domenica, Agosto 9

La generazione delle ragazze hijabster, indossano il velo e sono imprenditrici tecnologiche Malaysia-Indonesia: che cosa affermano le ragazze facenti parte del campione statistico oggetto di una importante ricerca sociologica

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Giungono segnali di modernismo frammisti a propensioni verso la più profonda tradizione da parte delle sponde generazionali femminili e giovanili del Sud Est Asia. Le ragazze di quella parte del Mondo appaiono giovaniliste, dinamiche ed altrettanto misticamente devote. Pensano alla carriera, come le loro coetanee in tutto il Mondo, soprattutto quello a sviluppo avanzato, in specie se si confrontano le fasce generazionalmente più giovani nel mondo femminile contemporaneo rispetto a quello di qualche decennio fa ma tutte le ragazze di quel mondo oggi poco esplorato e poco narrato confermano –allo stesso tempo- di essere dichiaratamente islamiche.

Lo si constata dall’uso sempre più crescente dell’hijiab, il velo posto sul capo, tra le ragazze più impegnate professionalmente così come tra le studentesse, il che è quello che traspare da un recente studio condotto su questa materia da parte del J. Walter Thompson’s Innovation Group.

Nel suo più recente report intitolato Le nuove musulmane: Focus sul Sud Est Asia, si può verificare che più della metà, il 58 per cento, delle donne della Malaysia tra i 18 ed i 39 anni affermano che la carriera è importante, con l’80 per cento che pone accento sull’importanza dell’istruzione che vien collocata al primo posto mentre circa un terzo del campione intervistato ha affermato di viaggiare all’estero almeno una volta all’anno.

Nell’ambito della ricerca, un campione di 1.000 donne è stato sottoposto a intervista statistica tra Malaysia e Indonesia nel mese di agosto per Il Report sulle Nuove MusulmaneLa religione viene posta tra le componenti assolutamente principali delle proprie vite, con un 95 per cento di intervistate che affermano l’Islam come aspetto essenziale e che l’halal sia una priorità assoluta quando sono in movimento o in viaggio al momento di fare acquisti nel settore dei cibi (98 per cento) e circa i prodotti per la cura personale (71 per cento) come shampoo ed abbigliamento.

Tutto ciò si propone come un insieme di grandi opportunità non solo nel settore del business ma anche per le giovani donne che stanno conducendo una vera e propria esplosione dell’halal fashion, nei canoni di bellezza, nella tecnologia e nell’alimentazione. Poiché si stima che la popolazione musulmana nel Mondo sia di circa due miliardi di persone ed il 40 per cento -cioè circa 240 milioni di abitanti- risiede nel solo Sud Est Asia, il mercato musulmano si stima che oggi valga 5.7 trilioni di RM malesi, cioé circa 1.82 trilioni di Dollari USA nel 2015 e già si stima che possa crescere fino a 9.3 trilioni di RM malesi entro il 2021.

Un altro esempio è quello dell’espansione dell’imprenditoria giovanile femminile musulmana. Come accade con l’attrice Noor Neelofa Mohd Noor, appena 28 anni, la quale sta guidando la corsa col suo Marchio Naelofar Hijiab. Un’altra imprenditrice diventata recentemente molto famosa è Vivy Yusof, 29 anni e co-fondatrice della linea di abbigliamento popolare Fashion Valet. Entrambe sono state recentemente citate nella rivista Forbes 2017 nella sezione ‘Asia sotto i 30 anni’ circa la categoria merceologica dell’abbigliamento e dell’e-commerce.

«Le giovani ragazze musulmane mostrano oggi un nuovo set di aspirazioni e di comportamenti che rappresentano allo stesso tempo una sfida ed un’opportunità per i grandi Marchi» ha affermato il direttore di The Innovation Group Apac, Chen May Yee. «Da un punto di vista più generale –ha aggiunto- le ragazze musulmane sono più cosmopolite in quanto consumatrici rispetto alle generazioni più anziane e sono anche musulmane più osservanti». Lo si può osservare nel mondo della moda e dell’intrattenimento dove i musulmani malesi stanno rivisitando un po’ tutta la scena musicale globale. Tra di essi vi è Yuma che sta creando una sua propria via negli Stati Uniti; Shila Amzah che sta sempre più emergendo nella scena dell’Asia Orientale e la dolce indie Takahara Suiko che sta diventando sempre più famosa attraverso la sua band elettro-pop Venopian Solitude.

Alcuni hanno battezzato queste ragazze ‘hijabster’, le hipster che indossano l’hijab. Il report Le Nuove Musulmane mostra anche che circa l’intero campione, il 94 per cento, sente che vi sono più opportunità per le donne, sebbene alcune segnalino anche la necessità di dar maggior voce alle donne nelle proprie comunità e nei rispettivi governi (il 93 per cento). Ciò di cui un po’ tutte non si lamentano è il livello di accesso alle nuove tecnologie: quattro su cinque tra le intervistate nella ricerca dichiarano di stare almeno quattro ore online ogni giorno.

La studentessa dell’ultimo anno della Università Kebangsaan Malaysia Zakirah Zainan, oggi tutta impegnata nella creazione della sua linea di abbigliamento venduta online @Zakeyra, afferma che la tecnologia, soprattutto i social media, sono per lei un fattore assolutamente importante per il suo business. «Ho cominciato a ricevere ordini da Singapore», ha affermato la imprenditrice 22enne. «Sento anche che vi è un grande raggio di opportunità e sostegno da parte della società per le giovani musulmane che si avventurano nel business e che avviano le loro proprie società individuali».

La signora Dina Zaman, direttrice esecutiva di Iman Research a Kuala Lumpur, un importante gruppo di studi e di analisi statistiche e sociologiche che analizza la società e la religione, ha affermato circa questo trend culturale: «Così come le nostre giovani ragazze diventano sempre più istruite e incoraggiate, così esse troveranno sempre più opportunità o saranno sempre più parte di una più complessiva crescita demografica e professionale». Allo stesso tempo, però, la studiosa di società e sociologia ha affermato che -mentre tutto ciò è certamente materia che spinge a sorridere favorevolmente- «Dobbiamo anche tenere a mente che mentre vi è un sempre più vasto numero di ragazze che diventano parte di questo gruppo in crescita, vi sono anche molte giovani musulmane che sono lasciate indietro dal punto di vista economico e politico».

In buona sintesi, il messaggio che giunge da questi studi sociologici condotti sulle fasce giovanili del Sud Est Asia: la gioventù femminile musulmana del Sud Est asiatico è più magmatica, variopinta, in crescita e propensa al futuro di quanto si potrebbe ritenere nei media occidentali. Bisognerà imparare a tenerne conto.

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