sabato, Dicembre 7

La vita dura. Zingaretti, buttali all’aria ora, subito, e fai politica Giuseppe Conte, la pochette, Stefano Patuanelli e compagnia cantante imponigli di fare quel che si deve, dai decreti sicurezza allo ius soli, se non lo fanno mandali a quel Paese, ridiventa di sinistra

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Una delle principali, pessime, abitudini del mondo giornalistico italiano, e di quello politico, è di entusiasmarsi (o avvilirsi) al massimo al primo stormir di foglie, salvo poi a dimenticare l’entusiasmo quando il tempo cambia un po’ le cose e, magari, dire che ‘lo avevano sempre detto’.

È il caso di Bologna, dove Matteo Salvini riunisce il suo popolo’ (termine del tutto inappropriato, ma indice del malcostume dominante), prudentemente in un teatro, e lasinistrainvade, silenziosa, Piazza Maggiore. E giù i titoli e i commenti pensosi: Salvini è preoccupato, la sinistra torna in campo, eccetera. Con i soliti toni esaltati o depressi a seconda di chi commenta e che commenta.

Bene. Certamente, la realtà è che contemporaneamente a Salvini, molta più gente di quanta sia andata a sentire lui è scesa in piazza contro di lui: attenzione, come avversaria silenziosa, una svolta, questa sì, ‘epocale’. Ma, prima di parlare di risveglio, o magari di rivincita della sinistra, per favore calma. Ma non lo dico a chi mi legge o ai giornalisti: lo dico al PD. Attenti, potrebbe essere un ottimo segnale, ma se continuate la vostra politica di mezza tacca e di mezze parole, non è mica detto che quel segnale si confermi nelle urne, anzi, proprio quella folla potrebbe essere la vostra tomba.

In altre parole: quel segnale va coltivato, curato letteralmente persona per persona, ma specialmente progetto per progetto, proposta per proposta, senza lasciarsi ‘spiazzare’, senza straparlare e senza ‘fenomeni’. Quindi, per favore, evitate con cura ogni possibile incontro o collusione o accordo o anche strizzatina d’occhi con Renzi. Lui punta ad altro, a distruggere il PD, lui punta a forzaitaliaviva, altro che il PD, lui vuole Mara Carfagna e Renata Polverini, anche se Maria Elena Boschi se la è presa assai, per non parlare della Bellanova! Lui, forse, vuole anche Emanuele Filiberto, che si ricandida a … regnare … certo, due re è difficile, ma insomma nell’antico Egitto accadeva, solo che uno dei due durava poco, in vita, intendo.

Un momento. Ora direte: ‘tu tieni per il PD, sei un sostenitore del PD’, ecc. Balle, ma fate voi: nelle ultime elezioni, tutte le ultime, nazionali e locali, non -ripeto non- ho votato affatto (e vi assicuro che mi è costato moltissimo); al referendum, ovviamente ci mancherebbe, ho votato per bocciarlo e quindi, almeno formalmente (ma anche sostanzialmente) ho votato contro il PD e, quel che è più bello, me ne vanto; alle europee ho votato il PD perché si doveva votare per fare vedere che Salvini e Di Maio non avevano il Paese in mano, specialmente Di Maio … -lo so, voi penserete che io straparli, ma io resto convinto che Di Maio sia addirittura più pericoloso di Salvini, specie ora che è disperato, figuratevi con quanta gioia vedo questo governicchio con Giggino e Giggetto, detto Matteo quello di Firenze; alle prossime elezioni, vedremo, tutto dipende dal PD, se si mette a fare politica sul serio, magari mandando a quel Paese sia Giggino che Giggetto (come ho suggerito l’altro giorno e anche prima) e facendo proposte. Certo se tutto si riduce a diretutta un’altra storia’, sta fresco che avrà il mio voto, altro è se la fa, ma specialmente la dice. Certo, si fa sta gran riunione e nemmeno si trasmette in streaming, a stento se ne parla … che, hanno vergogna?

Lo ha ben capito Stefano Bonaccini, che, mi sembra, sa quel che dice e dice quel che pensa, quando l’altra sera, interpellato anche con insistenza da Formigli, ha ripetuto serenamente, ma a muso duro che più duro non si può, che queste sono elezioni regionali e che lui di problemi della Regione vuole parlare. Che è un modo per dire, con una certa (non molta, in verità) delicatezza che i ‘big’ del partito possono starsene a casa per quanto lo riguarda, anzi, lui lo suggerisce caldamente. Ma anche è un modo per dire agli emiliani di guardare che fanno: la Lega è Salvini e solo Salvini, che dei problemi dell’Emilia non sa nemmeno dove sono, anzi nemmeno dov’è l’Emilia, come, del resto, la stessa Lucia Borgonzoni!

E ben lo ha capito quella piazza ordinata, piena e silenziosa, e anche senza bandiere. Non è una piazza contro il PD, anzi, non è una piazza contro, quella è una piazza per’: l’esatto contrario di Salvini. Ciò che, credo, Bonaccini ha capito, il PD non so, è che alla gente bisogna offrire la soluzione possibile dei loro problemi quotidiani, ma inserendoli in un discorso più ampio, molto più ampio, cioè in un discorso politico (non partitico, politico, che è una cosa alta, incomprensibile ad esempio a Renzi) che spieghi come quel problema si risolve insieme ad altri problemi, che spieghi cioè il collegamento tra i problemi e la loro razionalizzazione. Salvini urla che caccerà i rom e i migranti, ma la gente, credo, comincia a vedere innanzitutto che i problemi che hanno non sono quelli (quelli sono solo il modo per scaricare le proprie frustrazioni, che Salvini trasforma in odio), ma i problemi veri sono altri e sono complessi e articolati e vanno collocati in un progetto razionale, non in un paio di slogan, compreso quello stupidissimo ‘via l’euro’ o anche ‘sbloccaitalia’ … che cavolo vuol dire?; e inoltre la gente ha visto che le urla di Salvini e le chiacchiere di Renzi non hanno risolto proprio nulla, anzi, in molti casi hanno aggravato la situazione.

Vorrei fare un piccolo esempio, tanto lo sapete che sono matto e quindi mi invierete un sorrisetto condiscendente e basta. Rischia di ritorcersi contro di loro l’affanno con il quale non solo Salvini, ma il piccolo Di Maio, e il piccolissimo Renzi e, temo, qualche sconsiderato del PD, difendono la misura che non toglie il contante dalle mani degli italiani, nella illusione di prendere i voti di chi non paga le tasse, che sono (lo dicono proprio loro eh, avete sentito Di Maio e Salvini: non tartassiamo i commercianti e via dicendo) i tanti piccoli evasori. Piccoli un cavolo, perché il montante evaso supera i cento miliardi all’anno, ogni anno, tutti gli anni.
La gente, compresi i commercianti, gli idraulici, i parrucchieri, gli avvocati, i medici, ecc., comincia a capire che a furia di evadere anche chi evade si trova in difficoltà e vede altri evadere e danneggiarlo. La gente, ripeto, comincia a capire. Perciò i provvedimenti sui pos e sul contante avrebbero dovuto essere messi in opera subito e anche appesantiti di più. La gente comincia a capirlo, non solo perché si vede sfuggire qualche detrazione (tanto più, magari, perché ‘ignota’ al fisco), ma perché va in ospedale e non trova i medici -in parte anche perché lavorano privatamente in nero-, aspetta un autobus e quello non arriva -magari perché l’autista si dà malato per farlo privatamente-, vuole la carta di identità e deve aspettare sei mesi -perché i dipendenti del Comune fanno come secondo lavoro i contabili per il negozio di frutta sotto casa-, il quale negozio di fritta vede che non solo ha bisogno del contabile (in altri Paesi no), ma lo deve pagare in nero, ecc. Comincia, in altre parole, a vedere che i soldi non bastano più e i servizi diminuiscono.

La vicenda di Venezia, ad esempio, fa pensare. Il famoso Mose non è ancora realizzato: sì, per gli imbrogli, le truffe, ecc., ma anche perché mancano i soldi per finirlo e per farlo funzionare, ma ancora per l’accidia della burocrazia, l’indifferenza, la disorganizzazione. E sorvolo sulle enormi responsabilità politiche, organizzative, tecniche. E sorvolo sull’ipocrisia deivenetiche oggi piangono i danni (prevedibili) e chiedono aiuto allo Stato, madimenticano l’arroganza con cui hanno preteso l’autonomia e la separazione, come i loro amici di Bolzano. Al solito, botte piena e moglie ubriaca.

Un partito politico serio, dovrebbe cominciare a fare questa di politica: fare ragionare la gente.

Una ex dirigente del PCI e del PD, Livia Turco (altro che la Bellanova!) dice, in una bellissima e dura intervista in polemica con il solito ‘vate’ che parla, in bretelle, per sentenze, Federico Rampini (il solito presentatore parossistico dei suoi libri, forse pensa di essere Tiziano Terzani solo perché anche lui è stato un po’ in estremo oriente): «La sinistra va spronata ad avere coraggio, a chiamare a raccolta popolo e intellettuali a ragionare su come costruire l’Italia e l’Europa della convivenza, su come rendere concreto il motto europeo della unità nella diversità … All’odio bisogna opporre la forza della convinzione che ‘insieme si può’. La forza del noi, la forza della vita concreta, la forza delle persone in carne e ossaQuelle che Salvini non conosce. A lui bastano gli slogan e i selfie. Ma la vita dura richiede la forza delle passioni. La pratica tenace e coerente dei valori più difficili, come la tutela della dignità e della vita umana».

Proprio così: la vita dura vuole passione e razionalità e senso della cooperazione, comprensione del fatto che insieme si può fare di più … non come quelle pappemolli che si fanno sfilare l’ILVA sotto il naso e non riescono nemmeno a non far spegnere gli altiforni: Giuseppe Conte, la pochette e Stefano Patuanelli (?), per non parlare di Boccia, di Provenzano, di Emiliano, di Lezzi che vuole sostituire l’ILVA con le cozze, sono incapaci, inutili, dannosi.

Ancora una volta: Zingaretti, buttali all’aria ora, subito, e fai politica, togliti quel sorriso dalle labbra, metti la cravatta, non farti travolgere dal disastro dell’ILVA, vai a Taranto a difenderla in prima persona, ridiventa di sinistra. Forse ce la fai ancora, ma il tempo è finito. Parlare di élite è sbagliato, modificare, meglio abolire, gli osceni decreti sicurezza, pretendere (imporre) lo ius soli sono obblighi etici e politici minimali e urgenti: non si deve ‘lottare’ per essi, si devono fare, ora e subito. Basta negoziati defatiganti e infiniti: o si fanno ora, subito, o basta, si chiude qui. E poi, l’ILVA?

Quella Piazza Maggiore ti guarda, ascolta Bonaccini ma guarda te. Se ci sei, datti da fare, ma così non basta.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.