domenica, Aprile 5

La Valletta, raggiunto accordo sui migranti Un fondo miliardario dall’Unione Europea e dal trust-Fund per l’Africa per contrastare il fenomeno migranti

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Si è inaugurato ieri con una sfarzosa cerimonia a La Valletta il summit tra Unione EuropeaUnione Africana, in cui i leader di 60 Paesi hanno raggiunto un accordo all’unanimità su una dichiarazione politica e un piano d’azione sui migranti. Nessun atto immediato ma un finanziamento di 1,8 miliardi da investire in cooperazione e progetti per il continente africano, ma anche nella lotta ai trafficanti di esseri umani da parte del trust-Fund per l’Africa. Ulteriori 78,2 milioni di euro sono stati esclusivamente finanziati da 25 Stati membri più due partner come Norvegia e Svizzera (che fanno parte del trattato Efta) e che hanno le carte in regola per contribuire alla crescita economica dell’Africa. Nonostante ciò, il Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha già dichiarato che «il contributo dei Governi dei 28 non è abbastanza». Oltre agli investimenti ai Paesi più poveri del mondo, i leader hanno affrontato il tema dei rimpatri, dei finanziamenti per la cooperazione e della lotta ai trafficanti di esseri umani. Ad appena 4 giorni dalle celebrazioni che hanno ricordato la caduta del muro di Berlino, anche la Slovenia si unisce al codazzo dei neonati europeisti che affrontano la questione degli immigrati costruendo muri per contrastare il fenomeno immigrazione. Lo ha annunciato oggi il premier Miro Cerar: «Abbiamo deciso ieri di iniziare a costruire nei prossimi giorni lungo il confine Schengen con la Croazia alcuni ostacoli tecnici temporanei. Questi ostacoli, comprese barriere se necessario, avranno l’obiettivo di dirigere i migranti verso i valichi di confine. Non stiamo chiudendo le nostre frontiere».

Contemporaneamente, il Ministro degli esteri ungherese Peter Szijjarto ha questo pomeriggio comunicato che -in assenza di un assolvimento degli obblighi del Trattato di Dublino- l’Ungheria è pronta a rimandare in Germania gli eventuali profughi siriani che Berlino respingerà. «Nessuno rispetta queste regole al momento dell’ingresso, sopratutto in Grecia, non c’è motivo quindi di applicare le regole sui rimandi», ha proseguito Szijjarto. I fondi stanziati a Malta che, a primo impatto, possono sembrare proni all’assistenzialismo più puro nascondono probabilmente una necessità di zittire i rigurgiti xenofobi di governi appena affacciati ai valori europeisti. Un contributo miliardario che vorrà sedare situazioni umanitarie drammatiche presenti in gran parte dei Paesi da cui i migranti fuggono, e in cui i nostri Stati sono però coinvolti con azioni economiche e militari che ne intaccano la stabilità.

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