sabato, Dicembre 7

La famiglia Rajapaksa torna alla guida dello Sri Lanka Gotabaya Rajapaksa capo della difesa, eletto presidente nei timori crescenti delle minoranze

0

Il responsabile della Difesa e delle operazioni militari dello Sri Lanka, Gotabaya Rajapaksa, componente della più famosa dinastia politica cingalese, è stato eletto Presidente, aspetto che oggi crea non poche preoccupazioni tra tutti gli operatori nel campo dei Diritti Umani e tra coloro che guardano con particolare attenzione all’armonia religiosa del Paese.

Gotabaya Rajapaksa, candidato per il fronte politico SLPP, Sinhalese-Buddhist Nationalist Party (Partito Nazionalista Socialista Buddhista), ha proclamato la sua vittoria alquanto vistosamente acclarata nelle elezioni che si son tenute lo scorso sabato 16 novembre e che si sono tenute nel bel mezzo di una complicatissima e tesissima situazione politica, caratterizzata da forte instabilità e violenza e che per gli osservatori di cose locali rappresenta uno degli ultimi tasselli del processo politico seguito alla fine della guerra civile conclusasi dieci anni fa.

La vittoria elettorale è stata proclamata dai sostenitori di Gotabaya Rajapaksa ancor più dello scrutinio effettuato sulla metà dei voti. Il candidato del partito al Governo, l’UNP, Sajith Premadasa, ha molto velocemente accettato la sconfitta e si è congratulato con l’avversario vincente. Secondo il conteggio finale della Commissione Eelettorale, Rajapaksa ha raggiunto il 52.25% dei voti e Premadasa ha raggiunto il 41.99. Dalla giornata di ieri, Rajapaksa è entrato in pieno possesso del suo ruolo e dei suoi uffici. “Sono grato per l’opportunità di ricoprire il ruolo di Presidente, non solo nei confronti di chi mi ha votato ma da oggi in qualità di Presidente di tutti gli abitanti dello Sri Lanka”, ha scritto il neo Presidente in un suo tweet molto conciliante con la parte avversa del Paese. «La fiducia che mi avete accordata mi commuove profondamente ed essere il vostro Presidente è il più grande onore della mia vita».

Nell’analisi dei flussi del voto, si è evidenziato che, secondo linee di tipo etnico, la maggioranza buddhista sinhala ha fortemente sostenuto il candidato Rajapaksa mentre le minoranze musulmana e tamil ha sostenuto il candidato Premadasa.

L’elezione di Rajapaksa potrebbe rivelarsi un momento storicamente importante per lo Sri Lanka. In riferimento al nomignolo col quale è stato bollato, “Terminator”, Rajapaksa è ben noto per le sue idee ultra nazionaliste e per l’estremo autoritarismo che guida le sue idee ed i suoi atteggiamenti, oltre al suo operato in contrasto delle accuse che gli sono state denunciate contro per corruzione e tortura.

«E’ la realizzazione del nostro peggior incubo”, ha affermato Hilmy Ahmed, il vice-Presidente del Lanka Muslim Council. «Lo Sri Lanka è oggi totalmente polarizzato da questo risultato elettorale e proprio grazie al voto espresso, oggi noi possiamo chiaramente vedere una profonda divisione tra la maggioranza del buddhista sinhala e le minoranze del Paese. E’ una dura sfida ora tenere il Paese unito».

Le elezioni giungono sette mesi dopo i sanguinosi attacchi della scorsa Pasqua, durante i quali estremisti di estrazione islamica hanno colpito con bombe hotel e chiese, uccidendo più di 250 persone.

Rajapaksa, un ex colonnello dell’Esercito cingalese e che ha svolto compiti di Segretario alla Difesa quando suo fratello Mahinda Rajapaksa era Presidente negli anni dal 2005 al 2010, ha giocato molto sulle paure diffusesi nel Paese dopo quei drammatici e violentissimi attacchi terroristici, ponendo la questione in cima alla propria agenda politica ed elettorale.

Egli stesso e Mahinda Rajapaksa sono storicamente accreditati della altrettanto sanguinosa guerra durata ben 26 anni condotta contro le cosiddette Tigri Tamil che ha assunto i connotati di vera e propria guerra civile e che ha arrecato ben 100.000 morti allo Sri Lanka ma il loro legame di successo in ambito militare è tarlato da uno sprezzante giudizio nei confronti dell’aperto mancato rispetto dei Diritti Umani, gli infiniti abusi ed il clima di oppressione che in quell’arco di tempo si è respirato duramente nel Paese.

Essendo il capo di fatto dell’apparato militare scatenato nel corso della guerra civile tra la maggioranza buddhista sinhala e la minoranza tamil soprattutto nella sua componente separatista, Gotabaya Rajapaksa è stato accusato di aver creato delle vere e proprie squadre della morte paramilitari che hanno abbattuto letteralmente i separatisti tamil e chiuso qualsiasi tipo di critica che potesse giungere contro i metodi adottati dall’allora Governo e contro quel Governo inteso nella sua interezza. Ha già dichiarato che intende revocare l’impegno dello Sri Lanka a favore di un’agenda delle Nazioni Unite sui diritti umani per la riconciliazione e sulla responsabilità delle atrocità commesse nella guerra civile, definendolo illegale. Basil Rajapaksa, un altro dei fratelli Rajapaksa, de facto il principale stratega della campagna elettorale, ha promesso che la presidenza di Gotabaya sarà focalizzata sul distanziarsi dall’oppressione che si è respirata nel periodo di Mahinda e che intende «rispettare la libertà dei media e le organizzazioni civili». Durante il periodo della guida di Mahinda Rajapaksa, tutto il dissenso è stato letteralmente schiacciato, giornalisti e attivisti sono stati regolarmente attaccati. Anche la Polizia e la Magistratura erano sotto stretto controllo della famiglia Rajapaksa.

Le minoranze dello Sri Lanka erano già da tempo allarmate per l’agenda dell’ala politica nazionalista Sinhala-Buddista che ha sostenuto la campagna di Rajapaksa e l’aveva già considerata come una sua diretta promanazione. «Non ci sarà speranza» affermavano i musulmani circa il rischio che Rajapaksa potesse vincere nelle elezioni dello Sri Lanka. La comunità musulmana in particolare, dopo aver affrontato violenze e boicottaggi dopo gli attacchi della drammatica domenica di Pasqua, aveva espresso preoccupazione per la prospettiva dell’elezione di Rajapaksa. Evidentemente questi ha avuto il sostegno dei gruppi nazionalisti buddisti responsabili dell’alimentare il sentimento anti-musulmano e la violenza negli ultimi anni.

Le elezioni hanno visto un’affluenza superiore all’80%, una delle più elevate nella storia recente dello Sri Lanka. Si è trattato di elezioni relativamente pacifiche ma non sono mancati momenti di forte tensione o atti violenza, come accaduto in una zona del Nord Est del Paese, quando un autobus di elettori di estrazione musulmana è stato fatto getto di colpi sparati all’improvviso da un posto di blocco non autorizzato che avevano incontrato lungo la propria strada. Per fortuna non ci sono state vittime.

La campagna elettorale ha confermato che intendeva proprio mettere Mahinda maggiormente in luce per il ruolo di Primo Ministro nelle elezioni generali del prossimo anno, aprendo così la strada per la famiglia nel prendere una doppia morsa sul potere.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore