mercoledì, Novembre 25

La scommessa di Francesco Avvio del ‘Giubileo della Misericordia’. Raccontato dal nostro ‘Inviato davvero speciale’

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Inizia l’anno del ’Giubileo (straordinario) della Misericordia’, voluto da Francesco. E veramente al di fuori dell’ordinario ce l’aspettiamo quassù, dove a questo argentino «venuto dai confini del mondo» si guarda con grande simpatia. Etimologicamente, dal greco classico, συμπάϑεια: ‘σύν’, cioè ‘con’, e ‘πάϑος’, vale a dire ‘affezione’, termine proprio di chi è coinvolto in un’azione o situazione, piacevole o dolorosa che sia. Nel significato originario designa la comunanza che si manifesta tra più persone soggette alle medesime ‘affezioni’: epperciò può essere adoperato per designare tanto un’affinità oggettiva delle cose quanto una partecipazione soggettiva di una persona allo stato d’animo di un’altra. Noi, quindi, guardiamo con ‘simpatia’ al ‘nuovo Francesco’, lui con ‘simpatia’ a tutti gli esseri umani. E qui sta l’essenza di Francesco-Bergoglio, e la sua capacità di gioire e soffrire assieme agli altri. E l’origine prima di questo ‘suo’, ribadisco, ma anche nostro, richiamo continuo alla misericordia. Che, per rimanere in tema di analisi del significato, sta per sentimento di compassione, cioè ancora una volta, vivere assieme, e del caso, ‘patire’ ciò che gli altri provano: e quindi moto dell’animo, e concretamente del corpo, che induce a perdonare e, ancor più, a soccorrere. Non a caso viene usato come suo principale sinonimo ‘carità’, il sentimento più alto possibile, dato che ‘caritas’ significa, molto semplicemente e direttamente, amore. Francesco scommette di ‘rimettere in circolo’ questi concretissimi sentimenti, ridando così vita alla Chiesa, ecclesia e quindi ‘assemblea’, ed attraverso questa linfa e speranza al mondo.

Così, incaricato dalla massima autorità qua presente(e, se ci credete, proprio dalla massima, ma proprio massima, autorità possibile), e grazie all’accordo di partnership tra ‘L’Indro‘ e ‘L’Osservatore Celeste‘, ne forniamo cronaca e narrazione da un particolare punto di ‘osservazione’. Per l’appunto. Ché il nostro Direttore, che poi è anche il ‘Direttore’ di tutto, ma proprio ‘tuttotutto’, guarda con grande stima a questa testata terrestre, che occupandosi anche molto di ‘esteri’ a volte riesce a scrutare addirittura ‘oltre’.
Quassù in Redazione (ma anche quaggiù o qua in mezzo, se Dio è davvero «In cielo, in terra e in ogni luogo», e allora, del caso, come dice Guccini, da nessuna parte si può possedere un proprio momento. Per fortuna in fondo è tollerante, ed in genere chiude un occhio. Dicendo «Chi sono io per giudicare…». «Sei Dio» gli ricordiamo. «D’accordo, ma in fondo sono rimasto il ragazzo semplice di una volta». E così spesso lascia correre. Anche troppo, e si vede…), e dunque, riprendendo il filo del discorso, quassù in Redazione ci stiamo attrezzando per seguire passo passo quanto sta cominciando, e succederà. Con benedizioni e rischi connessi, e visto che «l’antiveder qui non è vano», come scrisse uno che ci venne a trovare un settecento anni fa, pure con le connesse preoccupazioni.

Comunque si comincia, ed i frutti si prevede saranno copiosi e buoni. Ed aspri i contrasti, e soprattutto i contrastatori, celati da sorrisi e finte acquiescenze, ma nella sostanza duri, durissimi. Rabbiosi e vendicativi. E’ in primo luogo, internamente, verso di loro che Jorge Mario dovrà dar fondo a tutta la sua Misericordia. E Pazienza. E se quanto a misericordia ne ha a profusione, ed è ‘merce’ che più ne spendi più aumenta, quanto alla pazienza non giureremmo che sia infinita. Anzi. Purtroppo o per fortuna. In questo caso per fortuna.

Buona misericordia a tutti.

 

 

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