giovedì, Dicembre 12

La Spagna verso nuove elezioni

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Podemos, invece, dopo aver scartato a priori una colazione con PP e Ciudadanos, ha presentato diverse proposte al PSOE, chiarendo però di voler entrare a far parte del nuovo governo. Non tutti i votanti di Podemos, però, hanno approvato la mancata coalizione con il partito socialista. Sarà necessario aspettare le prossime elezioni per sapere se questa parte di elettori continuerà a votare il partito di Pablo Iglesias o se sceglierà il PSOE. Nel frattempo, Podemos pensa a una coalizione con Izquierda Unida, partito storico di sinistra che, nelle ultime elezioni, aveva conquistato solamente due seggi. “La coalizione con Izquierda Unida può essere molto positiva non solo per il numero di voti che, a causa del sistema elettorale, non sono molti anche se possono aiutare. Izquierda Unida, infatti, ha un atteggiamento molto più aperto rispetto a un patto con il PSOE e può permettere a Podemos di recuperare la fiducia degli elettori. È necessario ricordare che il discorso poco stimolante del partito di Pablo Iglesias può rendere più difficile la mobilitazione dei suoi elettori. Quando si ripetono le elezioni, infatti, si fa più fatica a mobilitare la gente e solitamente cala sensibilmente la partecipazione. Ciò potrebbe danneggiare Podemos in particolare modo”, afferma Barbet.

 

Cosa succederà nelle prossime elezioni?

È difficile prevedere i risultati delle prossime elezioni. Gli ultimi sondaggi sono piuttosto confusi e, probabilmente, poco attendibili, considerando che mancano poco meno di due mesi di campagna elettorale: “È molto difficile sapere ciò che succederà. Attualmente pare che ci saranno pochi cambiamenti però la campagna elettorale potrebbe cambiare alcune cose. A seconda del tipo di mobilitazione potrebbero spostarsi molti ‘voti utili’. Anche se il cambiamento non dovesse essere molto ampio, 10 o 15 deputati potrebbero favorire una coalizione. Bisognerà aspettare per sapere verso quale direzione”, ricorda Barbet.

Tuttavia, se i cambiamenti saranno minimi, i partiti dovranno infine accettare di scendere a compromessi. Se la ‘nuova politica’ ha sorpreso i vecchi partiti con i risultati delle scorse elezioni, dopo il 26 giugno non ci saranno più scuse per lasciare il Paese senza un governo. “Spero che dopo le prossime elezioni, soprattutto se la situazione sarà la stessa, i partiti comprendano che le loro azioni non generano molti movimenti e che bisogna lavorare senza paura per formare un nuovo governo. Se la ‘nuova politica’ deve consolidarsi significa che più partiti dovranno negoziare”, afferma Barbet, “Credo che dopo le prossime elezioni i partiti saranno seriamente più disponibili a trovare un accordo e avranno meno paura rispetto ai mesi scorsi”.

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