domenica, Agosto 18

La Trump-mania vista dai musulmani d’Italia Intervista a Foad Aodi, presidente della Comunità del Mondo Arabo in Italia

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Il bando anti-immigrazione attuato da Donald Trump, primo atto roboante della sua già contestatissima presidenza, ha rimesso l’accento sul rapporto tra Islam e terrorismo, sicurezza pubblica e libertà individuali, e in definitiva tra apertura e chiusura. Le reazioni compatte dei maggiori leader europei e non solo si è prontamente fatta sentire, così come quella di esponenti del mondo arabo.

Ma aldilà delle risposte istituzionali, qual è la percezione che i musulmani d’Italia, quelli facenti parte della società civile, hanno di quello che sta succedendo oltreoceano? E quali ripercussioni temono che possa avere sulle loro vite il clima che anche azioni come quella del presidente americano tende a creare?
Ne abbiamo discusso con il Dott. Foad Aodi, presidente della Comunità del Mondo Arabo in Italia (CO-MAI), nonché fondatore della Confederazione Internazionale Laica interreligiosa (CILI-ITALIA) e presidente dell’Associazione Medici di origine Straniera in Italia (AMSI).

Il Ministro degli Esteri iraniano ha definito le tanto di discusse misure prese da Donald Trump sull’immigrazione come un più grande regalo fatto agli estremisti islamici. È d’accordo?

Da una parte può essere vero nel senso che in questo modo si dà un alibi agli estremisti che vogliono mandare il loro messaggio anti-occidentale a quei lupi solitari operanti in una zona grigia, spesso situata nel mondo del web. Di certo non ci aspettavamo questo schiaffo antidemocratico, con anche un sapore di razzismo religioso, da parte degli Stati Uniti.

Ci sono state molte reazioni in Italia e non solo come quella del Premier Gentiloni, nonchè quella dell’ONU che ha definito illegale il bando messo in atto da Trump. Pensa che questo tipo di risposte possa bastare?

Sicuramente andrebbe fatto di più. Ci sono due binari di azione: da un lato quello popolare sul quale vedo anche qui in Italia molte manifestazioni; dall’altro c’è l’azione governativa e politica. Ho ringraziato il governo italiano nelle figure di Gentiloni e del ministro dell’Interno Minniti, per le loro dichiarazioni responsabili in tema di immigrazione, Islam e rischio terrorismo.
C’è però anche l’azione politica, e qui purtroppo noto attualmente una Trump mania in particolare nell’area di destra, e qui penso ovviamente alla Lega Nord. Ci sono frange politiche che parlano alla pancia della popolazione seguendo i venti populisti del momento, ed esaltano la figura di Trump così come le sue azioni politiche, e questo è un segnale molto pericoloso. L’Italia per fortuna sta dando una lezione molto importante all’Europa per quanto riguarda la politica dell’integrazione.
Va quindi fatta una distinzione per quanto riguarda le reazioni tra risposta popolare, azione governativa ed azione politica.

Lei, e più in generale la comunità islamica italiana, teme la possibilità concreta di un effetto emulazione delle politiche che Trump sta adottando nei confronti dell’immigrazione da Paesi a maggioranza musulmana?

Di certo non abbiamo mai visto un momento così delicato per quanto riguarda lo scontro interreligioso, inteso sia come avversione all’immigrazione che come tendenze islamofobe. Ci sono movimenti che sia in Italia sia in Europa stanno nascendo sul solco dell’azione di Trump.
Questa cosa di certo fa paura, perché credo che un partito o un movimento non dovrebbe nascere come semplice risposta ad una tendenza del momento, andando ad imitare ciò che avviene all’estero.
Nell’ultimo periodo agli sportelli CO–MAI e AMSI abbiamo rilevato un aumento delle segnalazioni di discriminazione nei confronti dei musulmani in Italia, soprattutto dopo gli attentati che hanno colpito la Francia, ed ora ancora di più con le prime azioni della presidenza Trump.

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