giovedì, Dicembre 12

La canapa nella legislazione dell’ Olanda Portata storica e attualità dell’Olanda in materia di canapa industriale e cannabis

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Tessuto sociale

Il fatto che l’Olanda sia il simbolo internazionale della tolleranza in materia di cannabis comporta, da parte delle istituzioni, una politica di tolleranza verso il consumo personale e, al tempo stesso, di repressione del mercato illecito. Nella popolazione l’uso di cannabis è comunemente diffuso (soprattutto nelle aree cittadine) lungo un ‘range’ di età compresa tra i 15 e i 64 anni.

Le divergenze tra Stato e società, talvolta di difficile lettura per l’osservatore esterno, non mancano. Un effetto diretto può essere il ritardo, nonostante le dichiarazioni, del Governo nel provvedere una regolamentazione più chiara ed efficace sulle licenze e una politica di contrasto alla criminalità e al consumo di droghe da parte dei più giovani.

Sintomo di questa spaccatura interna è un rapporto del Sindacato di Polizia (NPB), che definisce il proprio Paese un ‘narco-Stato’. Collegando il business derivante dalla vendita di cannabis, droghe sintetiche e cocaina alla tolleranza mostrata dalle autorità nel corso di quattro decadi, che oggi farebbe – secondo quanto riportato – da sfondo a ottime relazioni tra affaristi e politici, il documento ha scatenato lo scontro e l’immediata smentita del Ministro della Giustizia, Ferdinand Grapperhaus, che ha ribadito l’impegno dello Stato olandese nella lotta al business criminale del narcotraffico.

La coltivazione della canapa, per ragioni di aree disponibili, riconversione economica di scelte legate alla politica agricola comune dell’UE, soffre della mancanza di un’organizzazione simile a quella francese, strutturata su una visione sindacale e unitaria delle cooperative che rappresentano gli attori della contrattazione. Ma si tratta di un unicum in Europa. Il ruolo dell’EIHA potrebbe, in questo senso aprire un tavolo europeo di discussione per un più equo bilanciamento degli interessi tra le rappresentanze produttive.

Normativa di riferimento

Quadro europeo

Regolamenti:  (CE) n° 1251/1999; (CE) n° 327/2002  (CE) n° 335/2003 (THC : 0,2%, regime di controlli sul 30% delle superfici coltivate; varietà ammesse).

Normativa nazionale

Opium Act (1928, 1976, 2002)

Placement in an Istitution for Prolific Offenders (2004)

Opium Act Directive (2012, 2015)

 L’ordinamento olandese

 Benché vigente nella patria dei ‘coffeshops’, la legge olandese non considera la cannabis una sostanza legale, bensì tollerata come ‘droga leggera’ nei margini di un possesso personale limitato (30 grammi) e di un consumo giornaliero di 5 grammi venduti, dai locali autorizzati, ai maggiori di anni 18.

La legislazione vigente, il Netherlands Opium Act, risale al 1928, ma è stato più volte modificato. Esso classifica come reati il possesso, la coltivazione, la cessione e il traffico di droga, secondo una suddivisione in tabelle. A differenza dei sistemi francese o statunitense, la Tabella II, in cui sono inseriti la cannabis e i funghi allucinogeni, non include sostanze come cocaina, eroina, ecstasy e anfetamine (le cosiddette ‘droghe pesanti’, contenute nella Tabella I). Un proposta legislativa del 2012, finalizzata a inserire la cannabis con una percentuale di THC superiore al 15% nella Tabella I, non è stata approvata. La Opium Act Directive ha valore di linea-guida, per la pubblica accusa, nella definizione di una «coltivazione professionale di cannabis», relativa in particolare ai controlli – rinforzati negli ultimi anni -sui locali adibiti alla vendita ricreativa.

In Olanda, il possesso personale di piccole quantità di droga non è perseguito, entro certi limiti (0,5 grammi per la Tabella I, 5 grammi per la cannabis); le sostanze sono confiscate e il soggetto indirizzato a un’agenzia di assistenza. Le pene detentive, in funzione del tipo e quantità di sostanza venduta, raggiungono i 12 anni, con uno speciale regime per i comportamenti recidivi (introdotto nel 2004).

Dopo la California (1996), l’Olanda è stata la prima a legalizzare l’uso medico della cannabis, per iniziativa del Ministro della Salute Els Borst, nel 1999. La produzione a livello nazionale – altro aspetto di unicità di questo ordinamento, ha avuto inizio un biennio più tardi, a seguito dell’istituzione dell’ Office of Medical Cannabis (OMC). Tutto ciò che riguarda i test analitici effettuati sui cannabinoidi dalla ditta Bedrocan sui campioni di cannabis, informati agli standard della farmacopea europea (EF), è oggetto dello stretto controllo di questa agenzia governativa.

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