lunedì, Maggio 27

La chiave di una relazione salda tra due paesi? La diplomazia culturale Il viaggio tra la Cina di ieri e quella di oggi degli studenti di diplomazia culturale raccontato da una dei protagonisti

0

Conoscere la Cina di ieri attraverso la Cina di oggi. Questo il fine del viaggio organizzato  dall’Ambasciata di Cina in Italia per gli studenti del Master in Diplomazia Culturale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Una visita nel grande Paese dal 26 Agosto al 3 Settembre di quest’anno, un’esperienza che ha permesso loro di studiare da vicino le attuali strategie orientali di diplomazia culturale.

Una settimana intera volando dalla Grande Muraglia fino a Pechino, alla scoperta di cultura e tradizioni. Da un lato, la Cina del passato tra spiritualità, tradizioni e bellezze culturali note in tutto il mondo; dall’altro, la Cina di oggi, quella del futuro, tra innovazione e sviluppo tecnologico.

L’obiettivo del master si riflette in questo viaggio entusiasmante: far toccare con mano la forza prorompente dell’identità culturale, l’importanza di una diplomazia culturale efficace e ben strutturata. L’intreccio di idee, valori, tradizioni e identità, infatti, ha l’innegabile pregio di rendere più salde e durature le relazioni tra paesi a volte così distanti, -non solo geograficamente-.

Dal quartier generale di Huawei, alla grande muraglia; da piazza Tian’anmen alla Città Proibita e il Tempio del Cielo, Xi’an e il rito del tè. Agnese Pozzovivo, studentessa del Master in Diplomazia culturale dell’Università Cattolica, ci ha raccontato questa entusiasmante esperienza alla scoperta della Cina.

 

Quali sono gli elementi delle ‘nuova Cina’ che più hanno colpito voi ragazzi?

L’ armonia con cui la ‘Cina verticale’ dello sviluppo e dell’innovazione si integra perfettamente alla “Cina orizzontale” dalla storia e cultura millenaria. Il panorama dal City Wall di Xi’an, per esempio, ne rende perfettamente l’idea. I grattacieli delle big companies cinesi insieme alle lanterne rosse e ai tetti spioventi delle abitazioni tradizionali. La visita al Huawei Center alle porte di Beijing è stata un’esperienza utile per comprendere gli altissimi livelli di innovazione della Nuova Cina, dove tra domotica e cellulari di ultima generazione spiccano la rete 5G e modelli di smart cities. Innovazione e tecnologia su fondamenta culturali solide.

Quali differenze avete riscontrato tra la Cina raccontata in Occidente e quella che avete potuto ‘toccare con mano’ nel vostro viaggio?

In nessun ristorante abbiamo trovato biscotti della fortuna! Scherzi a parte, le descrizioni riguardo la Cina a volte rischiano di includere stereotipi e luoghi comuni che poi non corrispondono alla realtà. Per esempio la limitata apertura della Cina verso il resto del mondo. La visita a Radio China International, parte di China Media Group, ha smentito quest’idea. La radio ha una portata fortemente internazionale, con più di 50 sezioni dedicate a diversi Paesi

Cosa della Cina che avete avuto modo di conoscere sarebbe utile trasferire in Europa?

La gestione dei siti culturali. La Grande Muraglia Cinese per esempio ogni giorno ospita migliaia di turisti, ma nonostante ciò le mura sono tenute in ottime condizioni. La pratica di attività sportive, tai chi per esempio, in giardini pubblici come strumento di coesione sociale soprattutto tra anziani.

Come guardate, dopo questo viaggio, il futuro della presenza cinese in Europa?

Sicuramente una presenza sempre più forte con cui sarà indispensabile instaurare un dialogo continuo per creare ‘vicinanza culturale’ e iniziare un percorso di conoscenza reciproca basato su ascolto e comprensione. La lingua rappresenta una barriera abbattibile grazie dall’azione dei rispettivi Istituti di Cultura che operano attraverso corsi ed eventi di formazione e informazione culturale.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore