martedì, Agosto 4

La parabola dei tre anni dello Stato Islamico

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Oggi ricorre il terzo anniversario della nascitaufficialedel Califfato, ovvero dal celebre discorso di Abu Bakr Al Bagdhadi nella moschea di Mosul.

Tre anni di violenza e di terrore del regime che fonda le proprie radici in un contesto alquanto particolare. Per capirlo meglio, facciamo un salto all’indietro con l’aiuto del report sul Daesh a cura dell’Alpha Institute of Geopolitics and Intelligence.

Il Daesh, infatti, è nato da un clima che lo ha, in qualche senso, favorito. Fertile, infatti, il terreno dell’Iraq, dove inizia nel 2003 l’operazione militare statunitenseIraqui Freedom’ contraddistinta dalla pretesa di costruire una Nazione democratica. A questa consegue la deposizione di Saddam Hussein, lo smantellamento dell’Esercito iracheno e l’instaurazione di un Governo di transizione. L’Iraq esce da questa situazione destabilizzato e privato delle sue più importanti istituzioni; ad esserne maggiormente colpito, è proprio la fascia più fragile della popolazione. L’operazione americana dura all’incirca nove anni ma non riesce a riempire quei vuoti ormai diventati voragini; fallisce nell’istaurazione di un nuovo Esercito iracheno e di un apparato di sicurezza capace di garantire tranquillità ed una qualche stabilità al Paese. Dopo tre anni dall’inizio della presenza statunitense, il Governo di transizione passa la palla a Nouri Al Maliki, il primo premier shiita.
E’ opportuno tenere sempre a mente la dicotomia tra sunniti e sciiti, due facce della stessa medaglia, ma da sempre contrapposte. I sunniti, tradizionalmente, sono alla guida del potere politico, differenziandosi per questo dagli sciiti, consapevoli di questa distinzione e alla ricerca di una voce che possa rappresentarli. I sunniti, in Iraq costituiscono un 22% della popolazione, insieme ai Curdi iracheni, anche loro sunniti, mentre il restante approssimativo 60% è sciita. Una minoranza sì, ma da sempre esistente e più che importante. Alla luce di questo, nella cornice dell’Iraq di quegli anni, si comprende bene come la messa da parte della parte sunnita della popolazione, sia uno dei primi semi fertili ad essere piantati e che contribuisce a rendere più grave la già instabile situazione del Paese. In questo contesto ramificato c’è anche la parte irachena di Al-Qaeda, che dal 2004 approfitta del vuoto creatosi su più fronti nel Paese e se ne avvantaggia diventando il principale antagonista dellEsercito americano.

Proprio in questo clima di violenza e di dissenso tra sciiti e militanti del terrore, si inserisce l’ascesa dell’Isis.

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