giovedì, Marzo 21

La terza guerra d'Iraq false

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A oltre 10 anni dal secondo conflitto iracheno, l’Iraq è stato colpito da una nuova ondata di insurrezioni e schieramenti tra eserciti contrapposti. La battaglia sul campo si è accompagnata e tuttora si accompagna a strategie di gestione della comunicazione e dei media che sono parte sostanziale degli scontri che si stanno consumando nel Paese.

  mappa iraq

13.08.2014 – Le attraenti sirene dell’ISIL

I servizi di intelligence filippini seguono almeno 200 orfani del movimento terrorista Abu Sayyaf e del Fronte di Liberazione Nazionale Moro che partono dalle Filippine per andare ad addestrarsi e combattere in Siria e Iraq. Si teme si possa avere un effetto emulativo sempre più vasto in tutta l’area Sud Est asiatica coinvolgendo anche Indonesia e Malaysia

Francesco Tortora

13.08.2014 – Le crisi mediorientali viste dall’Australia

Nonostante il ruolo di potenza regionale nel Pacifico Meridionale, l’Australia segue attentamente gli sviluppi delle crisi mediorientali. La questione palestinese vede Canberra su posizioni filo-israeliane e l’opinione pubblica maggiormente critica verso Israele, mentre l’espansione dell’ISIS produce risposte più coese. Confermato l’impegno umanitario in Iraq, in forse quello militare.

Gabriele Abbondanza

12.08.2014 – Il Libano non cadrà come Mosul

Quanto sta accadendo oggi ad Arsal in qualche modo mette in luce il progetto di IS ai danni del Libano: diffondere i confini del Califfato fino a includere il Paese. Ma i sunniti estremisti non sono la maggioranza nel Paese. Il colpo di Stato progettato da IS non è riuscito per le caratteristiche proprie della società libanese

Marita Kassis

12.08.2014 – Siria: potrebbe vincere il Califfato?Bashar al- Asad è il signore della guerra di un territorio in larga parte distrutto e controlla le zone occidentali del Paese. L’est è ‘governato’ in buona parte dallo Stato Islamico, ‘il Califfato’. L’Esercito Siriano Libero sta perdendo terreno. Gli altri gruppi ribelli si contendono il nord della Siria. Il più forte è il ‘Califfato’Antonella Appiano

12.08.2014 – Abu Bakr Al-Baghdadi: l’uomo più pericoloso al mondo

Miliziano sanguinario tanto quanto visionario stratega, celebrato contemporaneamente come traditore ed eroe delle masse musulmane, lo scenario complessivo riguardo la sua storia personale appare abbastanza confuso, con pochi elementi certi. Noi proviamo a raccontarli

Nino Orto

11.08.2014 – La guerra degli sciiti
Fonti dell’Iran hanno confermato che negli ultimi mesi si è visto un forte aumento di arresti, attentati, azioni penali, intimidazioni e raid sostenuti dal governo contro i professionisti mediatici e i media stessi. In particolare presi di mira i media legati all’Imam Shirazi
Catherine Shakdam
11.08.2014 – Chi sono gli Yazidi
In queste ore è stata trovata una fossa comune con 200, forse 500 (secondo altre fonti) persone dentro. Mentre sul monte di Sinjar in oltre 15.000 rimangono in attesa che la comunità internazionale venga in loro aiuto. Al centro delle violenze, una minoranza ben poco conosciuta in occidente
Shorsh Surme
05.08.2014 – Iran, secessione curda
Con la crisi irachena Teheran torna a preoccuparsi dei separatisti
Loro malgrado curdi e iraniani sono stati riavvicinati dalla crisi irachena. Il Califfato dell’ISIS (Stato islamico dell’Iraq e del Levante), instaurato nel nord di Siria e Iraq, è un nemico comune da combattere. Ma se alla Repubblica islamica i peshmerga curdi fanno comodo per contenere l’espansione dei jihadisti sunniti, specularmente il consolidamento e l’allargamento della Regione autonoma curda irachena è una minaccia per il ferreo controllo degli Ayatollah del Kurdistan iraniano.
Michela Fortini 
46 infermieri liberati, le strategie in campo. Il reportage del nostro inviato
La scelta più saggia per affrontare al meglio le crisi degli ostaggi in terre straniere, oggi in Iraq o altrove in futuro, è quella di affinare ulteriormente i meccanismi o gli strumenti del “soft power” che ha in possesso il Paese.
Prakash Nanda (Corrispondente dall’India)
 
Le differenze tra Al-Qaeda e IS: un ideale comune -la creazione di un Califfato- modo di operare e strutture affatto simili
Al-Qaeda è l’eterno crociato, IS è la forza coloniale. Al-Qaeda conduce una guerriglia, lo Stato islamico ha agito e si comporta come un Esercito. In poche settimane, ISIL ha fatto ciò che Al-Qaeda non era riuscita a fare nello Yemen in un decennio. Ambedue sognano di ristabilire il potere del Califfato islamico, ma sono Califfati diversi.
Catherine Shakdam (Corrispondente da Beirut)
“Allora combattete per la causa di Allah e sappiate che Allah ascolta e conosce tutte le cose”. Corano 2:244
Alimentate dalla rabbia e da uno smodato desiderio di vendetta, le orde di ISIL potrebbero rappresentare la minaccia più immediata e potente di tutto il mondo islamico, ancor più di Israele. Se il Medio Oriente sarà costretto a ridisegnare sé stesso con profili settari, rischia di frantumarsi.
Catherine Shakdam (Corrispondente da Beirut)
Reportage dal Kurdistan. Non solo campi profughi
Dal campo profughi di Basirma a chi si è ricostruito una vita a Shaqlawa, Erbil. Le attività di Terres dès hommes per aiutare i bambini. Curdi siriani nella terra dei curdi iracheni: a prevalere è il senso di appartenenza.
Antonella Appiano (Inviata a Erbil – Kurdistan)
Il regista di I fiori di Kirkuk ci accompagna nella città argine a ISIS
Kirkuk è musulmana, cristiana, ebrea. Da sempre etnie diverse hanno vissuto insieme in questa città e potranno continuare a farlo, se i giochi politici e la manipolazione regionale e internazionale da parte dei vari poteri non trasformeranno di nuovo questa ricchezza in debolezza da utilizzare per i propri interessi“.
Maria Chiara Strappaveccia
Il terrore 2.0 finanziato dai petroldollari. Stupefacenti capacità nella gestione di incredibili somme di denaro
ISIL non sta solo cercando di rafforzare il controllo sul nuovo Califfato, sta creando un sistema che permetta ad altri gruppi radicali, come Al Qaeda, di bloccare gli sforzi globali volti a fermare i flussi di denaro che li finanziano.
Catherine Shakdam (Corrispondente da Beirut)
Reportage dal Kurdistan. “Gli estremisti non combattono da soli qui in Iraq. Gli alleati sono i membri del partito Baath sopravvissuti e parte delle tribù sunnite“, afferma Khaled Shwani del Puk, sottolineando: “Anche Israele a favore della nostra indipendenza“. Il Generale Hiwa dei peshmerga: ISIS sono un “gruppo più potente di Al-Qaida“.
Antonella Appiano (Inviata a Erbil – Kurdistan)
In Iraq la guerra impossibile è iniziata I vecchi nemici inviano entrambi droni e corpi d’élite “scambiandosi informazioni
La guerra led from behind in Iraq dei due vecchi nemici. Teheran e Washington, pronti a «interventi limitati». Intanto raccolgono e si scambiano informazioni. In Iraq, Stati Uniti e Iran si ritrovano in una battaglia comune contro l’ISIS
Michela Fortini
Le responsabilità di USA, Arabia Saudita, Qatar
Gli Stati Uniti hanno mai inteso combattere davvero il fondamentalismo islamico e il terrorismo che ne consegue? La doppiezza americana potrebbe essere in linea con l’obiettivo strategico di lungo termine di contenere lo sviluppo di Russia, Cina e India, tre Paesi che potrebbero sfidare l’egemonia statunitense globale nel futuro.
Prakash Nanda (New Delhi)
L’indipendenza, l’Isis e l’Iraq. Primo giorno di Ramadan tra la gente nei quartieri di Erbil
Reportage da Erbil. Le voci dei curdi in attesa dell’indipedenza. “Sono convinto che sia stato stipulato un accordo (anche se in maniera non ufficiale) fra le tribù sunnite che combattono con l’Isis e il nostro Parlamento”. “Possediamo risorse economiche”, “il nostro territorio è molto più esteso di quello del Qatar“.
Antonella Appiano (Inviata a Erbil – Kurdistan)
Storie di sfollati iracheni dal campo di Khazir, nel Kurdistan. Il dramma e la speranza di un di popolo in fuga
Reportage dal campo di Khazir, dove vivono ora  circa 2.000 sfollati.  Non ha paura dei miliziani dell’ISIS “meglio loro”,  proclama con sicurezza Nowal, “che il Governo. Molti giovani si stanno arruolando nel loro gruppo”.
Antonella Appiano (Inviata a Erbil – Kurdistan)
Gli ultimi avvenimenti figli della politica Usa del 2003, all’alba del nuovo Stato iracheno
In questo approfondimento di due puntate cercheremo di spiegarvi il perché, attraverso la ricostruzione storica della gestione statunitense dell’Iraq da Enduring Freedom fino al ritiro del 2011, passando per il Surge di Petreus, ed evidenziando i problemi irrisolti che ancora oggi affliggono il Paese mediorientale
Nino Orto
Lo scontro diplomatico tra Arabia Saudita e Qatar, al centro l’Iraq. I Paesi del Golfo stanno iniziando a farsi prendere dal panico
Non è ancora chiaro da dove provengano i fondi di ISIS. La maggior parte degli analisti concordano sul fatto che la gran parte dei finanziamenti arrivi da ricchi donatori dell’Arabia Saudita e che il denaro sia canalizzato attraverso il Kuwait. Altri puntano il dito contro il Qatar e gli Emirati Arabi Uniti
Anneliese McAuliffe (Corrispondente da Doha)
24.06.2014 Iran-Iraq: la guerra del greggio
Con la guerra, sale l’export di petrolio di Teheran. Ma si ferma il gasdotto
Per gli Usa cooperare con l’Iran è l’unica strada percorribile per tamponare la polveriera jihadista”, commenta Vittorio Emanuele Parsi, docente di Relazioni internazionali alla Cattolica ed esperto di conflitti mediorientali, “in fondo gli ayatollah di Teheran non si erano mai comportati così’ bene e ora hanno tutte le carte per trarre vantaggio della crisi irachena”.
Michela Fortini
Gli ultimi avvenimenti figli della politica Usa del 2003, all’alba del nuovo Stato iracheno
In questo approfondimento di due puntate cercheremo di spiegarvi il perché, attraverso la ricostruzione storica della gestione statunitense dell’Iraq da Enduring Freedom fino al ritiro del 2011, passando per il Surge di Petreus, ed evidenziando i problemi irrisolti che ancora oggi affliggono il Paese mediorientale
Nino Orto
ISIS e suoi presunti sostenitori: da Ankara alla zionist connection, l’alleanza israeliana, americana e saudita
Nell’avanzare dell’Esercito di ISIS, alleanze, interessi e conflitti geopolitici lacerano la regione attorno a Baghdad. Tutti i Paesi interessati alle evoluzioni nell’area non se ne stanno certo con le mani in mano… Le svariate tesi degli analisti: Ankara sosterrebbe il gruppo terroristico con strumenti finanziari e militari; ll’alleanza sionista punta a petrolio e cancellare la speranza di rinascita democratica nella regione
Catherine Shakdam (Corrispondente da Beirut)
Con la guerra, sale l’export di petrolio di Teheran. Ma si ferma il gasdotto
Con la guerra alle porte, Teheran aumenta il suo export di petrolio verso l’Asia e, potenzialmente, verso l’Europa. Ma naufraga l’inaugurazione del gasdotto dell’amicizia con l’Iraq e sono a rischio i rapporti commerciali. Sblocco delle sanzioni più facile. Business a parte, resta interesse primario dell’Iran bloccare  l’avanzata jihadista dell’ISIS
Michela Fortini
Il Governo invia truppe speciali per proteggere l’ambasciata, ma nega un nuovo impegno militare
Abbott e Obama hanno rinnovato l’impegno nella lotta comune al terrorismo, ma l’Australia non ha specificato quale sarà la natura del suo impegno. Intanto il Paese richiama i propri connazionali in Iraq, invia truppe speciali per difendere l’ambasciata ed è alle prese con il problema dei diversi Australiani a fianco dell’ISIS
Gabriele Abbondanza (Corrispondente da Sidney)
La proclamazione di un  Califfato sunnita, a ridosso del confine tra Iraq e Siria, è concreta. Accordo Sykes-Picot addio!
Isis, Isil, Dawla Islamiya fi Iraq wa Islam: per non perdersi nel mare delle sigle. Le cause del successo del gruppo estremista e l’intrecciarsi sottovalutato del suo operato. Tutt’altro che ‘solo’ scontro confessionale. L’avanzata dell’Isis ha il reale potere di cambiare gli assetti regionali del Medio Oriente e i confini tracciati dall’Occidente
Antonella Appiano
Dopo l’attacco ISIS a Mosul e Kirkuk, si torna parlare di creazione di un Stato Curdo in Iraq
«Questa volta non ci nasconderemo sulle montagne, non accetteremo di essere cittadini di serie B», ha detto il Presidente della Ragione del Kurdistan Massuod Barzani
Shorsh Surme
Il Paese islamico più popoloso al mondo ora teme l’ascendente di ISIS e dei suoi successi in Iraq sulle frange estremiste interne
L’avvicinarsi dei miliziani dell’ISIS alle porte di Baghdad  sta rafforzando le simpatie degli estremisti islamici di estrazione sunnita nel mondo. L’Indonesia teme che le compenti estremiste nazionali possano rafforzarsi di luce riflessa e che possano esplodere fenomeni di violenza verso la minoranza sciita
Francesco Tortora (Corrispondente da Bangkok)
La Turchia nel pantano dell’Iraq causa il suo cambiamento di strategia in Siria
Il Premier turco ha, da un lato, un evidente ricatto delle milizie ISIS contro ogni possibile intervento militare della Turchia sul confine o velleità di attacco, dall’altro, la richiesta disperata di aiuto che arriva dalle famiglie dei rapiti e persino dalla comunità dei 5.000 turcomanni in prevalenza sciita di Telafel,  che chiede con forza un intervento armato della Turchia
Susanna Jacona Salafia (Corrispondente da Istanbul)
Stati Uniti e Repubblica islamica mai così vicini contro l’ISIS. Gli interessi spiegati dall’ex funzionario del Ministero degli Esteri Ahmad Hashemi
Di certo a trarre maggior vantaggio “dalla cooperazione sarà l’arci-nemico iraniano, che con la guerra in Iraq guadagna peso e importanza nella politica mediorientale. Quel che accade in Iraq”, “è nell’interesse dell’Iran, perché rende il Governo iracheno di Nuri al Maliki più dipendente da Teheran, dà all’Iran una contropartita per i negoziati di Vienna e avvicina Washington a Teheran
Michela Fortini
Agire o no? Questo il dilemma di Obama
Anneliese McAuliffe (Corrispondente da Doha)
 16.06.2014
Nulla sembra cambiato dal crollo di Saddam
Shorsh Surme

 16.06.2014Iraq: la furia ISIS
ISIS cerca di affermarsi come entità sovrana, e vuole usare l’Iraq come la pietra angolare del suo Califfato islamico
L’Iraq si trova sull’orlo di un precipizio. ISIS ha dichiarato guerra agli sciiti di tutto il mondo, non solo dell’Iraq.
Catherine Shakdam (Corrispondente da Beirut)

13.06.2014Iraq, da Obama solo raid
Morti, esecuzioni e bombe. L’Iran promette guerra. Ma gli Usa: «Niente truppe»
Michela Fortini

13.06.2014Baghdad: alla vigilia della battaglia cruciale

La marcia dei combattenti sunniti verso Baghdad prosegue. Nella capitale si contano le ore prima della battaglia decisiva
Nessuno si aspettava che Mosul e Tikrit cadessero così facilmente. ISIL, che con 800 combattenti ha sconfitto 30.000 soldati, sta agendo «come moltiplicatore di forza. È in grado di infiltrarsi, di far leva sulle rimostranze locali, di raccogliere la rabbia della gente delusa che sente il bisogno di ribellarsi» al Governo sciita di Nouri al Maliki, per alcuni un Saddam sunnita
Anneliese McAuliffe (Corrispondente da Doha)
13.06.2014Quali relazioni tra curdi iracheni e Israele?
La popolazione cerca di difendere le proprie conquiste e lo Stato mediorientale guarda con interesse
Storia delle altalenanti relazioni tra due popoli, delle prospettive per un loro consolidamento e dello sviluppo dell’autonomia curda nel caos iracheno
Andrea Ranelletti
11.06.2014Iraq, Isis conquista il nord
Anche Tikrit conquistata dai jihadisti vicini ad Al-Qā’ida. Renzi apre il forum Italia-Cina
Davide Barile

04.06.2014Iraq: nuova terra di jihad?

Il Governo riprende l’offensiva contro il gruppo jihadista dello Stato Islamico e del Levante
Lo Stato Islamico dell’Iraq e al-Sham molto probabilmente non verrà sconfitto, con il Paese che rimarrà nei prossimi anni una ‘heaven nation’ del terrorismo internazionale. Ma il futuro dell’ISIS resta incerto
Nino Orto
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29.04.2014Iraq, elezioni al tritolo
Almeno 79 morti alla vigilia delle legislative
Michela Fortini
16.04.2014 La resistenza di Al Anfal
Un doloroso anniversario. Tra l’aprile e il settembre 1988 furono sterminati cira 182.000 curdi: fu genocidio
Non una singola persona che era scomparsa durante la campagna militare Anfal del 1988 è ritornata viva. La verità è nascosta nelle sabbie nei deserti dell’Iraq. Finora sono state trovate molte fosse comuni, non ultima quella trovata al confine con l’Arabia Saudita che conteneva 2700 corpi, tutti vestiti in abiti tradizionali curdi
Shorsh Surme
09.04.2014 L’Iraq 11 anni dopo la caduta di Saddam
In Iraq la divisione tra sunniti e sciita continua, dopo 11 anni da Iraqi Freedom, a violentare il Paese
Il Premier sciita Nuri al Maliki, non solo non è riuscito a stabilizzare e a fermare le violenze settarie nel Paese, ma è stato accusato di fomentarle per assicurare la posizione del suo partito al potere e ha bloccato lo stipendio dei dipendenti pubblici nella regione federale del Kurdistan. L’ONU, senza ulteriori finanziamenti, non più in grado di fornire aiuto agli iracheni in fuga
Shorsh Surme
03.04.2014Iran, Iraq, Turchia, Siria e la questione curda
Una delle più importanti civiltà dell’Oriente, ma questa verità elementare resta spesso nell’ombra
L’evoluzione dal sistema coloniale all’imperialismo moderno, la scoperta e lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi, le  due guerre mondiali, i conflitti locali e la ‘guerra fredda’. Queste sono solo alcune delle problematiche che hanno fatto sì che la questione curda si possa considerare assai vicina alle vicende della storia europea
Shorsh Surme
03.04.2014Cristiani nel mirino in Iraq
Minoranze religiose e violenza settaria
I non musulmani in Iraq stanno soffrendo una forte ondata di discriminazione, subendo violenti attacchi e ritorsioni, che si stanno ormai registrando con cadenza quasi quotidiana.
 Emma Ferrero

 

Ideatore: Maurizio Porcu
Cura dello speciale e traduzioni: Valeria Noli

 

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