domenica, Dicembre 8

La Turchia e il programma delle moschee europee di Erdogan

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Che il presidente turco Recep Erdogan fosse un fautore dello sviluppo delle moschee già lo sapevamo. 17mila sulle 85mila esistenti in Turchia portano il suo decreto. Ma il progetto non finisce qui, perché in Europa ce ne sono tante già costruite o in via di costruzione dovute proprio al suo impulso.

Caso particolare quella di Amsterdam, la Westermoskee, la mega moschea nella parte occidentale della città olandese che è anche una delle più imponenti d’Europa, la cui costruzione è andata avanti per venti anni: e non senza polemiche. Duemila persone vi pregheranno ogni venerdì. Il minareto sarà alto quaranta metri, mentre nella cupola ci saranno finiture blu e la scritta ‘Non c’è altro dio che Allah e Maometto è il suo profeta’. La moschea segue l’architettura ottomana, ma si adatta bene all’ambiente, utilizzando mattoni olandesi.

Ma Erdogan ha finanziato anche altre moschee, come quella a Tirana, a Bucarest, così come quella nel Maryland, negli Usa. In Svizzera ben 35 luoghi di culto musulmani sono finanziati dalla Turchia, in Germania invece 900. Per non parlare di Gaza, dove il presidente si è personalmente impegnato a ricostruire le moschee palestinesi danneggiate durante l’ultima guerra fra Israele e Hamas. Come fa? Semplice, grazie all’aiuto del Diyanet, il ministero degli Affari religiosi, il cui budget sotto Erdogan è lievitato fino a due miliardi di euro. Insomma un assalto religioso all’Europa di Erdogan, che ha sempre detto: «I minareti sono le nostre baionette, le cupole i nostri elmetti, le moschee le nostre caserme».

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)

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