lunedì, Luglio 22

Lampedusa: là dove Salvini viola la legge per interposta persona Salvini si limita ad indicare un sospetto, facendo solo allusioni e rinvii ad altre norme, ordina in maniera informale, agisce in violazione del principio della divisione dei poteri

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Lampedusa, nave Mar Jonio, Matteo Salvini. Lo dico e lo scrivo prima (avevo provato ‘avvisare’ anche nel caso della Diciotti con qualche appunto di diritto internazionale), molto prima che le cose si chiariscano, certo, tra l’altro, che non si chiariranno né presto né bene.

Siamo di fronte, credo, all’ennesimo giocosulla e con la pelle di essere umani, che fuggono dal proprio Paese di origine e dai campi di concentramento e di tortura libici finanziati dal Governo italiano.
Questo è il dato oggettivo, tanto oggettivo da essere incontrovertibile.
Un gommone sta affondando in acque libere, una nave lo soccorre su indicazione di un ricognitore aereo ‘privato’, la motovedetta libica, avvertita, arriva, ma la nave (italiana nella specie, la Mar Jonio) prosegue il suo viaggio in direzione nord, verso Lampedusa, il Ministro degli Interni dà in escandescenze, e parla di porti chiusi, ma ‘avverteche trattandosi di clandestini portarli a terra sarebbe un reato di cui si renderebbero complici il comandante e l’equipaggio della nave, la Guardia di Finanza ordina (a distanza) alla nave di non entrare nelle acque territoriali italiane, la Guardia Costiera autorizza l’ancoraggio a largo di Lampedusa con il mare in tempesta.

Il Ministro, forse questa volta assistito da qualche avvocato aduso ai cavilli, si guarda bene dal dare ordini, ma si limita (subdolamente?) a lasciare intendere che la finalità reale del salvataggio in mare e della mancata trasmissione dei migranti alla Libia (sic?) o ad altri (che nel caso non ci sono, nemmeno Malta) sia finalizzata alla introduzione di migranti irregolari in Italia. ‘Abilmente’, il Ministro si limita ad indicare un sospetto, facendo solo allusioni e rinvii ad altre norme, (vedasi laDirettiva per il coordinamento unificato dell’attività di sorveglianza delle frontiere marittime e per il contrasto all’immigrazione illegale ex articolo 11 del d.lgs. n. 286/1998 recante il Testo Unico in materia di Immigrazioneivi compresa la Convenzione sul diritto del mare che non c’entra nulla, dato che non vi è dubbio che lo Stato italiano abbia piena sovranità sul mare territoriale: ‘sovranità’, Signor Ministro, nongiurisdizione’ … qualcuno traduce, male, il termine inglese ‘jurisdiction’ con giurisdizione, invece che con sovranità … detto da un sovranista … !.

Bene, ‘forsesi sta violando la legge italiana, ‘forsesi è deliberatamente fatto ciò, ‘forsesi vuole creare artificiosamente un problema. Perfetto: forse.

Ma il Ministro è espressione del potere esecutivo, non sta a lui decidere su quelforse’, ma alla Magistratura. Impedendo (chieda Sig. Ministro ai suoi avvocati e avvocaticchi!) alla nave di approdare, e quindi di svolgervi le necessarie indagini, non solo impedisce alla Magistratura di svolgere le sue funzioni (violazione del principio della divisione dei poteri), ma assume direttamente la decisione che potrebbe derivare solo da una decisione della Magistratura, impedendo alla nave di attraccare in porto, impedendo così anche le indagini. Il suo è un ‘sospetto’, perfettamente nelle possibilità di ogni buon poliziotto, ma il poliziotto non agisce se non dopo l’imput del Magistrato, altrimenti viola la legge: il poliziotto non giudica, agisce.
E quindi il Ministro viola la legge? Si, o meglio no, perché, ‘abilmente’, lo fa per interposta persona, perché non decide lui di impedire l’accesso ai porti, ma lo fa decidere ad altri: fa cioè ciò che ha fatto con la Diciotti e la Sea Watch, ordina in maniera informale, ma in questo caso ‘lascia intendere, ma non ordina’ … Che dice il Capo della Marina italiana, gloriosa per le sue virtù marinare?

In altre parole, di nuovo, si attende, spero, la Magistratura. Ma i ‘punti’ di diritto sono questi, incontrovertibili: sono pronto a discuterne con chiunque, avvocaticchi esclusi.

Ma, c’è un ma’. La faccio breve, brevissima.
Quei migranti, forse sono ‘usati’ in una manovra anti-Salvini: può darsi.
Ma sono esseri umani, che fuggono da torture e fame e violenze. Queste persone, benché sporche, nere, straniere, mussulmane, antipatiche e poco eleganti a tavola hanno diritto a fuggire dal proprio o da qualunque altro Paese e quel diritto non può essere pregiudicato o impedito da nessuno, anche alla luce dell’articolo 10 della nostra Costituzione, alla quale è sottoposto ogni uomo italiano, Ministro dell’Interno e avvocato del popolo inclusi.

Tutto il resto è chiacchiera e violenza e cattiveria. Se poi ciò accadesse deliberatamente per mettere in difficoltà il Ministro in vista della decisione sul caso Diciotti, si aggiungerebbe solo violenza a violenza, cinismo a cinismo.
Mi fermo qui, perché il disgusto e la vergogna mi assalgono.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.