giovedì, Dicembre 12

La via totalitaria della Cambogia e la mano dura di Hun Sen Disciolto il partito di opposizione, arrestati giornalisti non allineati, leader politici d'opposizione in fuga verso l'estero o condotti in carcere

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La Suprema Corte di Cambogia ha disciolto il principale partito di opposizione del Paese, di fatto lasciando solo il Governo al Potere senza alcun oppositore degno di questo nome in vista delle elezioni ce si terranno il prossimo anno. Il Cambodia National Rescue Party CNRP https://en.wikipedia.org/wiki/Cambodia_National_Rescue_Party è stato accusato di aver complottato ai danni del Governo in carica per poterlo scalzare a proprio vantaggio. A nulla sono valse le dichiarazioni del CNRP relative ad un vero e proprio complotto ordito dal Governo in carica, in assenza di prove concrete che dimostrino queste presunte trame segrete. Anzi, per gli esponenti del CNRP dovrebbe risultare ormai chiaro a tutti quali sono le finalità politiche della più recente espressione censoria della Suprema Corte di Cambogia, in special modo perché tra un anno circa si profila la competizione elettorale nazionale. Ora, più di 100 esponenti CNRP sono stati esclusi da qualsiasi tipo di attività politica per l’arco di cinque anni.

Il Primo Ministro in carica Hun Sen https://it.wikipedia.org/wiki/Hun_Sen, 32 anni di Governo continuativi, è stato Comandante nelle file dell’Esercito di Pol Pot https://it.wikipedia.org/wiki/Pol_Pot e dei suoi Khmer Rossi https://it.wikipedia.org/wiki/Khmer_rossi. Ed è stato a lungo accusato di utilizzare le Corti e le forze di sicurezza nazionali per intimidire gli oppositori e distruggere ogni dissenso. Sebbene -apparentemente- per anni abbia concesso qualcosa alla libertà di espressione ed all’opposizione politica cambogiana che contrasta il partito governativo del Cambodian People’s Party https://it.wikipedia.org/wiki/Partito_Popolare_Cambogiano.

Lo sguardo triste, la voce rotta dall’emozione, Mu Sochua https://en.wikipedia.org/wiki/Mu_Sochua, dal suo esilio forzoso per la persecuzione politica subita in Patria, si rivolge al Mondo intero: «La Comunità internazionale non può lasciar morire la Democrazia in Cambogia rifiutando di vedere che questo è accaduto mentre si aveva a che fare con un dittatore per i tre decenni trascorsi». Propone anche un proprio punto di vista, ovvero applicare delle sanzioni alla Cambogia ed aggiunge che la decisione della Corte di fatto sancisce «la fine di una reale Democrazia in Cambogia». La leader politica affranta è dovuta fuggire all’estero per evitare il carcere e con lei hanno fatto lo stesso altre decine di componenti del partito di opposizione CNRP Cambodia National Rescue Party.

Il partito aveva ottenuto un risultato strabiliante alle elezioni del 2013, soprattutto alla luce delle restrizioni imposte dal Governo in carica nei confronti dei propri oppositori politici e soprattutto alla luce del fatto che è in atto -da tre decenni- una pervicace, capillare e dura repressione soprattutto nell’apparato dei media nazionali (tutti, web compreso) e nel più generale ambito della libera espressione di pensiero. Il Presidente in carica da 32 anni Hun Sen, dopo aver riscontrato i dati di quello spoglio e assistendo alla progressiva diffusione del CNRP nel Paese, ha avviato una sistematica campagna di eliminazione prima politica poi più pragmatica e spiccia di tutti i propri oppositori. La decisione della Corte ora esplica un chiaro effetto: i politici che hanno ottenuto voti e posizioni perderanno qualsiasi ruolo detenuto, compresi i 55 seggi parlamentari occupati nella Assemblea Nazionale Cambogiana che consta di 123 seggi in tutto.

Alla fine della sanguinosa guerra ed alla conclusione del clima rivoluzionario che tanti lutti addusse ai cambogiani, la ricostruzione della società civile e la costruzione di un sistema politico democratico sembrarono essere gli assunti fondamentali per riportare in vita la Cambogia, come peraltro fu designato ufficialmente negli Accordi di Pace di Parigi del 1991 attraverso il noto Paris Peace Agreement https://en.wikipedia.org/wiki/1991_Paris_Peace_Accords, tutti temi che diventarono tratti essenziali della Costituzione cambogiana due anni dopo. Da un punto di vista esteriore, la Cambogia ha tenuto sempre elezioni democratiche, sebbene contestate e nervose, da allora, sebbene il populismo e la mano dura di Hun Sen per intimidire le opposizioni siano stati fattori mai mancati fin dai tempi della conquista del potere nel 1985. Oggi giunge questa soluzione che conduce allo scioglimento delle opposizioni, attraverso un atto formale e legale che, però, è un atto politico mimetizzato e focalizzato contro il CNRP. E così, la Democrazia promessa ai cambogiani nel 1991, sopravvissuta alla endemica corruzione politica fin da quei tempi, oggi subisce il colpo definitivo.
In passato, la dipendenza economica della Cambogia in prevalenza da Europa e Stati Uniti ha -in un certo qual senso- tenuto a freno le frenesie dittatoriali di Hun Sen. Ma -nel momento in cui la presenza cinese nella scena economica cambogiana si è fatta più vistosamente presente- la leadership cambogiana pre-esistente ha ritenuto di poter agire con maggiore libertà d’azione contro qualsiasi opposizione interna, stante l’atteggiamento cinese solitamente improntato a lasciar fare pur di mantenere una posizione economica e finanziaria di maggior potere e predominio. Un atteggiamento che la Cina mantiene ovunque voglia mantenere il suo ruolo economico oggi predominante a livello globale.

La decisione della Corte cambogiana giunge dopo un lungo periodo di pressione e censura nei confronti dell’opposizione. A Settembre il leader del CNRP Kem Sokha https://en.wikipedia.org/wiki/Kem_Sokha è stato arrestato ed accusato di aver cospirato -con l’appoggio degli USA- per scalzare il Governo cambogiano in carica. Molte organizzazioni internazionali e strutture di comunicazione di massa sostenute dagli Stati Uniti sono state indotte al silenzio e chiuse e gli operatori interni costretti a lasciare il Paese. A Settembre, una delle ultime voci nella carta stampata indipendente in Cambogia, il Cambodia Daily, è stato forzosamente indotto a chiudere avendo posto una sanzione pecuniaria in ambito fiscale di vaste proporzioni. Nel 2015, l’allora leader CNRP Sam Rainsy https://it.wikipedia.org/wiki/Sam_Rainsy, fuggì in Francia per evitare l’arresto per diffamazione. Entrambi, Sam Rainsy e Kem Sokha hanno ricevuto un divieto di svolgere attività politica per cinque anni. Il 18 Novembre 2017 due ex giornalisti di Radio Free Asia RFA, sono stati accusati dalla Corte Municipale di Phnom Penh di spionaggio e condotti in arresto cautelativo presso il centro Correzionale 1 CC1. Yeang Sothearin e Uon Chhin sono stati arrestati dalla Polizia con l’accusa di inviare notizie giornalistiche a media sostenuti dagli USA.

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