giovedì, Dicembre 12

La Grosse Koalition tedesca: locomotiva dell’Europa? I possibili effetti del quarto Governo Merkel sull’UE, intervista all’Ambasciatore Gianfranco Verderame

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Proprio ieri 14 Marzo, la cancelliera tedesca Angela Merkel è stata eletta per la quarta volta alla guida del Governo, dal Parlamento federale tedesco. Un’elezione scontata e resa possibile all’accordo con i socialisti della SPD (Sozialdemokratische Partei Deutschlands). In un voto a scrutinio segreto, 364 membri del Bundestag su 709 hanno votato a favore dell’elezione di Merkel, che ha ottenuto 9 voti in più della maggioranza assoluta ma 35 in meno di quelli che la sua maggioranza avrebbe dovuto garantirle. Con il terzo esecutivo di Grosse Koalition tedesca, l’Europa può tirare un sospiro di sollievo. Oggi, infatti, la Germania ha un ruolo centrare negli equilibri europei.

La sezione dell’accordo di Governo, tra social-democratici e cristiano-democratici, relativa all’Europa, inizia affermando che «la Germania ha nei confronti dell’Europa un’infinita gratitudine» e prosegue toccando diversi temi quali il rafforzamento della competitività, la riproposizione del valore dell’economia sociale di mercato, la necessità di dare nuovo impulso alla ricerca strategica ed alla capacità di innovazione, la riaffermazione dell’importanza di una forte politica di coesione. Ce ne parla l’Ambasciatore Gianfranco Verderame, autore della lettera diplomaticaLa Germania verso il quarto Governo Merkel: un’aria nuova per l’Unione Europea?

L’accordo di Governo potrebbe portare a una svolta nella politica tedesca in termini strutturali? Quale? 

Dal punto di vista politico e cioè della maggioranza di Governo, la situazione non cambia. Fin ora in Germania esisteva un Governo di coalizione socialdemocratici e democristiani della Signora Merkel e della CSU bavarese, e questa coalizione si ripete. Quello che cambia è che nelle condizioni attuali e dopo i risultati del 24 settembre, i socialdemocratici hanno acquistato un potere negoziale maggiore. Subito dopo le elezioni del 24 settembre in Germania si era pensato all’ipotesi di una coalizione con i cristiano-democratici, i liberali e i verdi. Coalizione che sarebbe stata possibile dai numeri elettorali, ma che non è andata in porto per una serie di divergenze anche profonde tra i tre partiti. Non c’era altra alternativa ,se si voleva evitare il ricorso alle urne, che ripetere un’esperienza di Grande Coalizione. Ma in questo caso evidentemente i socialdemocratici avevano una carta negoziale in più perché erano indispensabili per la formazione del nuovo Governo e per evitare un ricorso anticipato alle urne che sarebbe stato disastroso per tutti i partiti politici in Germania, tranne che per la destra e i movimenti xenofobi e razzisti. Non cambia nulla dal punto di vista della coalizione di Governo, cambia molto per quanto riguarda i possibili equilibri all’interno della coalizione.

L’economia nazionale quali benefici ne avrà?

In Europa noi spesso accusiamo la Germania di aver imposto ai suoi partner europei l’austerità, ma in realtà l’austerità la Germania l’ha imposta soprattutto a se stessa. Sono anni che la Germania cresce meno di quanto potrebbe, non utilizza a fini di crescita il grande avanzo di bilancio commerciale che ha nei suoi rapporti con il resto del mondo e sfoggia all’interno una politica estremamente conservatrice dal punto di vista economico. L’avvento al Governo in una posizione di teorica maggiore forza dei socialdemocratici, potrebbe cambiare questo quadro e spingere il Governo ad adottare misure di sviluppo nella crescita degli investimenti e anche misure a favore della classe lavoratrice. La Germania è il Paese dei ‘lavori poco pagati’. Uno dei successi che i socialdemocratici hanno ottenuto nel corso del negoziato con i cristiano-democratici e stato quello di prevedere un fondo di 43 miliardi di euro che dovrebbe servire a promuovere lo sviluppo e a prendere misure di carattere sociale.

Quali sono gli obiettivi principali dei socialdemocratici per il nuovo Governo?

Riequilibrare una situazione che, come si poteva leggere anche dai risultati elettorali, era molto squilibrata a vantaggio delle classi meno abbienti. Ancora oggi la forza economica dei Länder orientali è inferiore di circa 1/3 rispetto a quelli occidentali. A Berlino la disoccupazione nei quartieri orientali è doppia rispetto a quella dei quartieri occidentali. Questo spiega anche la ragione per la quale i movimenti di destra e i movimenti contestatori di questo equilibrio economico hanno avuto un grosso successo elettorale.

Il nuovo ministro delle finanze, Olaf Scholz, ha promesso che la Grosse Koalition reggerà per l’intera durata della legislatura e porterà vantaggi concreti a tutti i cittadini, sia in Germania che nel resto dell’Europa. Su quali basi si fondano queste promesse? Di quali vantaggi concreti stiamo parlando?

Per quanto riguarda la durata della Grande Coalizione, io non mi stupirei che durasse per tutta la legislatura. Questa è una caratteristica del sistema politico tedesco che ha dei governi stabili che durano per tutto l’arco della legislatura. Promettere stabilità alla Grande Coalizione mi sembra essere del tutto incline con la tradizione politica di stabilità tedesca. I socialdemocratici in concreto promettono una maggior attenzione ai problemi sociali, una maggior attenzione alle esigenze di sviluppo equilibrato in tutto il territorio nazionale e una politica fiscale più indirizzata verso lo sviluppo. Questo per quanto riguarda l’economia tedesca che, se tutto questo accade, potrà ripartire con maggiore forza. È  evidente che se riparte con maggiore forza l’economia tedesca all’interno , se ne avvantaggia anche l’economia europea nel suo complesso, soprattutto per quanto riguarda i Paesi che hanno rapporti commerciali molto intensi con la Germania. La Germania deve ricominciare a fare da locomotiva dell’Europa, speriamo che questa sia l’occasione che i buoni propositi espressi sia dai socialdemocratici che dalla Signora Merkel si realizzino e la Germania ricominci a tirare a vantaggio di tutti.

Che influenza potrebbe avere il nuovo Governo in ambito europeo?

Già oggi la Germania è centrale negli equilibri europei, senza di essa non si possono ipotizzare sviluppi positivi sul cammino dell’integrazione europea. È evidente che se la Germania prende una strada di maggiore sensibilità ai problemi sociali e ai problemi dello sviluppo, se ne potrà avvantaggiare tutta la zona euro che questi problemi li sente fortemente e tutta l’Europa potrà avere un nuovo impulso per andare avanti. Io temo che l’Europa sia arrivata ad un bivio estremamente pericoloso. Il frazionamento interno dei Paesi che fanno parte dell’Unione Europea è fortissimo: abbiamo da una parte i Paesi che si oppongono a qualunque avanzamento, anche all’interno dei più vecchi Paesi membri come l’Olanda cominciano a venire fuori delle posizioni molto conservatrici e non favorevoli allo sviluppo dell’integrazione europea. C’è bisogno di qualcuno che prenda l’iniziativa e metta tutti gli altri partner di fronte a scelte concrete per quanto riguarda il futuro dell’Europa. In passato questo è stato in gran parte il compito della Germania e della Francia, speriamo che questo si possa ripetere.

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