sabato, Dicembre 7

La furia di Salvini è solo la sconfitta del capataz Quella del Ministro è la rabbia impotente di chi vuole comandare oltre le regole e, per una volta non ci riesce, perché un magistrato ha fatto il suo dovere

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Ammettiamo per un momento, solo un piccolo momento, che quei quaranta disgraziati a bordo della Sea Watch fossero ‘immigrati’ clandestini. e ragioniamo secondo logica e, scusatemi tanto, diritto.

Intanto non sarebbero ‘immigrati’ ma ‘immigranti’, almeno prima che mettano piede sul suolo italiano, ma sorvoliamo non si può pretendere da un paio di burocrati l’uso corretto della lingua italiana, e, quanto a questo, anche da molti giornalisti italiani.

Il burocrate di turno (sarà un caso, ma non è quasi mai più la Guardia Costiera ma la Guardia di Finanza, credo che non sia un caso) ‘fermala nave edenunciail fatto al giudice. E sì, perché con la attuale Costituzione Matteo Salvini non può arrestare neanche se stesso, al massimo può denunciare alla Magistratura se stesso, e non farebbe male!

Il Magistrato che fa? Deve accertare se c’è o meno il reato, anzi, deve accertare sia se c’è il reato di immigrazione clandestina, sia se avere accusato il comandante e l’equipaggio della nave di complicità con gli scafisti ecc. costituisce il reato di calunnia. Anzi, già che ci siamo, leggiamolo l’art. 368 del codice penale italiano: «Chiunque, con denuncia, querela, richiesta o istanza, anche se anonima o sotto falso nome, diretta all’Autorità giudiziaria o ad un’altra Autorità che a quella abbia obbligo di riferirne o alla Corte penale internazionale, incolpa di un reato taluno che egli sa innocente, ovvero simula a carico di lui le tracce di un reato, è punito con la reclusione da due a sei anni. … », ma su ciò il giudice potrà decidere solo dopo avere risolto il primo caso.

Per accertare se c’è quel reato, il Magistrato deve interrogare il Comandante della nave, l’equipaggio, i passeggeri, assumere le prove ecc., e non può farlo per telefono: deve vedere e parlare con le persone e, come ha fatto con la Mare Jonio, sequestrare la nave a scopo probatorio. Ma ciò presuppone che la nave sia in un porto, che l’equipaggio sia reperibile e i passeggeri anche. Finché la nave resta lì in mezzo al mare il Magistrato questo non può farlo.

Non solo, perché, il Magistrato deve anche accertare se veramente hanno fatto ciò di cui sono accusati e, posto che lo accerti, li arresta e li fa condannare e buttare via la chiave … ma sempre ‘deve metterci le mani sopra’, no?

Per di più, il Magistrato sa benissimo che, per parlare di immigrazione clandestina non solo occorre la clandestinità, e di quelle persone tutto si può dire fuor che siano clandestine, ma occorre anche valutare se siano immigranti (o meglio, aspiranti immigranti perché non sono ancora sul suolo italiano, salvo che per gli accertamenti della Magistratura) o invece sianorifugiati’, quelli di cui parla la Convenzione di Ginevra del 1951 (da noi sottoscritta e ratificata) e la direttiva UE, di cui alla recente sentenza che ho appena commentato. Perché se sono rifugiati non sono migranti, non sono clandestini, e chi li ha portati qui non ha favorito l’immigrazione clandestina, ma ha applicato non solo la Convenzione di Ginevra, ma anche le norme in materia di diritto del mare, che obbligano al salvataggio di naufraghi.

E quindi, di nuovo, il Magistrato deve ‘avere sotto mano tutta quella gente’ per così dire se no che indagine fa, come accerta i reati?

Per di più, se quelli sono rifugiati, c’è un obbligo esplicito di diritto internazionale e di diritto costituzionale italiano di accoglierli, sia allo scopo di assisterli e proteggerli (notate bene: proteggerli!), sia allo scopo di concedergli l’asilo al quale hanno diritto se ne ricorrano le condizioni. Posto, però, che l’asilo non gli competa, resta il fatto che comunque quelle persone non possono essere rimandate da dove vengono se là da dove vengono rischiano di essere perseguiti per motivi politici.

Tutto ciò presuppone che il Magistrato abbia a disposizione le persone, la nave, il diario di bordo, ecc.

Il problema ora nasce se a quella nave non si concede l’accesso al porto, perché in questo caso si impedisce al Magistrato di valutare sia se c’è il reato di immigrazione clandestina, sia se c’è il reato di calunnia.
Impedire ad un Magistrato di svolgere il suo lavoro è un reato perseguibile a norma di codice penale italiano.

Ma non basta. Perché, lo stesso Magistrato, in attesa di potere vedere le persone, la nave ecc., si deve domandare se mantenere la situazione immutata, impedire alla nave di attraccare, impedire alla gente di scendere a terra, impedire di assistere quelle persone con i generi necessari ivi compreso un letto vero, non integri, tra l’altro, il reato di crimine contro l’umanità di cui allo Statuto della Corte Penale internazionale, a sua volta, non per caso, richiamata esplicitamente nell’articolo 368 del codice penale.

In questo caso, le autorità responsabili di questa situazione, ivi compresi gli ufficiali della Guardia di Finanza che impediscono alla nave di attraccare, sono individualmente e direttamente responsabili dei reati di cui ho parlato, grazie alla norma dello Statuto della Corte Penale internazionale, che esplicitamente stabilisce che nessuno può essere esentato dal reato per il solo fatto di avere eseguito ordini, se gli ordini erano illegittimi. Del che, come ovvio, il Magistrato è perfettamente al corrente, e allora, mi si consenta un suggerimento magari un po’ ironico: perché non cominciare da lì?

Ho scritto queste righe poche ore prima che scoppiasse il caos di cui parlano i giornali. In realtà, è accaduto esattamente ciò che avevo detto (non previsto, era nella norma): un Magistrato ha voluto guardare che accadeva, ha fatto il suo dovere e per farlo ha dovuto farli sbarcare.
La furia di Salvini è solo la sconfitta del capataz, la rabbia impotente di chi vuole comandare oltre le regole e, per una volta non ci riesce.

Per una volta. Ma rivelando quanto poco alla fine possa … lui. Ma lo ripeto ancora: il pericolo non è lui. I due, comunque, hanno recitato in contemporanea l’uno da Fabio Fazio, viscido e ‘leccoso’, l’altro da Massimo Giletti a dire, rosso in viso a Firenze (mai al Ministero eh!), che nessuno sarebbe sceso. Mentre tutto ciò accadeva, mi scuso non sto elogiando me stesso, il Magistrato serio di Agrigento, faceva la cosa ovvia: sequestrava la nave per provare il reato denunciato da Salvini e faceva scendere i ‘migranti’ per poterli interrogare.

Pare che il Ministro ora denuncerà il Magistrato. Evviva.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.