martedì, Agosto 4

La nascita di Pannella Marco Pannella: piccola storia di una vita grande / 1

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Gabriele Paci e Isio Maureddu scrivono ‘Marco Pannella: piccola storia di una vita grande’. Una sintetica ‘Biografia pannelliana’ che appare su ‘L’Indro’ da lunedì 7 a venerdì 18 maggio (2018), in dieci ‘Capitoli’. Volutamente nel periodo fra nascita, 2 maggio (1930), e ‘momentaneo allontanamento’, 19 maggio (2016)

Gabriele Paci

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’. Già, tra l’altro, Direttore di ‘Notizie Radicali’ Agenzia stampa quotidiana.

Isio Maureddu

Esponente storico del ‘Partito Radicale’ e oggi del ‘Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito’. Già Consigliere generale di ‘Radicali italiani’. Amico e stretto collaboratore di Pannella, in particolare negli ultimi dieci anni.

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«Di chi hai paura, imbecille? Della gente che sta a guardare? Dei posteri, per strano caso? Basterebbe una cosa da niente: riuscire a essere te stesso, con tutte le stupidità attinenti, ma autentico, indiscutibile. La sincerità assoluta sarebbe di per se stessa un documento tale! Chi potrebbe muovere obiezioni? Questo è l’uomo, uno dei tanti se volete, ma uno. Per l’eternità gli altri sarebbero costretti a tenerne conto, stupefatti».

Così Dino Buzzati apre il suo ‘In quel preciso momento’, raccolta di riflessioni, appunti ed altro. E sembra descrivere la dinamica che ha caratterizzato, da sempre, Marco Pannella. Che sul vivere e portare alla luce del sole quanto avveniva, e avviene, nella clandestinità e spesso con notevole diffusione, ha anzitutto giocato la propria scommessa umana e politica. Mescolando ed intrecciando personale e politico, privato e pubblico, dicibile e indicibile. Passando dalla ‘nascita fisica’ alla ‘nascita ideale e politica’, ed alle proprie molte rinascite. Anche in questo caso personali e politiche. Tenace, testardo ed anche un po’ (un bel po’) testone, proprio da ‘mulo abruzzese’ come amava definirsi. ‘Viaggiando’ fra Teramo, Roma, Parigi, Algeri (con uno strano salto universitario a Urbino) agli inizi della propria esperienza ed attività politica e giornalistica. E poi ovunque, da subito spinto verso la dimensione ‘internazionale’ che ad un certo punto ridefinì come ‘transnazionale’ con il piacere di ridar nome alle cose che aveva in comune con il suo conterraneo, pescarese, Gabriele D’Annunzio.

In ogni caso a soli dieci anni appena compiuti fu guerra, la Seconda Mondiale, e poi la prima militanza politica con simpatie monarchiche che trasponde velocemente, a guerra finita, in un liberalismo che si realizza nel Partito Liberale Italiano, ma diventa subito qualcosa di altro e molto diverso, introducendo tra i primi in Italia un ‘essere liberale’ che è al contempo ‘liberal’, libertario e pure liberista, concetto economico da lui particolarmente sviluppato a partire dagli anni ’80. In mezzo e sempre il grande ‘amore’ e strumento di tutta la sua vita, il ‘Partito Radicale’, nato da una costola dei liberali ‘ufficiali’, con Mario Pannunzio, Ernesto Rossi e gli altri, con in parallelo l’avventura del settimanale ‘Il Mondo’. Lì inizia ulteriormente a rivelarsi e dispiegarsi, dopo l’esperienza dell’’UGI’, l’’Unione Goliardica Italiana’, la sua capacità di dare concretezza (cioè corpo) alle idee.

Il ‘Grande irregolare’ della politica italiana (e non solo) avrebbe invece dovuto in realtà essere considerato, da sempre, il ‘Grande regolare’. Ché Pannella in primo luogo rivendicava il rispetto delle regole e delle ‘regole del gioco’, quelle stesse regole contraddicendo e rivoluzionando in maniera nonviolenta ‘alla luce del sole’ proprio per trovare nuove e migliori regole ed equilibri. Richiedendo appunto il rispetto delle ‘regole del gioco’, a partire da quelle decise dallo stesso ‘potere‘ (qualunque cosa questo significasse al momento dato). Si potrebbe sin dire che ‘PR‘, acronimo ad indicare il ‘suo’ ‘Partito Radicale’ ‘ereditato’ nel 1962 rilevando sigla, indirizzari e materialmente poco altro da quello di Pannunzio & Co., avesse anche un altro significato. E ‘PR’ stesse pure per ‘Partito delle Regole’. «Non ci si siede al tavolo con i bari» ripeteva, salvo doverlo necessariamente fare lungo tutto il corso della sua vita politica, visto quanti ne allignano sul suolo italico.

Nasce a Teramo il 2 maggio 1930, dall’Ingegner Leonardo Pannella, della buona borghesia agraria abruzzese, e da Andrée Eugénie Estachon, svizzera francese, di Lucerna. Lo chiamano Giacinto, come il prozio sacerdote. Lui pure teramano, di tendenze liberali e appassionato di giornalismo. Per lo ‘zio prete’ il Pannella di cui trattiamo ebbe notevole simpatia e stima. Comunque, assolti i doveri familiari, il secondo nome stabilito per lui era Marco, ma non venne registrato per un errore burocratico. Però ‘Giacinto’ divenne da subito ‘Marco’ nell’ambito familiare, e poi nella sfera pubblica e politica. L’inizio della sua vita e della sua storia è dunque quello di un ‘rinominarsi’, seppur casuale, quasi suggello di un farsi ‘monaco’ di un proprio personalissimo ‘Ordine’. Da lui fondato, da lui guidato, da lui solo inizialmente composto anche se da subito con la pulsione irrefrenabile di coinvolgere gli altri. In una esperienza privata e pubblica sempre proiettata, in maniera programmatica, verso l’esterno. Nella quale avvengono, ben presto e ripetutamente feconde rotture che lo portano all’affermazione della sua unicità. Quel ‘diventare’ Marco Pannella, e continuamente ridiventarlo, che è forse il suo mistero più affascinante. Quando Pannella è divenuto ‘Marco Pannella’, quando ha preso cognizione di sé, quando si è risposto rispetto alla propria cruciale domanda «Chi è io?». Quando è davvero cominciata nella propria essenza unica questa storia di una vita grande e di una grande vita, come ha iniziato a vivere e operare il più atipico, creativo, pragmatico dei politici italiani (e non solo)? Forse da sempre, nelle proprie corde intime, poi sbocciando a fronte di una serie di fondamentali incontri.

(Continua)

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Gabriele Paci Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’. Già, tra l’altro, Direttore di ‘Notizie Radicali’ Agenzia stampa quotidiana. Isio Maureddu Esponente storico del ‘Partito Radicale’ e oggi del ‘Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito’. Già Consigliere generale di ‘Radicali italiani’. Amico e stretto collaboratore di Pannella, in particolare negli ultimi dieci anni.