domenica, Agosto 9

La Barcellona di Carlos Ruiz Zafón La tetralogia di ‘El Cementerio de los Libros Olvidados’, di Ruíz Zafón, collega più trame letterarie con lo sfondo di un paese sotto il giogo del francoismo, dal quale non siamo ancora completamente sfuggiti oggi

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Questo giugno è scomparso Carlos Ruiz Zafón, uno straordinario scrittore di Barcellona che ha lasciato ai posteri i quattro libri che compongono la saga di ‘El Cementerio de los Libros Olvidados’. Le dozzine di traduzioni, i milioni di copie vendute e il riconoscimento della critica internazionale rendono superfluo presentare ‘La sombra del viento’ e i volumi che seguono. La prodigiosa originalità dell’approccio, la capacità di collegare le molteplici trame della storia e la ricca caratterizzazione dei suoi personaggi sono disponibili solo per un autore toccato da un angelo, come sembra anche un angelo Andreas Corelli, uno dei suoi misteriosi protagonisti.

Ma è il quarto volume della serie, ‘El laberinto de los espíritus’ che lascia il lettore più sbalordito; In primo luogo, perché è apparso nel 2016, quindici anni dopo ‘La sombra del viento’ e in esso, tutte le trame raddoppiano il loro significato; per un normale lettore non è plausibile che l’intera struttura della tetralogia fosse nella mente dell’autore prima dell’inizio della scrittura; tuttavia deve essere stato così. E in secondo luogo, a causa della gravità dei crimini che la storia racconta, perpetrati dalle posizioni più alte dell’amministrazione Franco.
È una narrativa immaginaria, ovviamente. Ma per il giornalista che può solo pubblicare fatti comprovati e non ha documenti con valore probatorio davanti a un giudice, il romanzo potrebbe essere lo strumento che consente di fare luce su misfatti che al momento non potevano essere investigati.

Nella Spagna di Franco, come nel Cile di Pinochet,migliaia di persone sono inspiegabilmente scomparse. In Spagna, quando finì la dittatura, gli stessi alti funzionari che ne avevano beneficiato pilotarono la transizione verso la democrazia. Molti crimini sono stati lasciati senza processo, molte sparizioni rimangono poco chiare e molti corpi sono ancora sepolti in fosse comuni.
El laberinto de los espíritus’ è un romanzo e tutti i personaggi sono immaginari; tuttavia, ci sono i crimini dei leader del regime e i metodi della Brigata politica della Corte dell’ordine pubblico, che era la Polizia politica di Franco – come quelli degli ispettori Fumero e Hendaya – pure.

Nel gennaio 1977 il Presidente del governo spagnolo firmò tre decreti: il primo volto ad abolire la corte di ordine pubblico; il secondo, per creare il tribunale nazionale. Il terzo, per trasferire tutti i funzionari, i fascicoli e le funzioni del TOP al tribunale nazionale, che oggi indaga, arresta e giudica numerosi cittadini che manifestano contro la monarchia, la Costituzione o la sporca guerra dello Stato.
L’attuale Primo Ministro ha riconosciuto, poche settimane fa, l’esistenza di una Polizia ‘patriottica’ che rifiuta di essere smantellata. La CIA ha identificato un precedente Presidente, Felipe González, come complice del terrorismo di Stato.

Leggere Ruiz Zafón è un piacere enorme: non c’è gioia più grande (in senso letterario) di quella di ricreare te stesso con la pirotecnica grammaticale dei suoi vari personaggi, che comportano acute osservazioni filosofiche in frasi esilaranti. È anche un esercizio di memoria storica: ci permette di ricordare l’angoscia che il popolo di Barcellona subì sotto il peso delle bombe fasciste nel 1938 e sotto la repressione della dittatura; ed è una potente denuncia di un regime oppressivo che, nonostante la transizione democratica, rifiuta di scomparire del tutto.

Quattro libri che, ovviamente, non possono finire nel ‘Cimitero’ dei libri dimenticati.

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Sull'autore

Docente della Universitat de Vic, Departament d'Economia i Empresa