mercoledì, Settembre 23

La Thailandia in lotta contro il coronavirus Covid-19 La cartolina dell’isola felice quasi immune dalla diffusione del contagio potrebbe avere vita molto breve

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Finisce presto il sogno di una Thailandia isola felice nel mare del contagio da Covid-19 che sta coinvolgendo praticamente l’intero Pianeta. Stride ancora il novero dei casi nel Regno del Siam di fronte a realtà ormai drammatiche come accade in Italia, in Spagna e via via in altri Stati dell’unione Europea così come negli Stati Uniti mentre sembra che in territori asiatici, avendo applicato misure parecchio restrittive non appena possibile, il contagio sembra essere stato messo sotto un certo controllo, come accaduto in Cina, Hong Kong, Shangai, con alterno andamento in Corea del Sud e Giappone dove però le curve hanno ancor oggi una certa volatilità nei numeri.

In Thailandia, secondo i dati resi noti nella giornata di ieri, siamo ad un aumento di 122 casi nella sola giornata di lunedì 23 marzo, con un totale finale che si attesta a 700 casi di pazienti contagiati.

Il dottor Taweesin Visanuyothin, portavoce del Ministero della Sanità Pubblica, ha affermato nella giornata di ieri che i nuovi casi potrebbero essere divisi sostanzialmente in tre grandi gruppi. Il primo gruppo di 20 soggetti è connesso ad un assembramento nel quale sono stati coinvolti a causa della partecipazione ad un evento di boxe che si è tenuto in uno stadio, 16 soggetti hanno avuto un contatto ravvicinato con altre persone che erano stati diagnosticate come infette.

Il secondo gruppo comprende 10 persone tra le quali quattro avevano appena compiuto un viaggio di ritorno da altre località (due thailandesi tornavano dal Distretto di Paoy Paet in Cambogia e dalla Germania e due stranieri cioè uno svizzero ed un tedesco) mentre sei erano stati in altra sede per motivi di lavoro in aree affollate (parte di staff in dei pub) e vicini a stranieri (conducenti di mezzi).

L’origine del virus riscontrato nel terzo gruppo di 92 soggetti è ancor oggi sotto la lente delle indagini mediche. Allo stesso tempo, sette pazienti sono completamente guariti e sono stati messi in grado di far loro ritorno a casa.

Al 23 marzo, il dato aggiornato del numero totale dei casi confermati nella Nazione è fissato a 721, 668 sono sotto trattamento, 52 sono stati ricoverati e sono stati dimessi e si è riscontrato un decesso.

Anche in questi frangenti così particolarmente complessi, Bangkok si avvale della sua legislazione separata ed aggiuntiva rispetto a quella che vige sull’intero territorio nazionale, avendo l’onere non solo di essere la Capitale del Regno ma anche la megalopoli che -compreso l’hinterland- raccoglie più di 12 milioni di abitanti.

Il Governatore di Bangkok, il Generale di Polizia, Aswin Kwanmuang, ha emesso sette linee guida urgenti proprio nella giornata di ieri per prevenire una ulteriore diffusione del virus Covid-19. 1) Le persone non devono spostarsi uscendo da Bangkok perché potrebbero infettarsi durante il viaggio e potrebbero contribuire alla diffusione del virus specialmente ai danni dei bambini e degli anziani che vivono in altre aree. 2) Le persone dovrebbero restare chiuse in casa, pulendole frequentemente, soprattutto le superfici che sono toccate regolarmente ed i bagni, per proteggere se stessi ed i familiari. 3) Sia il Governo sia le organizzazioni private dovrebbero emettere misure atte a prevenire la diffusione della patologia virale pulendo frequentemente le superfici toccate nell’arco della giornata ed i gabinetti, oltre che pulire e igienizzare i posti di lavoro che oltretutto devono essere tutti collocati lungo una distanza da uno a due metri l’uno dall’altro.  Inoltre, le organizzazioni devono prendersi cura della salute dei propri dipendenti seguendo le linee guida del Ministero della Sanità Pubblica, come l’uso di maschere facciali, con punti dove sanificare le mani e procedere al fine di ottenere una corretta gestione dei rifiuti, mentre devono prendere in considerazione l’attuazione di un sistema di turni per i dipendenti o consentire al personale di lavorare da casa e utilizzare così la videoconferenza.4) Le persone che hanno visitato stadi di boxe thailandese (lo sport nazionale), luoghi di intrattenimento o altri luoghi in cui sono stati segnalati casi confermati Covid-19, compresi quelli a contatto con i pazienti, devono osservare attentamente il proprio stato di salute e consultare immediatamente un medico nel caso in cui si riscontri febbre, tosse, mal di gola e difficoltà respiratorie. 5) La gente dovrebbe evitare di andare in luoghi affollati e mantenere una distanza di 1 a 2 metri dagli altri. 6) Il Governo e il settore privato dovrebbero astenersi dall’organizzare attività che prevedono che si riuniscano persone, quali conferenze, corsi di formazione, seminari, mostre, eventi pubblici, concerti, spettacoli teatrali o cinematografici, o la visione di programmi in studi televisivi o sale di trasmissione in diretta. 7) Tutti i trasporti di massa dovrebbero ridurre l’affollamento dei passeggeri seguendo le linee guida del Ministero della sanità pubblica, come l’aggiunta di canali di distribuzione dei biglietti, fornendo ai passeggeri uno spazio sufficiente affinché siano separati a 1-2 metri di distanza, aumentando il numero di viaggi, la pulizia delle superfici toccate frequentemente, la creazione di punti di igienizzazione manuale, il controllo della temperatura corporea dei passeggeri e l’efficace gestione dei rifiuti. Inoltre, essi dovrebbero istruire ogni passeggero che ha tosse, starnuti o ha il naso che cola affinché indossi una maschera sul viso.

«Il numero di casi confermati Covid-19 è aumentato rapidamente», ha detto il Governatore Aswin. «Bangkok è un centro importante per l’economia, i trasporti e il turismo ed è densamente popolata, quindi questa capitale è a rischio di una rapida diffusione della malattia», ha affermato sul tema. «Pertanto, controllare l’assemblea pubblica in varie sedi è altamente necessario», ha poi aggiunto.

C’è rassegnazione e qualche venatura di pessimismo. Nonostante il popolo thailandese sia educato fin da tenera età al rispetto delle Autorità, delle leggi e delle norme condivise non mancano certo le eccezioni, solo che in questi frangenti coincidono con coloro che contribuiscono alla diffusione del virus Covid-19, aspetto che è ben noto alle Forze dell’Ordine che cercano con la loro presenza -anche solo visiva- di presidiare i territori particolarmente inurbati e popolosi così come le aree solitamente mete di turismo interno e internazionale.

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