel che accade ai lati delle curve gaussiane, ovvero isolando e analizzando i periodi di grandi piogge e quelli –invece- caratterizzati da stagioni secche, entrambe fasi che possono essere di durata prolungata, grandi piogge ed a lungo e grandi siccità anche in archi di tempo molto lunghi.

Secondo le statistiche prodotte e rese note da Intelligence dell’Acqua Globale GWI i fattori più costosi tra i componenti delle infrastrutture destinate alla gestione dell’acqua sono l’ingegneria civile compreso il campo delle costruzioni (53 per cento), seguito da quello delle condotte (13.7 per cento), valvole (7.3 per cento) e dalle pompe idrauliche (3.5 per cento). Gli esperti ritengono che con la minaccia delle mutazioni climatiche sempre in agguato, vi è una grande opportunità per alcune Nazioni, come la Malaysia, per essere ancora più competitive sulla scena della gestione delle risorse idriche e per sviluppare il proprio capitale e il know how per il management sia delle acque pure sia di quelle reflue o impure.

La tre giorni dell’AsiaWater2014, sia nell’area espositiva sia in quella delle conferenze correlate, nei giorni dal 19 Marzo in poi è l’ottava nella serie specifica dei lavori focalizzati nell’identificare le questioni specifiche della gestione delle acque, così come in campo manageriale e decisionale. L’evento –non a caso- ha viste coinvolte circa 40 Nazioni diverse e circa 700 espositori.

La gestione delle risorse idriche è un aspetto evidentemente importante nel quadrante Sud Est asiatico, non foss’altro che per la sua intrinseca connotazione in ambito produttivo, come notoriamente accade nella produzione del riso, alimento essenziale non solo in sede locale ma anche nell’ambito dell’export a livello mondiale. A ridosso del Tropico del Cancro, con due stagioni monsoniche e la grande copiosità di piogge, per la presenza di fiumi importanti come il Mekong, si potrebbe anche obbiettare che i tempi della siccità sono da considerarsi eventualità remote. Il convegno con annessa expo di AsiaWater2014 è uno di quei momenti ciclici di riflessione dove, invece, si parte dal presupposto che nulla è scontato e che, ferme restando le previsioni di settore, nulla vieta di pensare le forme e le modalità più appropriate di gestione delle risorse idriche sia in termini di redditività sia per prefigurare una gestione più oculata di quella attuale, nei tempo in cui gli sprechi saranno non solo considerati una caduta di redditività ma anche un danno ben difficile da riparare in un Ecosistema mondiale tragicamente impattato dalle decisioni intraprese ed attuate nel Tempo da parte dell’Uomo. Per fare un altro esempio circa quello che si sta facendo in Sud Est Asia proprio nella direzione del miglioramento delle tecniche gestionali delle risorse idriche, si può indicare l’esperienza dell’Istituto di Ricerche sul Riso IRRI che ha sede nelle Filippine dove si stanno studiando tecniche di produzione del riso e di gestione delle risaie con quantitativi controllati e ridotti di acqua.

Un altro esempio è quello del Myanmar, dove un’area centrale del Paese è stata denominata “Area Secca”, una zona molto importante per la Storia della Nazione ma che oggi rappresenta tristemente una delle zone più povere del Myanmar, una delle Nazioni (insieme col Laos) che hanno potenzialmente un grande sviluppo avanti a sé ma che oggi debbono combattere con lo stato attuale ancora caratterizzato dalla povertà. Una povertà che è figlia di lunghi periodi di impoverimento delle risorse ambientali. Entrando più nel dettaglio dell’esempio-Myanmar, si può citare la popolazione della Provincia di Taungtwingyi nella gran parte dedicata all’agricoltura con percentuali di lavoro agricolo diffuso nella popolazione che si collocano tra il 60 ed il 75 per cento. Nella Divisione di Magway, il 59 per cento degli agricoltori afferma di fare due raccolti all’anno (generalmente uno di riso ed un altro di sesamo, legumi o arachidi) mentre il 41 per cento dichiara di fare un solo raccolto. Nella zona di Taungtwingyi, caratterizzata da una forte assenza di risorse idriche, il raccolto unico su base annua è di fatto la normalità. Ecco perché, per tutti questi motivi, la migliore strategia possibile per migliorare le condizioni di vita della popolazione è quella di ridurre la dipendenza dai fattori atmosferici e introdurre migliorati criteri di gestione delle risorse idriche, al contempo diventa essenziale costruire sistemi d’irrigazione capaci di migliorare la resa agricola dei terreni.

 

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