giovedì, Ottobre 29

La minaccia dell’ISIS in Malaysia Il trucco dei visti d'ingresso per motivi di studio usato dall'ISIS per entrare nel Paese

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Dopo la cattura di 45 miliziani solo nell’anno corrente, ora la Polizia in Malaysia sta considerando la possibilità che vi siano delle vere e proprie organizzazioni specializzate nella realizzazione e fornitura mirata di documenti falsificati che consentano l’ingresso nel Paese. Si tratta soprattutto di documenti con identità false, compresi i permessi di ingresso per studenti tra i principali metodi utilizzati finora.

Il Generale-Ispettore di Polizia Tan Sri Mohamad Fuzi Harun ha affermato in un incontro coi media che i miliziani arrestati quest’anno hanno adottati vari metodi per entrare nel Paese, compreso – appunto – l’utilizzo di documenti falsi e permessi di ingresso riservati a studenti. «Al momento abbiamo arrestato nove membri ASG (Gruppo Abu Sayyaf), tra i principali arrestati che hanno adottato l’uso di permessi di ingresso e documenti di identità falsi, provenienti dal Sud delle Filippine». L’alto graduato di Polizia continuando nel suo incontro ufficiale coi media in occasione del Royal Malaysian Police National Sports Day ha poi aggiunto: «Sono stati trovati in possesso di documenti falsi per fare ingresso in Malaysia, così riteniamo che vi sia la possibilità che sia stato loro possibile grazie ad una struttura organizzata che ha offerto appoggio esterno».

L’alto graduato ha anche chiarito che alcuni tra gli arrestati erano entrati nel Paese ufficialmente per motivi di studio ospitati in strutture istituzionali dedite agli studi religiosi. «Questo spiega anche perché siano stati così abili ad ottenere visti d’ingresso per studenti per entrare nel nostro Paese. Ora stiamo lavorando a stretto contatto con le rispettive autorità, specialmente le istituzioni di maggior grado in ambito didattico, per rintracciare questi miliziani e porre fine a questo problema». In un comunicato ufficiale rilasciato la scorsa settimana, Mohamad Fuzi ha affermato che 45 terroristi combattenti sono stati arrestati in numerose operazioni condotte tra gennaio ed ottobre nell’anno corrente. Tra gli arrestati, nove provenivano dalle file del Gruppo Abu Sayyaf, tre da Fetullah Turki, uno da una cellula terroristica albanese collegata all’ISIS ed un altro dal Bangladesh. Altri tre sono finiti nelle mani della Polizia proprio negli ultimi giorni.

I Servizi di Sicurezza e la Polizia malese sono altamente operativi nel Paese soprattutto per quel che riguarda gli ingressi e le uscite dai confini nazionali e circa le attività low profile condotte da miliziani o affiliati all’ISIS. La questione dei documenti falsificati è uno degli ambiti dove si esplica tale pervicace operatività, anche sulla base della esperienza accumulata e testata in occasione dei SEA Games (Giochi del Sud Est Asia) lo scorso agosto, periodo nel quale sono stati condotti anche veri e propri arresti di massa proprio per porre argine all’insorgenza di fenomeni terroristici ma soprattutto per evitare attentati simili a quelli cui si è assistito in Occidente, soprattutto in Francia e Gran Bretagna.

In realtà, arresti di massa non sono fattore poco frequente in Malaysia, a causa di un vasto raggio di preoccupazioni per i Servizi di Sicurezza, compresa la questione datata della pirateria, i traffici di droga, il terrorismo e l’immigrazione illegale. Si tenga conto del fatto che – ad esempio – la popolazione nazionale malese, che si basa su 32 milioni di abitanti, si stima comprenda almeno due milioni di lavoratori stranieri privi di documenti e circa 6.000 di essi si ritiene siano stati arrestati nella lunga catena di arresti di massa condotta nel mese di Luglio scorso.

I Giochi del Sud Est Asia sono stati uno dei principali test di validità dei metodi di lotta integrata al terrorismo ISIS per le Autorità governative della Malaysia, per la Polizia e per i Servizi di Sicurezza nazionale. In quei frangenti, ad esempio, una Unità Speciale Anti-terrorismo è stata appositamente costituita ed oggi è il top del know how disponibile in Malaysia in questo specifico settore della difesa della Sicurezza nazionale. Si tratta di una Unità composta da almeno 12.000 agenti di Polizia particolarmente addestrati poiché – dopo i fatti di Londra e Parigi e vista la vicinanza dell’Indonesia, il Paese musulmano più popoloso al Mondo – si è ormai appurato che la fase di intelligence e di prevenzione sono gli step più importanti da svolgere per porre argine alla potenziale espansione dell’ISIS in queste terre d’Asia. In occasione dei SEA Games, per citare quel caso particolare, proprio la cooperazione dei servizi inter-forze e di intelligence di Malaysia e Turchia ha permesso di seguire – almeno in parte – certi flussi di terroristi condotti in Malaysia dalla Turchia e che probabilmente son finiti poi nelle file dei combattenti in Siria e Iraq. Proprio la relativa facilità nell’avere documenti falsificati rende la Malaysia una delle mete più appetite dai miliziani ISIS provenienti un po’ da tutto il Mondo, questa è la minaccia alla quale guardano con particolare attenzione i Servizi di Intelligence Nazionale in Malaysia e le Forze di Polizia.

Per i Servizi di Intelligence malesi, sono noti i movimenti ISIS già dal 2015, si tratta di vere e proprie trame stragiste e pianificazioni indirizzate a realizzare attentati, magari dopo essere entrati in contatto con i miliziani in guerra all’estero. Sono costantemente monitorati i movimenti non solo per effettuare attacchi ma anche per assicurare un finanziamento per chi combatte tra Iraq e Siria e la fornitura di un flusso di armi basato su un arsenale d’armi sempre di vaste dimensioni eventualmente per espandere lo Stato Islamico in Malaysia. Qui per ‘estero’ si intende anche la possibilità di svolgere attentati in occasione dei numerosi vertici previsti nel calendario dell’attività dei vari organismi rappresentativi dell’ASEAN. Senza tralasciare di menzionare le numerosi sedi diplomatiche presenti in tutta la vasta area del Sud Est Asia. I vari vertici diplomatici che si svolgono in questo quadrante geopolitico così delicato e importante sono potenzialmente una ghiotta occasione per i terroristi ISIS che vogliano fare attentati in grande scala, di vasta risonanza e particolarmente drammatici anche e non solo dal punto di vista mediatico.

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