domenica, Dicembre 15

La canapa nella legislazione del Belgio La legge belga in materia di canapa industriale e cannabis

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Posizione Paese

Secondo l’European Industrial Hemp Association (EIHA), nel 2016 il Belgio ha coltivato a canapa una superficie di 400 ha, collocandosi in fondo alla lista dei 15 Paesi membri produttori (in coda a Danimarca, Repubblica Ceca, Croazia e Slovenia). Secondo l’Associazione Chanvre Wallon, nel 2017 gli ettari non sono arrivati a 500 (target prefissato) a causa del fattore climatico. L’obiettivo è raggiungere i 1000 ha nel 2020.

Giro di affari

Non disponiamo, al momento, di dati sufficientemente verificabili

Sistema industriale e commercio

Premessa

Al volgere dell’Ottocento, la canapa era diffusamente coltivata per i suoi molteplici impieghi destinati all’uso domestico in Vallonia (tessuti, cordami) e industriale nelle fiandre (filati, industria navale e tessile). La navigazione a vapore, il cotone importato in Europa, l’avvento delle fibre sintetiche hanno provocato, nel Novecento, la scomparsa della coltura dalle campagne belghe da circa metà Secolo agli anni ‘90, complice la politica successiva alla ratifica delle Convenzioni internazionali e la correlata proibizione della cannabis come droga al pari di altre sostanze più ‘pesanti’. Da 621 ha coltivati nel 1895, si passò a 2 ha nel 1959.

Il presente

Nel 1996 l’Associazione belga La Bombe Verte ha presentato una richiesta formale al Ministero dell’Agricoltura, ottenendo di avviare a maggio una coltivazione sperimentale di 60 ha nella Gaume (Provincia di Lussemburgo, nella Lorena belga meridionale, confinante con lo Stato omonimo) e 2 ha nell’area di Limburgo (Provincia di Liegi). Dopo il raccolto di settembre, la Libera Università di Bruxelles ha intrapreso studi di ricerca sull’impiego industriale della coltura.

Il rilancio, nel 2009, della coltura della canapa è effetto dell’intraprendenza dei coltivatori valloni, con l’avviamento dell’azienda ChanvrEco e, 3 anni più tardi, la creazione della Cooperativa Belchanvre. Tra il 2011 e il 2014, soltanto in Vallonia, gli ettari sono passati da meno di 50 a 250, 220 dei quali piantati da Belchanvre nel 2013. Insieme alla partecipata BE.hemp, Belchanvre ha finanziato (a un costo totale di circa 2 milioni di euro) e inaugurato, a settembre 2016, il primo impianto di decorticazione a Marloie, che garantisce una produzione media annuale di 1500 t di fibra e 2500 t di canapulo. ChanvrEco è specializzata nella produzione di granulati di canapulo destinati alla bio-edilizia (‘calce’ di canapa), mentre Purchanvre si occupa di processare semi producendone i derivati (semi trattati, olio e farina) destinati all’industria alimentare e cosmetica (Bio Flore, Senz Cosmetics).

Alla fine del 2017, la Provincia vallona di Lussemburgo ha concesso un finanziamento di 40.000 euro a sostegno di 5 Progetti per la valorizzazione delle risorse agricole territoriali, che vede tra i beneficiari, per 10.000 euro, l’Associazione non-profit Chanvre Wallon (‘Canapa vallona’), impegnata nello sviluppo durevole e sostenibile della filiera a destinazione tessile.

Nel settore dei materiali isolanti, una speciale menzione merita la Srl IsoHemp, con sede a Fernelmont (Provincia di Namur), specializzata nella produzione di blocchetti di calce di canapa destinati all’edilizia (muri interni ed esterni, pavimenti, muri divisori), capace di assicurare 5000 mq di prodotto al mese. L’impresa, che si fornisce presso Belchanvre e ha partecipato a progetti per lo sviluppo di materiali edili sostenibili e a basso impatto ambientale, è beneficiaria di investimenti regionali (Vallonia) sia pubblici che privati.

Normativa di riferimento

Diritto internazionale

Convenzione Unica delle Nazioni Unite sugli stupefacenti – 1961 (ratificata il 17 ottobre 1969) e relativo Protocollo – 1972 (ratificato il 13 giugno 1984)

Convenzione ONU sulle sostanze psicotrope – 1971 (adesione: 25 ottobre 1995)

Convenzione ONU contro il traffico illecito di stupefacenti e di sostanze psicotrope – 1988 (ratificata il 25 ottobre 1995)

Diritto dell’Unione Europea

Regolamento (CE) n. 1251/1999 (limite europeo di THC da 0,3% a 0,2%)

Regolamento (CE) n. 2860/2000 (coltivazione di canapa da fibra)

Direttiva 2002/53/CE (disciplina il catalogo delle varietà di piante agricole)

Catalogo comune (varietà delle specie di piante agricole)

Regolamento (UE) n. 1307/2013 (contributi PAC; THC < 0,2%; varietà ammesse secondo il Registro europeo)

Regolamento (UE) n. 1308/2013 (regime di sostegno per la coltivazione dei prodotti agricoli)

Diritto interno

Codice Penale – 1867 (versione consolidata – 2018)

Legge sul traffico di stupefacenti – 1921

Legge cannabis medica – 2001 [riferimenti]

Legge sulle droghe – 2003 (depenalizzazione possesso di cannabis)

Direttiva comune – 2005 (ripristino non punibilità 3 g / 1 pianta)

Regio Decreto – 2017 (controllo delle sostanze stupefacenti)

L’ordinamento belga

Giunto, attraverso vari passaggi storici, a un sistema federale (soprattutto con le revisioni costituzionali degli anni ’80), a livello politico-territoriale il Regno del Belgio è organizzato secondo un doppio criterio di partizione: linguistico e territoriale. Nel primo caso, troviamo 3 comunità: fiamminga (che interessa la Regione di Bruxelles-Capitale e le Fiandre), francofona (presente nelle Regioni di Bruxelles Capitale e Vallonia) e germanofona (presente in 9 Comuni della Vallonia orientale), con competenze inerenti alla cultura e all’istruzione. Le Regioni di Vallonia e Fiandre, alle quali si aggiunge Bruxelles Capitale, dividono il Paese ‘a metà’ e sono titolari – in base al principio della ‘lealtà federale’ sancito dalla Carta costituzionale –  di competenze esclusive (economia regionale lavoro, previdenza sociale, agricoltura), non concorrenti. Tuttavia il sovrapporsi del dato sociologico ai territori determina l’esistenza di 4 Regioni linguistiche (Vallonia di lingua francese, Fiandre di lingua olandese, Bruxelles Capitale bilingue e Comuni ai confini tra Vallonia e Germania, di lingua tedesca).

Canapa industriale

Dopo i ripetuti solleciti dei coltivatori, nel marzo 1996 è emanata per la prima volta in Belgio una circolare interministeriale sulla produzione della canapa (Ministeri dell’Agricoltura, della Sanità e degli Affari Sociali), in linea con le misure di sostegno previste dalla disciplina europea già esistente (Regolamento (CEE) n. 3698/1988). Il 12 aprile successivo, ha luogo la prima ‘Giornata di informazione sulla canapa’.

In Belgio è possibile coltivare canapa in base ai diversi Regolamenti europei, in quanto tali direttamente capaci di produrre effetto sul territorio nazionale. L’autorizzazione è richiesta a livello regionale – ad esempio, in Vallonia, sarà competente la Direzione generale per l’Agricoltura, le Risorse naturali e l’Ambiente (DGARNE) – ed è valida per le varietà contenute nel Catalogo comune UE, che presentano tutte un tenore di THC inferiore allo 0,2%, pena la cessazione degli aiuti e il successivo intervento dell’Autorità federale.

Aspetti penalistici

Fino al 2003, il sistema belga non distingueva tra cannabis e altresostanze controllate’, tutte soggette al regime tabellare stabilito dal diritto internazionale precedentemente ratificato. Tale distinzione è introdotta da una disciplina che modifica la Legge del 1921 (sul traffico di sostanze stupefacenti), in base alla quale il possesso di cannabis in piccola quantità, destinata all’uso personale per una persona maggiore di anni 18, è depenalizzato (nessuna iscrizione nel casellario, solo una sanzione pecuniaria amministrativa compresa, alla prima infrazione, tra 75 e 125 euro), a condizione che il consumo non avvenga in spazio pubblico.  Nel gennaio 2005 un nuovo intervento fissa il limite di non punibilità a 3 g di sostanza / 1 pianta coltivata: si tratta della Direttiva comune del Ministro della Giustizia e del Collegio dei Procuratori generali presso le Corti di appello, che interviene a valle di una pronuncia della Corte arbitrale (20 ottobre 2004) che aveva annullato l’Art. 16 della Legge del 2003, ripristinando la portata della norma che depenalizza il possesso per uso personale. La politica belga in materia appare, per certi versi, contraddittoria nella misura in cui la volontà di reprimere il traffico delle sostanze rischia, a più riprese di ‘addossarsi’ alla tutela minima del consumatore di ‘piccole quantità’ di sostanza. Tale è l’effetto prodotto dal Regio Decreto del 6 settembre 2017 su un controllo più stretto degli stupefacenti, contro al quale l’Associazione Infor-Drogues ha depositato un ricorso davanti al Consiglio di Stato. Anche se, alla fine del 2014, il Governo Charles Michel annunciava un ritorno alla ‘tolleranza zero’ in materia di droghe, il quadro legislativo non risulta finora mutato nella sostanza.

Cannabis medica

In base alla legge del 2001, il trattamento medico a base di cannabis (Sativex, Dronabinol e Nabilone) è possibile per i pazienti affetti da glaucoma, sclerosi multipla, AIDS e dolori cronici, nel caso in cui il ricorso ai farmaci tradizionali non abbia prodotto effetti. I farmaci, a quanto sembra per forti resistenze a livello di governo, sono ancora indisponibili, fatto che ha spinto diversi pazienti a cercarli nelle farmacie olandesi.

Intanto, a Limburgo, la Società Rendocan si è impegnata – con un investimento di 20 milioni di euro – per la coltivazione di 15 ha che dovrebbero garantire, ogni anno, 5 t di prodotto.

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