domenica, Agosto 25

La democrazia è salda e Salvini scricchiolerà presto La conferenza stampa balneare di ieri del Ministro dell’Interno dovrebbe avere reso edotti gli italiani della qualità dell’eroe: uomo di enorme modestia ma capace di rendere chiaro il suo messaggio fatto di niente, di pensieri ripetitivi, ossessioni che si trasformeranno in vere e proprie paranoie, sorgenti di violenza collettiva

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Il vero carattere di una persona si vede quando essa è sotto stress. Saltate difese e convenzioni uno diventa quello che è sempre stato, getta la maschera e vomita sul mondo tutta la propria desolazione interiore, investendo vicini e lontani. 

La conferenza stampa balneare di ieri del Ministro dell’Interno dovrebbe avere reso edotti gli italiani della qualità dell’eroe, ma non cambierà nulla. Evidentemente c’è omogeneità di finalismi, vogliono la stessa cosa, punire il Paese.  

 

Mi sono sempre sentito in debito di gratitudine con i professori italiani, dodici su oltre mille, che una novantina di anni fa rifiutarono di giurare fedeltà alpartito fascista’, rimettendoci il posto di lavoro.
Adulti fino al midollo, merce rara.
Poi è arrivato il berlusconismo e si è replicato il copione, con tantissimi cosiddetti intellettuali che si attorcigliavano in distinguo sempre più sottili, nutrendosi alla mangiatoia del mecenate, mentre facevano gli oppositori.
Alla fine, nella confusione conseguente, successe di tutto, e più il capo del governo ne combinava, più cresceva nei sondaggi.
Esattamente come accade oggi con il Caporale, oramai entrato nello spazio mistico dell’impunità. Se rapina una banca a volto scoperto, arrestano i bancari. Se picchia una vecchia al supermercato, incolpano la vittima. Se investe una scolaresca sulle strisce, i bambini vengono sospesi dalla scuola.    

In queste condizioni, l’unico modo per definire il campo è prendere posizione, così mi sono dato da fare per escludere dalle mie relazioni tutte le persone infettate dalla malattia. Scelta drastica, lo ammetto, ma ci sono solide ragioni. Sono un migrante, quindi doppiamente parte in causa. 

Sebbene milanese da 50 anni, nasco siciliano e non intendo disfarmi delle radici, dunque avverto sulla mia pelle il razzismo di Matteo Salvini, che è profondo, radicato, viscerale. Psichiatrico, direi.
Invito per l’ennesima volta e leggere la testimonianza del professore di liceo del predetto, che ricordava quanto salisse la febbre al futuro Segretario leghista, solo a nominare i terroni. Gli stessi allocchi a cui ora vuole chiedere i voti per cancellarli definitivamente dalla carta geografica.
Lo stile di vita è costante, non cambia, quindi un razzista rimane razzista, se ti sorride è perché vuole rubarti il portafoglio, dei voti, in questo caso. Li prenderà, il Meridione è come quelle donne che si innamorano sempre dell’uomo sbagliato

Non dimentico gli anni Ottanta/Novanta, le pesanti umiliazioni inflitte alla mia gente, soprattutto quando le vittime erano persone semplici, che subivano in silenzio e soffrivano, sentendosi estranei a casa loro, nella loro patria. Erano ignoranti e cattivi i leghisti di allora. Oggi il brand è Matteo Salvini, un razzista, che su tale questa premessa, declinata secondo l’umore dei tempi, costruisce una politica fondata su concetti paranoici e persecutori, scegliendosi di volta in volta il nemico più redditizio.  

Non mi esce dagli occhi la scena di un paio di anni fa. Visitava un campo nomadi e trattava in malo modo i bambini che gli andavano incontro, ora invoca rispetto per i minori, ma solo perché è stato toccato il figlio. Comodo. Avrei voluto esserci, in quel campo nomadi, lo confesso, sono nato in una baraccopoli, quelli che venivano a trattarci con la superbia dell’uomo bianco, non se la passavano bene. Ma lui, che è coraggioso, sarebbe venuto con un esercito di scorta.

All’inizio i neri eravamo noi terroni, oggi sono quelle povere creature che tratta come oggetti, asservendoli al proprio sogno di potenza. Un odiatore professionista, viscerale e invidioso, che esprime un pensiero banale, arcaico, prevedibile, insinuante ma soprattutto pericoloso, così anti-solidale da smentire tutta la storia dell’umanità, avvitatasi intorno ad atti cooperativi sempre più sofisticati. 

Matteo Salvini e quelli come lui, sono l’anticipazione del Big Crunch, il momento in cui l’universo smetterà di espandersi e imploderà su se stesso, perché le sue idee, che chissà da quale sito provengono, portano rovina, è solo questione di tempo. Non possiede un progetto, ma è bravissimo ad aprire voragini nelle certezze dei cittadini, coi quali si comporta esattamente come Jago con Otello, istilla in loro continui sospetti e lascia che essi stabiliscano nessi arbitrari, che partono da premesse sbagliate, quelle fornite da lui e suggeritori.

Un uomo di enorme modestia ma capace di rendere chiaro il suo messaggio fatto di niente, di pensieri ripetitivi, ossessioni che si trasformeranno in vere e proprie paranoie, sorgenti di violenza collettiva. Sta già accadendo. Il modo naturale, istintivo, violento ma soprattutto corale, in cui i suoi seguaci si sono buttati sul nesso ‘uccisione carabiniere-nordafricani’, una fake news vergognosa, esprime esattamente il tipo di lavoro che il Segretario della Lega e il suo ufficio manipolazione stanno effettuando sui circuiti profondi degli italiani più sprovveduti, che sono disattenti ma saturi di massa elettorale, quelli che in definitiva fanno la storia. 

Tutto qui, non c’è altro, oltre questo, il personaggio è come lo si vede, come quei bambini che si divertono se scoprono che dal rubinetto esce acqua. Godono del piacere della funzione, ma la pacchia, per usare un suo mantra, tornerà presto ai tavolini del bar, dove racconterà agli amici che tanto tempo prima aveva il Paese in pugno, e magari gareggerà con Matteo Renzi a chi la spara più grossa, continuando il lungo duello iniziato negli studi televisivi, quando facevano i concorrenti ai telequiz, già allora assetati di visibilità a tutti i costi.  

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