lunedì, Maggio 27

La mostra della Provvidenza divina field_506ffbaa4a8d4

0
1 2 3


E poi bisogna stare molto, molto attenti a percorrere luoghi a lui dedicati. Più pericolosi delle tante ‘strade della morte’ di Stephen King. Con la differenza che queste sono vere. Stiamo solo all’ultimissimo periodo. Anno 2016MarzoMartedì 29NettunoRomaVia Beato Padre Pio. (Non si sono aggiornati). Quartiere Cretarossa, una ragazza di 18 anni è investita da un’automobile, ricoverata in gravi condizioni con ferite a testa, gambe e volto. Stava camminando lungo un marciapiede con scarsa illuminazione quando è stata travolta da una Golf grigia che l’ha sbalzata in aria. Il conducente non si è fermato a soccorrerla. GiugnoGiovedì 16Bari, capoluogo pugliese. Ponte Padre PioMuore Carlo Sibilano, ragazzo di poco più di vent’anni. Altri tre feriti. Una Lancia con cinque persone a bordo (la vittima ne era il passeggero anteriore) si scontra con una Smart all’interno della quale stanno due persone. Coinvolta anche una bambina di due anni. Indebitamente per quell’ora, poco dopo le 22, i semafori erano già spenti. Retrocedendo. 2013MaggioMartedì 14AltamuraBariViale Padre Pio. Perde la vita Ivan Aquilini, studente di 17 anni della vicina Gravina. Gravissimo un altro occupante della stessa Matiz Daewoo che si era schiantata contro un albero, invadendo la corsia opposta e urtando un’altra auto. 2015MaggioGiovedì 7LocorotondoBariVia Padre PioInvestito un bambino. Come servizio di generale utilità segnaliamo l’esistenza in tutta Italia (e non solo) di Piazze, Giardini, Vie, Viali, Ponti ed altro di pubblica percorrenza a lui intitolato, oltre alla Puglia, dove allignano in modalità infestante. Giusto per raccomandare molta, molta attenzione nel trovarvicisi, cercando così di sottrarsi alla ‘Strage di Padre Pio’. Certo i morti da incidenti stradali in generale, e nello specifico in Italia, sono sciaguratamente molto più numerosi dell’accettabile. Ben oltre i 3.000 l’anno, e in continuo aumento. Attorno ai 250.000 i feriti. Ma Padre Pio porta le vittime a lui in qualche modo riferibili a livelli esponenziali.

Tornando all’anno in corso, una summa di raffinata e perfida bellezza. 2016FebbraioGiovedì 11BaianoAvellinoCampaniaMichele S., camionista quarantaduenne di Corato, provincia di Bari, scampa a un incidente stradale, scende incolume dal mezzo e scivola battendo la testa: ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale ‘San Giuseppe Moscati’ di Avellino. L’incidente è avvenuto intorno alle dieci del mattino al chilometro 29,300 dell’autostrada Napoli-Bari, tra Baiano e Monteforte Irpino. Sbandato forse a causa di una macchia d’olio, l’autotreno ha perso stabilità schiantandosi contro il guardrail. Gli eventi sull’autostrada A16, poco prima del ‘passaggio scortato’ della salma di San Pio diretta a Pietrelcina per una veloce visita nel ritorno da Roma a San Giovanni Rotondo. La Polstrada ha quindi aperto un varco per il convoglio della salma. Opportunamente riprendendo l’acuta osservazione di Micheli si rasenta «il vertice dell’arte». Arte macabra, nella fattispecie. Il ‘Santo’ ha infatti compiuto il suo tour italiano, con epicentro Roma San Pietro in occasione del Giubileo, nella prima metà di febbraio 2016. Ma c’è da chiedersi cosa ci sia davvero esposto in quella teca di vetro portata in pellegrinaggio, cui vengono ‘offerti’ anche fanciulli come in un rito pagano. In realtà ci sta una granguignolesca ricostruzione del ‘corpo del Santo’, ché di quel che c’era in vita rimane ben poco. La faccia, di colore acceso con una bella barba e un’espressione quasi viva non è la sua. E’ una maschera di silicone realizzata dalla Gems Studio, azienda londinese specializzata nella ricostruzione di volti di personaggi famosi: tra i suoi clienti anche il museo delle cere di Madame Tussaud. Una vera e propria finta testa di silicone scolpita ex novo. Quando fu aperto il sarcofago che conteneva il corpo, nel 2008, cranio e arti risultavano quasi completamente scheletriti. Ora i suoi resti sono stati ricomposti insieme a garze imbottite per dare volume, mentre quel che rimaneva del capo è stato incapsulato all’interno di un involucro modellato in silicone: un ‘contenitore’ in cui è stato posto il poco rimasto.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore