giovedì, Giugno 4

La volatilità dei bitcoins, la Cina e la criptovalute Intervista a Orlando Maiolo, Investor Advisor per EC SECURITIES e Segretario Speciale presso l'Alta Corte di Giustizia di Hong Kong

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Lo scenario statunitense attuale, il timore connesso alla potenziale – ed estrema – volatilità delle criptovalute, il ruolo della Cina e del suo potere sulle piazze azionarie e delle valute a livello globale, sono oggi gli elementi che caratterizzano uno scenario alquanto difficile da decifrare. Ne parliamo con un opinion leader e professionista del settore al quale facciamo appello per aggirarci in un ginepraio parecchio difficile da dipanare. E nel quale oggigiorno è difficile riuscire a immaginare cosa possa fare la potente Cina in questo intorno di tempo. Orlando Maiolo, lavora per EC SECURITIES dove è Investor Advisors, ricopre anche la carica di Segretario Speciale presso l’Alta Corte di Giustizia di Hong Kong e svolge differenti ruoli e competenze per numerosi Enti governativi con cui collabora attraverso EC SECURITIES e varie forme di collaborazione professionale.

 

Qual è il quadro generale di riferimento per le cosiddette criptovalute?

La premessa in merito alle criptovalute parte da cosa effettivamente sono, perché sono state create e quale dovrebbe essere infine lo scopo. La moneta virtuale chiamata criptovaluta si prefigge lo scopo di essere un sostituto della moneta cosiddetta tradizionale, considerata sicura come metodo di pagamento online , e si basa sulla crittografia come sistema per garantirne le transazioni.

Chiaramente per rispondere alla prima domanda, in questo momento i mercati mondiali sono seriamente preoccupati dell andamento delle criptovalute (ve ne sono diverse , anche se il concetto è il medesimo) , non solo perché hanno creato volumi per centinaia di miliardi di dollari, ma anche perché il rischio maggiore è quello della iperinflazione, senza tenere conto che, a mio avviso il problema più serio, è che la volatilità di scambio è particolarmente elevata, e il rischio di trovarsi da un momento all’altro con un pugno di mosche in mano altissimo.

Gli Stati Uniti stanno cercando di calmierare il mercato cercando di contenere al massimo gli scambi, per evitare pericolose oscillazioni ma come noto il prezzo lo determina la richiesta , e in questo momento si sta viaggiando ancora a 1000 all’ora, questo dovuto anche a rumors di facili e immediati guadagni e sopratutto al passaggio dal passaparola a convegni, rassegne stampa, e pubblicità ovunque (specialmente in rete) dove si prospettano guadagni faraonici con il minimo investimento e il minimo sforzo.

Negli USA stiamo assistendo ad una rapida e progressiva decrescita d’apprezzamento dei bitcoins, quasi si trattasse di una bolla speculativa che stia scoppiando in questo scorcio temporale. In attesa di verificare cosa – al contempo – accada nel mercato dell’Unione Europea, ci si chiede oggi cosa possa accadere in una delle più grandi potenze economiche e finanziarie attuali ovvero la Cina. E’ possibile mettere a confronto i due contesti, USA e Cina?

Per rispondere concretamente al primo quesito, non vi sono grandi differenze tra il mercato Cinese e quello Americano in merito alle criptovalute, questo proprio perché la stessa nasce come moneta decentralizzata e quindi di fatto non controllabile, ne consegue quindi che chiunque può acquistare in libertà la stessa senza dover passare forzatamente dai canali tradizionali , ma Pechino ha da poco messo un veto alle transazioni verso l’acquisto di criptovalute, cercando quindi di evitare un possibile collasso interno in caso di bolla, intervenendo tempestivamente con la chiusura dei conti ordinari dei clienti nel caso si venisse a conoscenza di pagamenti verso piattaforme che operano in transazioni con monete virtuali.

Solitamente la Cina (non solo in Diplomazia ma anche in Economia e Finanza) ha sempre mostrato avere un atteggiamento tra il guardingo e l’attendista. Al di là del fatto che tale atteggiamento o approccio possa essere premiante o meno, cosa -nello specifico- ritiene possa attuare la Cina sia circa il disinvestimento in Occidente (USA in primis) progressivo in atto sia circa le monete virtuali?

Circa la posizione che prenderà la Cina in relazione agli investimenti in Europa, come noto, e comunque intrinseco nella domanda, la Cina per concetto ha da sempre fatto molta attenzione ai propri investimenti, anche se, come anche da note vicende di finanza internazionale è sempre pronta a fiutare L’affare, non credo, per rispondere sinteticamente alla sua domanda che la Cina si farà influenzare da cosa faranno gli USA, andranno per la loro strada, che comunque a mio modo di pensare è premiante nei risultati finali.

Per le criptovalute vale quanto detto prima, sono contrari proprio perché previdenti, e continueranno ad ostacolarne il percorso interno rendendo difficile se non impossibile continuare transazioni in criptovalute.

Sulla scena mondiale -tra i vari competitor ed attori- dobbiamo anche annoverare più recentemente l’ASEAN, ovvero l’arco delle Nazioni Sud Est asiatiche. Sulla scena specifica, vista anche la natura privilegiata (per differenti motivi) nelle interrelazioni con il vicino ingombrante cinese, quali ritiene possano esser le linee di tendenza sia circa gli investimenti stranieri sia le monete virtuali? La crisi degli Anni ’90 del Secolo scorso potrebbe indurre oggi ad avere particolari timori in merito?

La domanda numero tre pone diversi aspetti interessanti, in merito agli investimenti nell’area ASEAN mi sembra che ci siano e, anzi, siano in aumento, viste le prospettive a medio lungo periodo con ritorni più che soddisfacenti, d’altronde diverse multinazionali hanno decentrato in queste aree facendone in alcuni casi punti di riferimento, anche perché la ripresa economica dopo il tracollo finanziario della fine anni 90 è stato continuo è in netta ripresa, ed anche i mercati che avevano avuto il default più importante (immobiliare e finanziario) sono in netta crescita e sono stabili, garantendo così gli investimenti programmati.

Concludo con un pensiero in merito alle criptovalute, cercare di fermare questo mercato in continua evoluzione sarà come fermare un autoarticolato in discesa senza freni con il solo aiuto delle mani: impossibile che non ci siano feriti. Se il mercato continuerà ad andare al ribasso vi sarà sicuramente una smodata frenesia nel vendere per contenere le perdite; e se si venderà in massa (tenendo presente che miriadi di investitori non sono professionisti) la moneta crollerà con default a 9 zeri: si salvi chi può.

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