venerdì, Febbraio 22

La canapa nella legislazione dell’ Estonia La legge della Repubblica di Estonia in materia di canapa e cannabis

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Posizione Paese

Se, nella graduatoria del 2016 definita dall’European Industrial Hemp Association (EIHA), l’Estonia figurava già, su 15 Stati membri, al secondo posto dopo la Francia, con 3500 ha coltivati a canapa, il 2017 ha visto le superfici adibite alla coltura estendersi a 6000 ha. Tuttavia, la stampa nazionale riporta un dato offerto dall’Ufficio nazionale di Statistica, che per lo stesso anno ha dichiarato una superficie coltivata di 9845 ha.

 Sistema industriale e commercio

L’ingresso dell’Estonia nell’Unione Europea (2004) è coinciso con l’avviamento delle prime coltivazioni di canapa nel Paese. Nel periodo 2006-2011, i produttori hanno sperimentato diverse varietà da seme nelle aree occidentale, meridionale e nord-orientale del Paese. In ragione della mancanza di impianti di trasformazione, i semi coltivati ​​sono stati inviati in Romania per la produzione di olio, integratori alimentari, e prodotti cosmetici.  Il rilancio della coltura nel Paese, a opinione di Ago Siiner, co-fondatore dell’impresa Perfect Plant, è stato – nonostante le condizioni agro-ambientali favorevoli e la volontà espressa dei produttori di investire localmente in macchinari  – lento e difficoltoso per mancanza di informazioni, conoscenze specifiche ed esperienza nel settore.

Nel 2007, sette aziende piantarono 150 ha di canapa per la produzione di olio e i semi ottenuti furono esportati in Germania. Tra il 2008 – anno in cui fu inaugurata la prima coltivazione biologica sull’isola di Saaremaae il 2015, gli ettari coltivati sono passati da 170 a 900, e l’export in Europa è stato favorito dall’aumento del prezzo di vendita dei semi di canapa.

Secondo i dati forniti dall’Ufficio nazionale di Statistica, l’esperienza di Saaremaa (dove si coltivano oltre 8000 ha di cereali), dimostra un forte aumento di interesse per la canapa industriale: 13 anni dal fallimento di un progetto pioniere in partnership con l’azienda svedese Industri Hampe Gotland, nel 2017 sono stati coltivati 163 ha con una resa in semi di 68 t.  Lo stesso Ago Siiner ha dichiarato di avere venduto semi di canapa a 4 agricoltori di Saaremaa. Sempre qui ha sede GoodKaarma, azienda agricola fondata nel 2004 che produce e vende alimenti, sapone e prodotti per la pelle derivati da agricoltura biologica, e olio di semi di canapa.

Sul territorio nazionale, l’area adibita a canapa è notevolmente cresciuta negli ultimi tre anni, con un ricorso prevalente alla manodopera dei raccoglitori di frutta. Inoltre, sono stati avviati studi e attività di laboratorio inerenti alle diverse destinazioni della pianta: dai bio-compositi in fibra per l’edilizia, l’automotive e i tessuti hi-tech, all’impiego terapeutico dei cannabinoidi nella cura del dolore derivante da patologie gravi, benché finora un’industria legalmente controllata della cannabis medica sia poco configurabile, date le forti resistenze relative alla percezione sociale della sostanza.

Intanto a Tallin, dal 2014, diversi prodotti derivati dalla canapa sono in vendita presso negozi specializzati e farmacie: alimenti ‘naturali’, olii e cosmetici, prodotti contenenti CBD  – compreso uno speciale sapone per animali domestici. Per il commercio di estratti a base di CBD, diversi rivenditori presenti nella Capitale e in altre città hanno stipulato contratti di fornitura con imprese produttrici registrate in Francia, Regno Unito, Israele e Repubblica Ceca.

Tra i membri associati all’EIHA, oltre a Hempson, attiva nel commercio di cosmetici, troviamo Estonian Organic Protein Cooperation. L’azienda utilizza sementi geneticamente non modificate di varietà finlandeseFinola’, che coltiva su 4000 ha nell’area di Tartu, in Estonia centro-orientale, producendo semi e olio secondo standard elevati (a norma UE). Tartu si trova a pochi km dal Comune di Kanepi (‘canapa’, in estone), che ha adottato come simbolo la foglia di cannabisPerfect Plant – sopra citata – mira a un ripristino della filiera su larga scala e oggi produce farina, olio di canapa e altri integratori derivati da varietà certificate. L’azienda, iscritta all’EIHA nel 2007, già nel 2005 ha preso parte a un primo progetto sperimentale in collaborazione con la Fondazione Enterprise Estonia (EAS), l’Istituto tedesco Nova e l’EIHA. Costantemente impegnata, nell’ultimo decennio, a fianco delle istituzioni per lo sviluppo della ricerca sui semi (Istituto di Jõgeva, presso la Stazione Sperimentale di Mooste) Perfect Plant ha promosso con successo la produzione di semi di varietà ‘Finola’, destinati al mercato internazionale.

Tessuto sociale

Ex-Repubblica sovietica soggetta, negli anni ’70, a un processo di ‘russificazione’, l’Estonia ha conosciuto, nel decennio anteriore al crollo dell’URSS, nuove istanze di autonomia politica (nel 1988 è fondato il Fronte Popolare e, l’anno successivo, è approvata una legge sull’adozione dell’Estone come lingua ufficiale).

A oltre 25 dall’indipendenza, dichiarata nel 1991, la percezione sociale negativa verso le sostanze stupefacenti interessa anche il discorso sulla cannabis. A fronte di un’eventuale possibilità – dibattuta in sede politica – di legalizzare l’uso medico della cannabis, un sondaggio condotto nel 2016 (citato da Prohibition Partners) ha rilevato che l’87% degli estoni era fortemente contrario a qualsiasi forma di legalizzazione. Inoltre, i dati pubblicati dall’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e del crimine (UNODC) colloca l’Estonia al 26esimo posto tra i primi 30 Paesi consumatori di cannabis su scala mondiale. Malgrado il discorso sulle droghe in genere rappresenti un tabù, ufficialmente il 6% della popolazione fa uso regolare di cannabis.

Pur non avendo inserito la cannabis tra le priorità dell’agenda politica, il Governo di Tallin si mostra disposto all’approvazione di studi e programmi-pilota relativi al trattamento con medicinali a base di cannabinoidi (per alcune patologie gravi e nell’ambito dell’attività dei centri per la cura della tossicodipendenza e dell’abuso di alcool), guardando alle esperienze di altri Stati europei (comprese la Slovenia, la Macedonia e la Polonia).

Normativa di riferimento

Diritto internazionale

Convenzione Unica delle Nazioni Unite sugli stupefacenti (1961) e relativo Protocollo (1972). Adesione: 5 luglio 1996

Convenzione ONU sulle sostanze psicotrope – 1971. Adesione: 5 luglio 1996

Convenzione ONU contro il traffico illecito di stupefacenti e di sostanze psicotrope – 1988. Adesione: 12 luglio 2000

Diritto dell’Unione Europea

Regolamento (CE) n. 1251/1999 (limite europeo di THC da 0,3% a 0,2%)

Regolamento (CE) n. 2860/2000 (coltivazione di canapa da fibra)

Direttiva 2002/53/CE (disciplina il Catalogo delle varietà di piante agricole)

Catalogo comune (varietà delle specie di piante agricole)

Regolamento (UE) n. 1307/2013 (contributi PAC; THC < 0,2%; varietà ammesse secondo il Registro europeo)

Regolamento (UE) n. 1308/2013 (regime di sostegno per la coltivazione dei prodotti agricoli)

Diritto interno

Codice penale

Legge sulle droghe e sulle sostanze psicotrope (versione consolidata)

L’ordinamento estone

Con il crollo dell’URSS, l’Estonia si è dichiarata indipendente il 20 agosto 1991. Repubblica parlamentare, dal primo maggio 2004 è un Paese dell’Unione Europea con 6 eurodeputati. Membro dello ‘Spazio Schengen’ dalla fine del 2007, è entrata a far parte dell’Eurozona il 1 gennaio 2011.

Coerentemente con la ratifica delle Convenzioni internazionali in materia di stupefacenti e sostanze psicotrope, il Parlamento estone ha adottato un prima legge l’11 giugno 1997 (entrata in vigore il primo novembre), modificata nel 2005. In base a questa disciplina e a quella contenuta nel Codice penale, l’uso non autorizzato di stupefacenti o il possesso di droghe illecite comporta una responsabilità – rispettivamente – amministrativa o penale, secondo le quantità di sostanza considerate e lo scopo della condotta. Con queste premesse, il possesso di cannabis risulta depenalizzato nei limiti di una quantità stabilita di 7.5 g (ritenuta destinata all’uso personale).

Attualmente, in Estonia non è disponibile alcun tipo di farmaco contenente cannabinoidi, in quanto manca una legge sull’accesso al trattamento e l’autorizzazione all’uso medico-terapeutico è limitata in via eccezionale a casi singoli e a una procedura speciale di autorizzazione. La legge nazionale non offre definizioni per una qualificazione della cannabis come farmaco destinato all’utilizzo. Ne consegue che i medici potranno prescrivere un trattamento a base di cannabis qualora ritenga che il singolo paziente possa trarne beneficio. Tuttavia, si tratta di casi rarissimi.

Se l’Estonia è un caso piuttosto singolare, anche a livello europeo le criticità non mancano. Secondo un’indagine sullo status della cannabis medica in Europa, pubblicata alla fine del 2017 sulla rivista della Federazione europea per il trattamento del dolore (EFIC), una domanda crescente ha portato diversi Governi a consentire l’uso di cannabis medica, nonostante – si afferma – «la scarsità di prove cliniche determinanti». Esiste, poi, un divario significativo tra la percezione pubblica dell’efficacia e della sicurezza della cannabis per uso medico e la posizione assunta da alcune associazioni di medici, che comporta una disponibilità variabile e un rimborso raro del costo dei farmaci. I Paesi EFIC sono incoraggiati a collaborare con l’Agenzia europea per i medicinali e a pubblicare ricerche e valutazioni sul tema.

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