martedì, Agosto 4

La strage di Beslan e i gravi errori della Russia

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1-3 settembre 2004: In Ossezia del Nord un commando di ribelli filo-ceceni prendono in ostaggio la scuola di Beslan. La Russia rimase con il fiato sospeso per giorni, poi il blitz deciso da Mosca e la strage. 334 persone, fra cui 186 bambini, morirono, oltre 750 i feriti. E la Corte europea dei diritti umani ora ha deciso: ha accolto il ricorso delle famiglie delle vittime e dei sopravvissuti di Beslan e stabilito un risarcimento di tre milioni di euro.

Il motivo è che la Russia ha compiuto «gravi errori nella preparazione e nel controllo dell’operazione di sicurezza» e hanno fatto un uso sproporzionato della forza quando hanno dato il via all’assalto. Per la Corte la Russia con l’intervento delle sue forze di sicurezza violò «i trattati sul rispetto del diritto alla vita», che impongono di limitare l’uso della forza a quanto «assolutamente necessario». «Le autorità disponevano di sufficienti informazioni precise circa un attacco terroristico previsto nella regione contro una struttura di insegnamento», spiega la Corte, motivando la sua decisione. «Tuttavia, non hanno preso sufficienti misure per impedire ai terroristi di incontrarsi e preparare l’attacco, o impedire i loro spostamenti il giorno dell’attacco. La sicurezza non è stata rafforzata nella scuola e né il suo personale né il pubblico sono stati messi al corrente delle minacce».

La sentenza della Corte europea per i diritti umani è «assolutamente inaccettabile» ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. «Per un Paese che è stato attaccato diverse volte dai terroristi e purtroppo la lista di tali paesi cresce regolarmente, tali formulazioni sono assolutamente inaccettabili. Non possiamo essere d’accordo», ha continuato Peskov che poi ha annunciato: «Verranno prese tutte le azioni legali necessarie».

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)

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