domenica, Aprile 5

La palude degli alti burocrati field_506ffb1d3dbe2

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La reazione è sembrata subito fuori luogo. Un megamanager di Stato che s’indigna addirittura …dell’indignazione e replica in modo sconsiderato.
Il soggetto in questione è Moretti, l’amministratore di Trenitalia che è rimasto sconvolto dalla sola ipotesi (per ora) di un taglio dello stipendio. “Così scapperemo tutti” ha detto provocando una polemica furibonda. Non si rende conto che una…fuga di tutti questi signori sarebbe la salvezza dell’Italia. Intanto va chiarito che sono dirigenti pubblici, quindi pagati dallo Stato, cioè da tutti noi. E sapete quanto guadagna il prode Moretti in questo momento di grande crisi? Qualcosa come 870 mila euro l’anno: che significa 72 mila e 500 euro al mese, insomma quasi duemila e cinquecento euro al giorno.
Per essere più chiari: in un giorno lui guadagna almeno il doppio di quello che percepisce un pensionato medio al mese. E per far cosa? Per far arrivare i treni in orario, quando arrivano? E’ scandaloso se rapportato soprattutto alla media europea: pensate che un dirigente italino di prima fascia guadagna addirittura il 105 per cento in più di un collega inglese, tedesco o francese, che  notoriamente (basta fare i conti) vanno a ben altra velocità. Vanno via? E dove vanno, sulla Luna, per intascare la stessa somma? E’ una vecchia storia. Un esempio clamoroso su tutti: il capo della Polizia italiana, un Paese di 60 milioni di abitanti, guadagna il triplo del capo dell’Fbi, ossia della polizia federale di un continente con una popolazione ben oltre di oltre i 300 milioni di abitanti.

La seconda battuta sbagliata è il raffronto con lo stipendio di Santoro. Cioè di un soggetto che sta sul mercato e che stipula contratti privati, legati al rendimento. Il punto è proprio questo: il presidente del Consiglio sta tentando di mettere in pratica quello che addirittura Brunetta, qualche anno fa, ha cercato di stabilire, uno stipendio legato ai risultati.
La palude burocratica ha sempre frenato questo semplice meccanismo di spesa che è anche, o forse soprattutto, un fatto morale. Ma vi siete resi conti che i dirigenti sono sempre gli stessi e che ogni tanto, come in questo periodo, comincia il valzer fra i soliti noti? Non so delle altre aziende, so della Rai: non posso dimenticare che Cattaneo, proveniva per esempio, dalla Fiera di Milano e che l’attuale d.g. Gubitosi viene dalla Wind (per non parlare della presidente arrivata da Bankitalia). Scelti perché esperti di televisione? Grande esperienza, infatti, se aumentano i guardiani superpagati di viale Mazzini, con incarichi spesso inventati, mentre si colpisce l’operatività di Saxa Rubra tagliando pure la mazzetta dei giornali, roba di pochi euro.  Macché esperienza televisiva, subito pronti a riciclarsi in qualche altro baraccone.
Superprotetti, sempre.

La realtà è che più falliscono, più sono premiati, come qualche rampollo di ex ministri importanti. Ed evito di approfondire il discorso sugli scandali, come capita in questi giorni alla Finmeccanica. Vien da ridere, infine, quando i giornaloni piangono per la riduzione dello stipendio di pochi sfortunati, scesi magari a “sole” 300 mila euro l’anno (bisognerebbe poi accertare il numero complessivo di incarichi). Fra questi poverini c’è il presidente dell’Anas (e anche dello Stretto di Messina).
Una vita di stenti: roba da fargli una colletta.  

 

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