domenica, Luglio 21

La Spagna verso nuove elezioni

0
1 2


La Spagna andrà di nuovo alle urne il 26 giugno. Fra poche ore, infatti, a due mesi dall’investitura fallita, il Parlamento verrà sciolto e si passerà alla convocazione formale. Con le elezioni del 20 dicembre, infatti, nessun partito aveva raggiunto la maggioranza assoluta e i quattro mesi successivi non sono serviti a formare una coalizione di governo. La Spagna si è ritrovata in una situazione completamente nuova, dovuta alla sconfitta del bipartitismo a causa dell’entrata di nuovi partiti nella scena politica: Podemos e Ciudadanos. Nonostante la legge elettorale avvantaggi le due formazioni più votate, il numero di seggi acquisiti era così simile da non poter permettere una coalizione fra partiti della stessa ala politica: il PP (Partido Popular, centro-destra) ha ottenuto 123 seggi, il PSOE (Partido Socialista Obrero Español, centro-sinistra) con 90 seggi, Podemos con 69 e Ciudadanos (centro) con 40.

Berta Barbet, politologa appartenente all’associazione Politikon, spiega: “Il contesto politico spagnolo sta cambiando rapidamente e i partiti sono coscienti che, in questo momento, una decisione sbagliata può fargli perdere una parte importante di spazio elettorale”. Il PP, infatti, nonostante avesse ricevuto a febbraio l’incarico dal Re Felipe VI di formare il nuovo governo, aveva rifiutato di presentarsi all’investitura in Parlamento. È toccato a Pedro Sanchez, leader del PSOE, proporre la sua candidatura ai deputati, con un accordo con Ciudadanos, ma i voti a favore non erano sufficienti.

 

Le ‘colpe’ dei partiti

Le formazioni politiche spagnole, abituate da sempre al vecchio sistema bipartitista, non hanno saputo trovare la strada per un accordo. Nessuno ha voluto formare una coalizione con il PP, il partito del governo uscente nonché formazione più votata: il Partido Popular, infatti, rappresenta la ‘vecchia politica’ e, negli ultimi mesi, è stato colpito da numerosi casi di corruzione. Non avendo i numeri, il suo leader, Mariano Rajoy, ha rifiutato di presentarsi alla sessione d’investitura: “Si voleva evitare che Rajoy e, in generale il PP, apparisse come un perdente all’interno del Parlamento. D’altra parte, con il tentativo d’investitura di Pedro Sanchez, si volevano creare divisioni all’interno del PSOE, sul tema delle alleanze”, spiega Barbet. La possibilità di una grande coalizione fra i partiti più votati, PP e PSOE, è stata scartata fin da subito da Pedro Sanchez e, per ora, è poco probabile che sia una possibilità all’indomani delle elezioni del 26 giugno: “Mi sembra un’opzione difficile. Una grande coalizione fra PSOE e PP lascerebbe un grande spazio a sinistra del PSOE a un partito come Podemos. Se è l’unica colazione possibile, non lo escludo. Tuttavia, credo che avrebbe dei costi sproporzionati, soprattutto per il PSOE, comparando questa possibilità con altri tipi di coalizione”.

Il leader dei socialisti, invece, si è trovato di fronte a un bivio: allearsi con Ciudadanos o con Podemos, alleato più vicino al PSOE a livello politico e programmatico. Il risultato elettorale peggiore nella storia del PSOE, le lotte interne del partito socialista, le condizioni imposte da Podemos, fra cui un referendum sull’autodeterminazione della Catalogna, hanno spinto Sanchez verso il centro. Barbet afferma: “Sanchez, nonostante tutto, alla fine è riuscito a dimostrare che il PSOE ha fatto quello che doveva. La cosa più difficile, però, sarà recuperare quei voti che aveva perduto fra Podemos e Ciudadanos. Considerando che la situazione del PSOE era molto complicata dopo il 20 dicembre, credo che Sanchez potrà ripresentarsi alle elezioni con un discorso piuttosto coerente, in quanto non è il diretto colpevole del ritorno alle urne e non ha deluso nessuno dei suoi votanti”.

Ciudadanos, invece, ha cercato di trasformarsi nell’ago della bilancia degli accordi, escludendo però a priori una coalizione con Podemos. “Nel breve periodo, quella di Ciudadanos sembra essere stata una buona strategia, ora vedremo se rimarrà tale con le dinamiche della nuova campagna elettorale. Non sono mai apparsi partiti fra il PP e il PSOE e Ciudadanos sta cercando di trovare un posto equidistante fra loro. Questa strategia potrebbe funzionare molto bene però c’è il rischio che lo spazio fra questi due partiti ancora non esista, sociologicamente parlando. Bisognerà aspettare la campagna elettorale per vedere se riescono a mantenere o aumentare il numero di voti o se gli elettori preferiranno gli altri due partiti”.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore