domenica, Novembre 17

L’apartheid della scuola in Argentina

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Certo è che le richieste per cui le proteste sono andate avanti in questo primo mese dell’anno scolastico, non hanno ricevuto risposte soddisfacenti sul piano istituzionale: un adeguamento salariale che permetta di dare dignità alla funzione del docente della scuola pubblica, unito ad un cambio profondo e concreto nelle politiche educative con l’obiettivo di migliorare la qualità di una scuola gratuita e pubblica. In quest’ottica sindacati e docenti sono d’accordo fin dall’inizio nel richiedere la convocazione dellaparitaria nacional docente, un tavolo di confronto a livello nazionale tra tutti gli attori coinvolti nell’ambito educativo sia pubblico sia privato, che lavori sulle questioni che da decenni affliggono il mondo della scuola argentina.

La ricercatrice della FLACSO Argentina (Facultad Latinoamericana de Ciencias Sociales), Victoria Basualdo, interviene sul sito dell’università sudamericana in sostegno delle ragioni dei docenti e con riferimento al commento sui risultati delle prove valutative del sistema educativo ‘Aprender‘ da parte del Presidente argentino, Mauricio Macri, il quale aveva sottolineato la profonda ingiustizia tra chi può andare alla scuola privata e chi è costretto a ‘caer’ nella scuola pubblica. «All’inizio di quest’anno», scrive Basualdo, «in cui la discussione sull’educazione è stata al centro della scena, si è prodotto un allarme generalizzato e molto giustificato per il fatto che chi deve prendere le decisioni fondamentali sulle questioni pubbliche, ha espresso un chiaro disprezzo rispetto a quest’ambito, parlando di coloro che ‘cadono”’nella scuola pubblica perché non possono inserirsi nel sistema privato. Una grande quantità di risposte personali e istituzionali hanno enfatizzato una dimensione centrale: quella della scelta, della presa di posizione e della sfida in difesa della scuola pubblica come fattore centrale nel sistema democratico. Credo, tuttavia, che dovremmo fare particolarmente attenzione che questa rivendicazione della possibilità di scegliere non metta in secondo piano quelli che sono gli elementi di condizionamento di tale scelta al momento di entrare nel sistema educativo: la mancanza di docenti per migliaia di alunni che vogliono frequentare la scuola pubblica, infrastrutture carenti e scarsa manutenzione delle strutture, il mancato riconoscimento della funzione docente sia dal punto di vista salariale che delle condizioni di lavoro, tante volte denunciate, e molte altre variabili, fanno sì che le famiglie prendano la loro decisione nel modo migliore possibile e non chiaramente in condizioni ideali».

Di fronte alla mancanza di una risposta istituzionale adeguata, nelle prossime ore docenti e sindacati definiranno le modalità con cui portere avanti le loro richieste; nel frattempo la loro lotta confluirà nello sciopero nazionale dei lavoratori indetto per domani dalla CGT (Confederación General del Trabajo de la República Argentina).

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