domenica, Novembre 29

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Lui si chiama Robert ed è un marchese di sangue vero. Le ore gli trascorrono tra meccanerie musicali, battute di caccia e un’amante scocciatrice. Sua moglie Christine è una corteggiatissima salisburghese tutta immersa nell’amorevole memoria del padre, grande direttore d’orchestra. La vita parigina la annoia, per cui sogna emozioni vere, ma non trovando artisti sulla sua strada s’inventa di appassionarsi a un eroe d’aviatore: André Jurié, che è il meno blasonato e anche il più stolto del mazzo. Costui stravede per Christine e la insidia sfacciatamente, al di là di ogni regola di buon gusto. Quasi per gioco l’amico Octave briga per organizzare qualche giorno piuttosto mondano presso la tenuta del marchese. Lo fa per André, al quale vuol bene; lo fa per Robert, che stima; lo fa per Christine, che adora segretamente nella più piena libertà di spirito. Ma la verità è che Octave sa benissimo che una settimana alla Collinière basterà a far cadere qualsiasi velo di convenienza, così smascherando i meccanismi reali di quel mondo.
E infatti eccoli, Christine e André! Finalmente insieme, pronti a fuggire nell’ultima notte utile verso un improbabile amore, che il fato renderà tragico, giacché un malaccorto guardiacaccia scambierà l’eroe per un bracconiere e gli sparerà in pieno petto.
Ora l’adulterio è sulla bocca di tutti gli ospiti, ma siccome quel piccolo mondo nobile è anche popolato di grandi uomini, l’epilogo vedrà Robert in proscenio pescare nel suo cuore ferito il grande stile che gli appartiene, e congedare così gli amici tanto turbati al rientro in castello: «Signori, è stato un tragico incidente, tutto qua. Schumacher ha creduto fosse un bracconiere e ha sparato, com’era suo diritto. La fatalità ha voluto che la vittima di questo errore fosse André Jurié. Domani lasceremo la villa piangendo questo caro amico, questo compagno dalle qualità così rare che ci aveva fatto dimenticare di essere  un uomo tanto importante. E adesso, cari amici, qui fa freddo e rischiate un malanno, quindi mi permetto di consigliarvi di rientrare. Domani renderemo onore al nostro amico Jurié».
Uomini. Tant’è che a mo’ di chiosa un ospite malizioso commenta: «Nuova definizione della parola incidente…», venendo a sua volta immediatamente taciuto: «Niente affatto!… Questo marchese ha classe invece! Una dote sempre più rara, credetemi, sempre più rara!»

La regola del gioco’ è del 1939. Nella storia del cinema sta tra un pugno di titoli. Alcuni critici vi lessero scioccamente la decadenza dell’alta società francese di allora. Tutto il contrario. L’epica di Jean Renoir dimostrava in che misura la separazione tra i ruoli contribuisse al definirsi di libere individualità, maschili e femminili non importava. Certo, siamo ben dentro il Potere, eppure uomini come Robert e come Octave erano al tempo ancora ipotizzabili. Oggi si dice volgarmente: ‘con le palle’. Settant’anni fa certi attributi non c’era neanche bisogno di evocarli. Le palle le davano di serie.

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