sabato, Febbraio 22

Putin 4°: la Russia che verrà Con il Prof. Aldo Ferrari (Univeristà di Venezia) parliamo delle prossime Elezioni Presidenziali russe

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Quale potrebbe essere il rapporto della nuova probabilissima Presidenza Putin con il prossimo ipotetico Governo italiano? Le voci di un sostegno russo a Lega e Movimento 5 Stelle sono fondate?

La Russia per il momento è stabile; bisognerà vedere che Governo avrà l’Italia. Attualmente si pensa che dovrebbero andare al potere due forze che, negli ultimi anni, hanno assunto atteggiamenti che possiamo definire filo-russi; questo potrebbe cambiare qualcosa ma, personalmente, non ne sarei così convinto: la politica estera, non solo nel nostro Paese ma in generale, segue linee inerziali tradizionali. Si pensi a Trump, che in campagna elettorale diceva di voler assolutamente ricucire con la Russia, e da quando è Presidente nulla è cambiato; anzi, qualcosa è peggiorato proprio perché, in politica estera, si seguono linee inerziali rispetto agli anni e ai decenni precedenti: in questo ambito, è difficile che cambi radicalmente qualcosa. Francamente, chiunque vada al potere in Italia, non riesco ad immaginarmi sconvolgimenti radicali che ci metterebbero in grave difficoltà con gli altri partner dell’Unione Europea e della NATO.

Inoltre si è parlato molto di un aperto sostegno di Putin a queste formazioni: io fatico a vedere il senso e il peso di questo ipotetico sostegno. Se anche Putin appoggiasse apertamente una di queste forze, cosa cambierebbe? Queste sono forze che vengono elette dai cittadini italiani, non certo perché abbiano occhieggiato a Putin: non credo che chi ha votato Lega o M5S lo abbia fatto perché in questo modo l’Italia rafforza la propria collaborazione con la Russia; sono partiti che vengono votati essenzialmente per ragioni di politica interna e non credo che l’apporto russo, posto che davvero ci sia, abbia una reale importanza da questo punto di vista.

Per quanto riguarda il Medio Oriente, come evolverà la politica russa? In particolare, quale potrebbe essere la posizione del Cremlino nei confronti dell’alleato siriano e delle mire espansionistiche dei turchi?

La Russia si è ficcata in un pasticcio molto complicato. Noi tendiamo a dire che la Russia abbia avuto grande successo a livello di immagine: è vero perché ha mantenuto la propria presenza e l’ha rafforzata, ma è anche vero che adesso va in contro a rischi molto seri. Il Medio Oriente presenta sempre una situazione molto conflittuale e la Russia deve confrontarsi con molti problemi: chiaramente cercherà di mantenere un equilibrio, di conservare i rapporti privilegiati con Assad e con l’Iran, di non rompere con la Turchia, che è un importantissimo partner commerciale ma che ha vedute molto diverse da quelle russe. La Russia cercherà di barcamenarsi tra spinte molto diverse in un gioco politico estremamente complicato: vedremo in futuro se il gioco sarà veramente valso la candela per la Russia, dato che, rimanendo il Siria, ha acquistato molta visibilità ma, adesso, si trova in una situazione non facile da gestire.

Il Medio Oriente sembra essere sempre di più un terreno di confronto tra Russia e Stati Uniti: quali saranno i punti di scontro tra i due Paesi nel prossimo futuro e come potrebbe influire la questione iraniana nei rapporti tra Mosca e Washington?

Attualmente, gli Stati Uniti hanno una posizione molto meno forte in Medio Oriente: se la Russia ha potuto guadagnarsi questo spazio e questa visibilità nell’area, è perché c’è il vuoto lasciato dall’assenza statunitense. Nei prossimi anni vedremo che mosse giocherà la Russia, ma si tratta comunque di mosse molto complicate. Prendendo il caso dell’Iran, la Russia ha un partenariato forte ma complicato con l’Iran, con il quale condivide solo alcuni interessi e alcune visioni. Sicuramente la Russia ha partecipato al trattato sul nucleare iraniano e vuole che questo non venga messo in discussione dagli Stati Uniti; al tempo stesso, non esiste un’alleanza piena tra Mosca e Teheran: sono tanti tasselli di un gioco complicatissimo e la Russia, in questo momento, ha ottime posizioni (forse più degli Stati Uniti, che sostanzialmente si sono ritratti dall’area), ma la scacchiera è davvero molto complessa e la Russia, per quanto si muova efficacemente, è solo uno dei tanti attori del gioco mediorientale.

Quale è, e quale sarà, la politica russa in Africa? Come si pone di fronte all’espansione cinese ed indiano nell’area? Sarà una politica di contrasto o di accordo?

La Russia terrà sicuramente una politica di accordo nei confronti di Cina ed India: Mosca non ha una possibilità economica e politica di penetrazione paragonabile a quella cinese e, in misura minore, indiana. La Russia ha una presenza politica e militare in alcuni Paesi, come l’Egitto al quale vende armi (anche qui, occupando in parte uno spazio lasciato libero dagli Stati Uniti), ha un qualche ruolo nella crisi libica, ma la sua possibilità di proiezione reale è molto limitata: non bisogna dimenticare che la Russia non ha assolutamente la forza economica per poter diventare un partner o un finanziatore importante nel Continente africano, a differenza soprattutto della Cina.

Per quanto riguarda la questione coreana, quale è (ed eventualmente come potrebbe cambiare, nel prossimo futuro) la posizione russa nei confronti dei tre principali attori in campo (Pyongyang, Pechino, Washington)?

Non riesco ad immaginare cambiamenti particolari nella politica estera russa verso la Corea e, in generale, verso il problema di questa area. Come sempre, in politica estera si seguono delle direttive tradizionali e la Russia sosterrà, entro certi limiti, la Corea del Nord, nel senso che non vorrà che venga umiliata o addirittura colpita, ma senza che questo sostegno vada troppo oltre misura: favorirà, nella misura del possibile, la ricerca di un accordo equilibrato ma, naturalmente, il ruolo principale per la soluzione della crisi tocca sicuramente agli Stati Uniti, laddove la Cina e la Russia cercano una soluzione il più possibile diplomatica e prudente. Staremo a vedere ma, comunque, non ci saranno cambiamenti di rilievo da parte di Mosca.

 

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