martedì, Ottobre 27

La Germania, la Thailandia e quel certo imbarazzo diplomatico Il Ministro degli Esteri tedesco rimprovera il Sovrano thailandese perché governa il suo Paese ma stando in Germania

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L’imbarazzo nel quale la Germania si è ritrovata nelle relazioni con il Sovrano thailandese Maha Vajiralongkorn ha già un certo trascorso alle spalle, infatti fonti governative avevano già manifestato di non gradire troppo il novero di persone e concubine che l’entourage della Corona thailandese aveva con sé in territorio germanico, soprattutto nel momento in cui la crisi del Coronavirus ha raggiunto il suo apice nella sua diffusione un po’ dappertutto nel Mondo. In quel preciso momento il Sovrano thailandese ha voluto soggiornare in Germania piuttosto che restare in Thailandia. La Germania è la Nazione dove il Sovrano thailandese si è formato, ha studiato e dove ha vissuto intensamente usi e costumi locali.

In queste ultimi giorni, la situazione s’è nuovamente incrinata, chiarendo i malumori delle Autorità tedesche verso le decisioni intraprese dal Re Maha Vajiralongkorn. Infatti, il Ministro degli Esteri tedesco ha affermato chiaramente che il Re thailandese non dovrebbe impegnarsi in politica dall’interno del Paese, dove trascorre la maggior parte del suo tempo. Il ministro degli Esteri Heiko Maas ha fatto i commenti al Bundestag tedesco il 7 ottobre scorso, rispondendo a una precisa domanda postagli da un parlamentare dei Verdi sulle crescenti richieste di riforme democratiche in Thailandia. Si deve considerare che nel Regno del Siam, da settimane, i giovani ed i giovanissimi studenti thailandesi sono scesi più volte in strada e nelle piazze per chiedere una revisione della Carta Costituzionale ed un voto democratico che introduca maggiore libertà democratica nel Parlamento nazionale, oggi troppo disequilibrato a favore della componente militare.

«Abbiamo messo in chiaro che la politica riguardante la Thailandia non dovrebbe essere condotta dal suolo tedesco», ha detto Maas al Bundestag. «Se ci sono ospiti nel nostro paese che conducono i loro affari statali dal nostro suolo, vorremmo sempre agire per contrastarlo». Chiara l’allusione alle attività intraprese dal Sovrano thailandese in territorio germanico.

Il Re Vajiralongkorn trascorre la maggior parte del suo tempo in un ritiro nelle Alpi bavaresi e torna in Thailandia solo per brevi visite. Poco dopo essere salito al trono, ha chiesto che la nuova Costituzione thailandese fosse appunto scritta in modo da consentirgli di trascorrere del tempo fuori dalla Thailandia senza nominare un reggente in sua assenza, permettendogli così di regnare dall’estero.

Il rimprovero tedesco -ormai ufficiale- arriva mentre la Monarchia thailandese subisce richieste progressivamente pressanti in direzione di una riforma storica e senza precedenti da parte di un crescente movimento di protesta che è culminato in una serie di manifestazioni pubbliche nella capitale Bangkok.Tra altre cose, i giovani manifestanti hanno chiesto le dimissioni del Primo Ministro in carica, l’ex generale Prayut Chan-o-cha, che ha guidato l’ultimo colpo di stato del Paese, avvenuto nel 2014. Un colpo di stato che ha estromesso dal potere, legittimato dal voto, la ex Premier Yingluck Shinawatra. Gli studenti hanno anche fatto accendere le luci degli interessi pubblici proprio su un tema ritenuto un vero e proprio tabù, ovvero la riforma monarchica, dove si chiede che il potere dell’istituzione sia subordinato a una rinnovata costituzione, meno squilibrata a favore dell’Esercito e dei suoi vertici e più genuinamente democratica. Fino ad oggi, qualsiasi discussione sulla Monarchia e sul ruolo o sulle competenze è stata a lungo raffreddata dalla dura legge thailandese sulla lesa maestà, una norma che penalizza qualsiasi tipo di critica verso la Corona, con pene detentive che possono arrivare fino a 15 anni.

Durante il dibattito parlamentare tedesco, il parlamentare dei Verdi Frithjof Schmidt ha chiesto se l’Unione Europea possa mai considerare la sospensione dei colloqui di libero scambio con la Thailandia a causa dei costanti sforzi del regime per minare la democrazia. Maas ha risposto che mentre l’UE preferisce il dialogo rispetto alle misure punitive, la Germania -invece- potrebbe non escluderebbe la sospensione dei colloqui commerciali «se il regime thailandese continua a decidere finora in questo periodo qui dal nostro territorio».L’UE, in verità, ha interrotto i colloqui commerciali con la Thailandia dopo il colpo di stato militare condotto nel maggio del 2014 ma poi ha ripreso i negoziati dopo le elezioni generali che hanno visto Prayut Chan-ocha mettere insieme un governo con un aspetto civile ma -in realtà- mediato dai militari, i quali hanno anche introdotto una riforma costituzionale a loro favorevole, poi sanzionato da un referendum popolare.Il commento pubblico tedesco arriva mentre i gruppi di opposizione thailandesi si preparano per una grande manifestazione che si svolgerà nella capitale Bangkok il 14 ottobre. Gli organizzatori si aspettano che la protesta, che avrà luogo nel 47° anniversario della rivolta studentesca del 1973 culminata con la caduta dei militari. governo guidato dal feldmaresciallo Thanom Kittikachorn, sarà -nelle intenzioni degli organizzatori e secondo gli esperti di cose locali- la più grande alla quale si è assistito finora.Arnon Nampa, avvocato per i diritti umani e figura di spicco della campagna di protesta, ha detto in una conferenza stampa l’8 ottobre scorso che le manifestazioni continueranno a pressare per le dimissioni del governo e la riforma della Monarchia. «Le persone che vogliono uno o tutti questi cambiamenti dovrebbero unirsi al movimento», ha detto lo stesso Arnon. «Per questo stiamo cercando di aumentare la pressione sul Governo».La protesta dovrebbe vedere la presenza contemporanea di più di 30 gruppi pro-democrazia di tutto il Paese e gli organizzatori si aspettano che parteciperanno fino a 100.000 persone, circa il doppio dei partecipanti rispetto a una manifestazione tenutasi il mese scorso.

Tutto questo fa seguito ai commenti del nuovo capo del Royal Thai Army, che ha avvertito gli studenti in protesta circa il fatto che stanno spingendo troppo oltre le loro richieste. Il comandante dell’Esercito, Generale Narongphan Jitkaewtae, che ha raggiunto la sua posizione il 1° ottobre scorso, ha avvertito gli studenti in protesta di non creare condizioni che possano arrecare gravi conflitti. «L’uso della libertà non deve violare i diritti degli altri. Bisogna anche assumersi la responsabilità delle proprie azioni nel caso in cui si infranga la legge», ha detto.Quando poi gli è stato chiesto se possa già oggi impegnarsi ufficialmente a non approfittarne per condurre un ulteriore colpo di stato, come tanti dei suoi predecessori nel corso dei decenni, Narongphan ha risposto: «A ogni capo dell’Esercito è stata posta questa domanda. Ed ognuno, invariabilmente, ha risposto che le possibilità sono praticamente zero. Auspico che nessuno causi un conflitto che porti a violenze e disordini».

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