lunedì, Novembre 11

La democrazia ai tempi di Fico «l’opposizione fa il suo lavoro», dice la terza carica dello Stato, dimostrando il suo analfabetismo costituzionale e democratico

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Sembrerà strano, ma ciò che mi ha colpito di più nella vicenda, in gran parte semplicemente sconcia, della ‘approvazione’ della manovra è stata la frase di Roberto Fico (che, incredibilmente, echeggiava una frase simile, benché fortunatamente assai più breve, della onorevole Mara Carfagna) quando non solo ha detto che il messaggio apparso sul sito dei 5S in cui si accusava l’opposizione diterrorismo’ (letteralmente) che la cosa era stata fattafuori dall’aula’, cioè fuori della sua competenza (come dire ‘non è colpa mia’) … sì, ma del suo partito, sul sito dove solo pochi super autorizzati possono accedere e scrivere: uno scarico di responsabilità che più viscido, ma anche infantile, non si può! Proprio lui, accusato frontalmente da deputati, con nome e cognome, poche ore prima, a protestare per gli insulti di una deputata dei 5S rivolti al PD (‘difensori dei truffatori’) a dire balbettando cheforse non aveva sentito’, che avrebbeascoltato le registrazioni’, e infatti ora (vergogna doppia) ha chiesto le registrazioni per verificare! Il Presidente della Camera dei Deputati della Repubblica italiana, la terza carica dello Stato, si difende così da una accusa di così plateale parzialità?

Ma la cosa peggiore è stata la frase successiva, che neanche il più buio doroteo, che dico, che neanche Matteo Renzi avrebbe mai detto: «l’opposizione fa il suo lavoro». Certo, lo ha detto anche la signora Carfagna, è in ottima compagnia. Non mi domando se se ne renda conto, so che non è così è evidente, ma quella frase è un insulto grave, gravissimo, alla democrazia e quindi alla Costituzione, esattamente in quest’ordine. Alla democrazia, perché l’opposizione nonfa un lavoro’, esprime legittimamente, anzi, doverosamente le opinioni e la volontà di una parte del popolo; usiamolo questo termine finalmente nel suo significato vero, esatto, corretto -ora che abbiamo addirittura una Università del sovranismo in un monumento nazionale italiano, una cosa che fa rivoltare nella tomba anche Cavour, oltre i monaci di quell’ex-Convento-, il popolo è lo Stato; tutto il popolo, belli e brutti, maschi e femmine, poveri (sì, poveri) e ricchi, potenti e deboli. Tutti non vuol dire uno più uno più uno e così via: il popolo non è la somma aritmetica di chi ne fa parte, è di più molto di più. E chi governa, o afferma di dirigere una istituzione della democrazia (benché a lui invisa, come Casaleggio impone), dovrebbe saperlo che la ‘somma non fa il totale’, o andarsene a casa magari a studiare, visto che non lo sa.

L’opposizione, cioè, non ‘fa un lavoro’, ma rappresenta una parte del popolo (tra l’altro, a ben vedere, maggioritaria nei fatti) che fa parte del popolo, e, dunque, chi governa deve tenerne conto, deve legiferare anche per essa. Questo è ciò che distingue la democrazia dal populismo, ciò che dovrebbe, in altre parole, non solo impedire al sedicente premier di affermare gioioso di essere ‘populista’ (vada a prendersi una cattedra da Bannon!), ma vietare fermamente al Presidente della Camera (e anche alla sua scialba sostituta) di dire che l’opposizione fa il suo lavoro. L’opposizione non fa un lavoro, esprime opinioni e volontà ed esigenze, ecc. E quindi non va ascoltata con sufficienza e fastidio (come il Presidente Fico, quando ascoltava gli interventi ‘a titolo personale’ dei deputati, che nemmeno chiamava con rispetto con il loro titolo, ma direttamente col cognome, in modo sprezzante e frettoloso … e loro lo ringraziavano pure!) ma le cose che dice vanno discusse, valutate, pesate. Parlare di opposizione che fa il proprio lavoro è un insulto, a mio parere, perfino più grave di quello di chi grida al terrorismo perché l’opposizione parla e, con sufficienza, gli consente di parlare … bontà sua. Fino a quando?

È in questa logica (a quanto pare estranea a chi ci governa e a chi li rappresenta in Parlamento, Presidente incluso) che avrebbe dovuto essere letto l’articolo 72 della Costituzione, che, appunto, richiede che talune leggi siano approvate solo e sempre con la piena partecipazione e coscienza collettiva, di tutto il popolo, e quindi non solo dei parlamentari, fastidiosamente dell’opposizione. Affermare, come i due hanno fatto, che la democrazia è rispettata perché all’opposizione è stato permesso di parlare, non solo è ridicolo, ma è falso. Il Parlamento non è un teatro, dove ci sono gli attori principali e gli altri che dicono solo una battuta. Il Parlamento, nella nostra Costituzione, è il luogo della discussione. E discutere vuol dire esprimere le proprie idee e ascoltare quelle altrui, e valutarle, perché la discussione non serve ad affermare le proprie idee, ma serve a cambiarle, tenendo conto e valutando gli argomenti, cioè le ragioni, degli altri. Solo così si fa e si è democrazia. E quindi l’opposizione dovrebbe non solo parlare, ma parlare di più della maggioranza.
Nell’‘aula sorda e buia bivacco dei cavalli di Benito’ l’opposizione c’era, ridotta al silenzio o semplicemente ignorata. Era democrazia quella?
Se quella è la democrazia che costoro vogliono (e non parlo solo dei 5S, benché i più pericolosi, ma anche di gran parte degli altri) in quell’aula frettolosa sotto Natale si è visto in cosa voglia consistere.

Il Presidente Fico, infine, ha mostrato in maniera ancora più plateale, se possibile, l’analfabetismo costituzionale e democratico di questa maggioranza poco dopo l’approvazione della manovra, quando si è mostrato, in maniche di camicia, a dichiarare che aveva dovuto accelerare il dibattito per evitare l’esercizio provvisorio. Eh no, caro Presidente: il Governo aveva il dovere di presentare una manovra leggibile in tempo utile. Lei aveva il dovere di garantire la discussione a norma dell’articolo 72; se si fosse giunti all’esercizio provvisorio la responsabilità sarebbe stata del Governo e della maggioranza. Così, la responsabilità di avere impedito il dibattito, e di avere trasformato l’aula se non in un bivacco in una bolgia senza più democrazia, è tutta e solo Sua. Se la assuma, abbia almeno il coraggio e l’o-ne-stà di farlo. Anche se, a quanto pare, i 5S espellono chi non ha condiviso l’obbligo di votare a scatola chiusa, cioè di essere quei deputati scelti a sorte solo destinati a fare numero non a fornire contributo di pensiero e azione. Ma questo è un altro discorso, benché serissimo.

Perfettamente in questa linea di ragionamento (uso il termine in senso lato), si colloca la frase, non a caso e del tutto deliberatamente sprezzante, del sedicente premier, quando ha detto che sono sottratti solo pochi euro dalle tasche dei pensionati, che nemmeno se ne accorgerebbero (per dire forse ‘se i giornali cattivi non glielo avessero fatto notare’, ma non lo ha detto), manco l’avaro di Moliére … questi citano a caso quello che gli capita o gli suggerisce, via Google (non Wikipedia, è troppo impegnativa), l’innominabile Casalino, come Giggino quando cita il primo volo dei fratelli Wright, che poi forse non furono nemmeno i primi in assoluto.

Quei pochi euro, caro avvocato del Governo un po’ ‘paglietta’ -vorrà convenirne-, quei pochi euro sono quanto spetta a quelle persone, in gran parte non ricche, cui viene letteralmentescippatauna somma, minima magari, ma scippata. Si vuole finanziare laquota 100a spese degli odiati pensionati (omettendo di ricordare che poi anche quelli che se ne avvarranno, saranno prima o poi pensionati, e quindi odiati dal prossimo che vorrà mettergli le mani in tasca) si vuole, dico, finanziare quella spesa? Bene, dico perfino che è giusto, lecito, quello che volete: ma abbiate il coraggio e l’o-ne-stà (stavo per dire ‘intellettuale’, ma sorvolo) di dirlo chiaro e tondo e trasparente e fatelo in maniera equa: stabilite una tassa, per tutti, voi compresi, per finanziare quella cosa, senza inventarvi una UE che non c’entra nulla; a Bruxelles vi hanno solo chiesto di coprirla quella follia … se ne siete capaci. E dunque, fatelo, chiaramente senza trucchi e senza scippare i pochi euro all’anno di soppiatto, con un colpo di mano, dopo avere detto che volete difendere il popolo. I pensionati non sono il popolo?

Sarebbe interessante, sentire che ne pansa la Consulta; io, prima di farlo, ci penserei almeno tre volte … e non dite che alla Consulta sono quasi tutti pensionati!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.