martedì, Marzo 19

La manina cattiva del Governo di un Paese ipocrita L’Italia 2018, e probabilmente 2019: un Paese dove la cattiveria è stata sdoganata da un Governo che si nasconde dietro la ‘manina’ per colpire i più deboli -loro odiano i deboli perché loro, sì, sono deboli-; complice la nostra (di tutti) natura ipocrita

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La cattiveria continua. Matteo Salvini è felice: danneggia chi aiuta i più deboli, questa è la sua idea. Ma la manovra non la ha scritta solo Salvini, ma, e se ne sono vantati, anche Luigi Di Maio e i suoi, e il distratto Giuseppe Conte, che certamente dirà che ‘non è colpa sua’, come al solito; lui se c’era sonnecchiava o baciava la mano a qualche avvenente signora. E ora Salvini avrà modo di fare vedere quanto vale il suo odio verso chinon gli piace’, come dice il suo giannizzero Giancarlo Giorgetti, nel decidere cosa fare per l’aggressione fascista (senza mezzi termini: erano fascisti dichiarati e il morto era un noto capo fascista) ai tifosi del Napoli, non esattamente dei ‘santarellini’, per carità. Poi, ci sarebbe da domandarsi: in che misura iltifo’, platealmente voluto e organizzato dalle stesse squadre di calcio, sia un modo per affermare le proprie idee di violenza e sopraffazione? Immaginare che un Governo del genere faccia qualcosa di utile, è pia illusione, ma … alla speranza non c’è mai fine. E infatti Salvini dribbla abilmente il problema (si dice così negli ambienti a lui cari, io direi che ci prende per i fondelli) convocando, al futuro, i rappresentanti dei tifosi (e che, c’è pure il sindacato dei ‘tifosi’?) al Viminale per discutere del tema della sicurezza. Insomma: prende tempo, rinvia, aspetta … del resto quei ‘tifosi’ sono in gran parte suoi elettori. La sicurezza, secondo Salvini, si ‘discute’, mah.

Ma del resto questo è, purtroppo, il nostro Paese, fortemente voluto da quei due, ma, insito dolorosamente nella nostra natura: l’ipocrisia. La stessa che fa dire a gran voce che si ‘reagirà fermamente’ ai cori razzisti allo stadio, alle sommosse, eccetera, e poi … tutto continua tranquillamente come se nulla fosse, salvo magari uno svogliato mezzo minuto di silenzio accompagnato da qualche fischio, ma più probabilmente molti. E Salvini con la maglia del Milan sopra la giacca da poliziotto sarà in tribuna d’onore ad assistere alla prossima partita, alla faccia dei morti e feriti.

Lo ho appena finito di dire: questo è il Governo della cattiveria. La cattiveria, la più sordida, quella che colpisce i più deboli, è statasdoganata’, solo quella per carità: verso i più ricchi e gli evasori fiscali eccetera, solo salamelecchi. Oggi si può essere cattivi quanto si vuole e come si vuole e non solo i singoli, dunque, che maltrattano gli stranieri, i migranti, i viaggiatori in autobus o in metropolitana ecc., ma anche, anzi principalmente, il Governo. Sia chiaro: il Governo, tutto il Governo, e quindi Di Maio (e l’accorso Dibba) non fa che confermare quanto sia cinico e cattivo, come ha mostrato col padre.

È il Governo della cattiveria, ma anche dell’ammiccamento non solo e non tanto ai ‘ricchi’, ma ai delinquenti: e sì, signori miei, ai delinquenti perché chi evade le tasse e danneggia così tutti gli italiani (evasori inclusi, se ci pensate) è un delinquente. Il peggiore dei delinquenti: quello che approfitta della debolezza e della fiducia altrui. Diciamoci la verità: chi evade le tasse è semplicemente e crudamente cattivo, perché priva gli altri (tutti gli altri) del suo, magari minuscolo, aiuto. Li abbandona, per usare un linguaggio caro a chi ci governa: se ne frega. Non come Mussolini che se ne fregava della ‘perfida Albione’, dei ‘plutocrati’, e magari anche dei comunisti e infine degli ebrei. Non sono costoro ‘all’altezza’ (fa un po’ senso parlare di altezza, ma insomma la lingua italiana è questa) del loro amato Benito, perché loro sono cattivi e basta, loro odiano i deboli perché sono deboli, anche se ‘inventano’ la buffonata del reddito di cittadinanza, salvo a destinarlo … agli imprenditori! È la chiusura infame del cerchio!
Anzi, già che ci sono, per finanziare in parte la ‘quota 100’, si tassano le pensioni, tutte quella dai 1.500 euri in su, altro che pensioni d’oro.

Ma sempre, da buoni allievi delle sacrestie più buie e oscure del peggiore doroteismo, nascondendo la manina.
Per cui allo scandalo suscitato dalla tassa odiosa contro le attività non-profit, cioè le attività destinate ad aiutare i più poveri, i più bisognosi, e, sì all’occasione, gli odiati migranti stracciati e bagnati, ripescati in mare (quei pochi sopravvissuti), il pio Di Maio ci ripensa, confessando così di esserne ‘complice’ perfettamente consapevole, e ‘si impegnaa toglierla (con la solita frase falsa: ‘norma sbagliata’, da chi? dallamanina’?). A toglierla sì, ma … come si dice ‘a babbo morto’ (la coincidenza non è casuale): quella, se pure sarà, ma non l’altra ancora più infame e volgare, come la tassa sulle rimesse dei migranti, sfruttati così due volte: quando lavorano sottopagati e per lo più in nero (a vantaggio dei padroni italiani, novelli coltivatori di cotone) e quando mandano alle famiglie in patria (anche loro hanno una patria, Onorevole Salvini e Onorevole Di Maio) i soldi guadagnati e risparmiati dalle angherie di chi gli fornisce alloggi infernali a prezzi da albergo di lusso. Poi costoro, Salvini in testa con la maglia del Milan sotto la giacca da poliziotto e il rosario regolamentare al collo, e poi Di Maio con la statuetta della Madonna dell’Arco, e poi naturalmente Conte con Padre Pio e Dibba reduce dalla campagna del Guatemala ad insegnare ai contadini poveri a restare poveri e la signora Grillo col suo panettone sotto il braccio, eccetera. È la concentrazione dell’odio e della cattiveria: per fare male perché il ricavato alla fine è miserrimo.

Sarebbe bello che qualche prete vero, gli impedisca di entrare in Chiesa in queste feste, ma i dorotei nelle Chiese ci bivaccavano e nessun prete mai vi si oppose.

Poi, ad evitare equivoci e, hai visto mai, sgradita pubblicità, si sbarra la via allo streaming della discussione in Commissione, dove potrebbero essere poste domande imbarazzanti (anche se in poche ore, figuriamoci).
Insomma: O-ne-stà, o-ne-stà, o-ne-stà, e naturalmente ‘prima gli italiani’, pensionati esclusi.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.