giovedì, Dicembre 12

L’ascesa del gas naturale liquefatto (GNL) Oggi gli impianti di liquefazione operativi sono 40 in 20 Paesi ma ce ne sono altri 12 in costruzione, di cui 5 negli Usa

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Il GNL, acronimo di gas naturale liquefatto, è inodore, incolore, non tossico e non infiammabile. Il componente principale è il metano la cui percentuale può variare tra il 90 e il 99%, la parte restante è costituita da butano, etano e propano.

Il motivo per cui il gas naturale è stato fino ad ora considerato un combustibile povero deriva però dal fatto che a temperatura ambiente si trova allo stato di gas. Esso può essere liquefatto solo portandolo a temperature inferiori a -161.4 °C.

Il GNL viene liquefatto nei Paesi produttori e poi trasportato a destinazione attraverso il mare con apposite navi cisterna. Le metaniere sono navi da carico specializzate nel trasporto del gas naturale liquefatto. Esse costano circa 200 milioni di dollari e possono essere noleggiate per periodi di cinque o più anni.

La liquefazione del gas naturale è realizzata in impianti costieri nei Paesi produttori. Essa permette di ridurre il volume del gas di circa 600 volte rispetto alle condizioni standard, consentendo così lo stoccaggio e il trasporto di notevoli quantità di energia in spazi ridotti e a costi competitivi. Grazie agli investimenti, le metaniere trasferiscono il GNL dai luoghi di produzione agli impianti di rigassificazione presenti in tutto il mondo. Oggi gli impianti di liquefazione operativi sono 40 in 20 Paesi ma ce ne sono altri 12 in costruzione, di cui 5 negli Usa.

(snam.it)

McKinsey & Company, società internazionale di consulenza manageriale prevede che Cuba, Marocco, Sud Africa e Filippine diverranno nuovi, importanti consumatori di GNL.

In futuro, i Paesi del Medio Oriente, caratterizzati da un elevato tasso di crescita della popolazione e dalla necessità di conservare le proprie riserve di petrolio e gas per l’esportazione, rappresenteranno un mercato in significativa crescita per le importazioni di GNL. Anche il Pakistan offre buone prospettive di sviluppo. Il Paese ha pianificato 60 carichi fino al 2020, nella previsione di un fabbisogno stimato in 60 milioni di tonnellate di GNL nel 2025, scenario che renderà il Paese il secondo importatore di gas liquefatto al mondo dopo il Giappone.

Anche l’India rappresenta una interessante opportunità in quando il gas è concorrenziale rispetto al gasolio e alla benzina, e i costi di gestione potrebbero essere inferiori.

Dharmendra Pradhan, ministro del petrolio e del gas naturale, ha dichiarato il 10 novembre: «Se saremo in grado di convertire i veicoli per il trasporto a largo raggio in modo che siano alimentati a LNG daremo un contributo alla riduzione dell’inquinamento e ridurremo anche i costi».

Nell’ambito della produzione e del trasporto del gas naturale (GN), un rigassificatore è un impianto che permette di riportare il prodotto dallo stato  a quello gassoso utile per il trasporto terrestre ed il consumo finale. Gli impianti di rigassificazione possono essere realizzati a terra, oppure in alto mare (su strutture offshore), o su particolari navi dette “unità galleggianti di stoccaggio e rigassificazione” (o FSRU, dall’inglese Floating Storage and Regasification Unit).

Esempi di strutture terrestri sono il Grain Terminal vicino a Londra, Gas Access to Europe (GATE) a Rotterdam e il Terminal LNG Adriatic nei pressi di Venezia. Adriatic LNG, è un’impresa profondamente radicata nel territorio veneto, per il quale continua a essere un’opportunità di sviluppo. Essa è la società che gestisce il terminale di rigassificazione al largo delle coste venete, la prima struttura offshore al mondo in cemento armato per la ricezione, lo stoccaggio e la rigassificazione del gas naturale liquefatto.

Situato nell’alto Mare Adriatico, a circa 15 chilometri dalla costa veneta, con una capacità di rigassificazione di 8 miliardi di m3/anno (pari alla metà della capacità di importazione nazionale di GNL), il terminale assicura oltre il 10% dei consumi nazionali di gas naturale.

Superando la necessità di un collegamento diretto, tramite gasdotto, con i luoghi di produzione, il rigassificatore ha consentito all’Italia di aumentare le fonti di approvvigionamento energetico, importando Gas Naturale Liquefatto (GNL) da 7 Paesi: prevalentemente dal Qatar ma anche da Egitto, Trinidad e Tobago, Guinea Equatoriale, Norvegia, Nigeria e USA.

Dalla fine del 2009 sono 542 navi di GNL approdate e oltre 45 miliardi di metri cubi di gas immessi nella rete nazionale di gasdotti, più di quanto il Veneto consumi in 5 anni.

Come riconoscimento dell’eccellenza delle tecnologie impiegate e del ruolo strategico che sta ricoprendo per il sistema energetico italiano, il terminale Adriatic LNG è stato premiato come ‘migliore infrastruttura mondiale dell’anno’ nell’ambito della 12° edizione dei Platts Global Energy Awards.

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