venerdì, Luglio 10

La Barbie che cambia per le donne di domani Dalla Barbie ai mattoncini Lego tutti i giocattoli che si evolvono

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Passano gli anni, cambiano le abitudini e soprattutto cambiano i bambini. Già altre volte ci siamo occupati dell’infanzia, dai film che li vedono sempre più protagonisti, sempre più empatici e pieni di emozioni, fino ai giocattoli. Certo, dalla palla di stoffa fatta dalla nonna usata per giocare nel cortile di casa quando ancora le strade erano ‘sicure’ ai giocattoli iperattivi di oggi sembra sia passato un secolo ma in realtà basta saltare una generazione. I nostri padri, ovvero i nonni di oggi, hanno avuto giocattoli semplici, palloni, figurine, bambole di stoffa, giocavano con le lattine o materiale di riciclo utilizzato e poi dismesso in casa. Non che oggi i bambini non utilizzino questi giochi solo che è cambiato il termine. Un piccolo di tre anni che gioca con le bottiglie di plastica contenenti all’origine dell’acqua minerale per farne dei birilli da abbattere ha due possibilità: essere preso in giro dai pari perché non ha dei birilli veri, oppure, agli occhi degli esperti, sarà un supereroe che fa del gioco euristico‘ la sua bandiera. Per chi non lo sapesse il gioco euristico sarebbe la possibilità di giocare con oggetti semplici, cordicelle, sassolini da dipingere, bottigliette di plastica, cartoncino, niente di eccezionale anzi, sono sicura che gli ‘anta’ che stanno leggendo questo pezzo si sentiranno orgogliosi precursori del gioco euristico, questi lettori ‘anta’ che tanto avrebbero desiderato un gioco comprato in un negozio vero e che invece si sono dovuti accontentare di una rete da calcio costruita con la vecchia rete da pesca del nonno mezza bucata saranno adesso orgogliosi di aver gettato le basi per una nuovo disciplina utilizzata addirittura negli asili nido e nelle scuole materne più avanzate (ecco perché facevano bene mia nonna e mia mamma a non buttare mai niente). Ma veniamo ai giorni nostri, ai bimbi di oggi che sono sempre più connessi con il mondo virtuale, bambini che ricevono continui stimoli un po’ perché la società lo richiede, un po’ perché ormai tutte le scuole sono bilingue (e spesso per i genitori il bilinguismo consiste in italiano e dialetto locale), e un po’ perché tutti noi genitori siamo orgogliosi di avere dei figli sempre al passo con le nuove tecnologie. E così anche il mondo dei giocattoli si adegua e spopola, rendendo fruibili a tutti anche oggetti che una volta costavano mezza tredicesima (di un tempo s’intende, adesso la tredicesima la maggior parte degli italiani non sa neanche cosa sia). Arrivano così le innovazioni Barbie che negli anni ha cambiato forma, aspetto e persino lavoro, qualche volta anche marito. Si è passati dalla famiglia cuore, famiglia rigorosamente eterosessuale con due figli, ovviamente gemelli, maschio e femmina per la precisione, poi è arrivata Barbie profumo, chiamata così perché nella scatola oltre all’oggetto bramato per mesi dalla povera bimba, c’era anche un profumino, e poi Barbie rock, Barbie jeans e persino Barbie incinta e, tanto per la cronaca, è stato il mio unico desiderio non approvato da Babbo Natale che ancora mi deve delle spiegazioni. Le Barbie nel corso degli anni sono cambiate tanto perché è cambiata la società e anche lei, il pezzo d’arte di ogni cameretta tinteggiata di rosa, è cambiata, si è uniformata alle mode, fino ad arrivare ad oggi con due modelli nuovi di zecca. Il primo super tecnologico, è una Barbie che parla, che pone quesiti, che risponde a domande, potrebbe fare la baby sitter ai nostri figli visto che non dimentica niente. E’ una bambola di plastica ma usa il computer meglio di un giovane ingegnere informatico, è in grado di interagire con la sua proprietaria umana, di farla riflettere e di immagazzinare dati. Si chiama Hello Barbie e praticamente può sostituire l’amichetta virtuale (ma anche quella reale) delle bimbe di oggi. E’ un giocattolo, ricordiamolo, ma nella mente di chi l’ha creata è molto ma molto di più, è una bambola che tiene compagnia, ma è dotata di una tecologia così avanzata che è stata ribattezzata Barbie spia. Si prorpio spie perché è una sorta di grande fratello in miniatura, lei dalla sua postazione nella sedia a dondolo della sua casetta in California, teletrasportata per l’occasione nella cameretta tinteggiata di rosa di cui parlavamo prima, ci spia, controlla ogni movimento della casa, e ne tiene nota. Insomma mamma, sei avvisata, se un giorno non spolveri la stanza di tua figlia, la bambola che tu stessa le hai regalato lo saprà, e lo racconterà alla tua innocente bambina che ti chiederà spiegazioni. Non solo se mentre stai organizzando le prossime vacanze lei, la spia bionda, magra e sexy, già solo per queste ultime tre qualità odiata dalla maggior parte del genere umano femminile, vorrà sapere la destinazione, ti chiederà la temperatura e anche le abitudini alimentari del luogo, neanche una suocera è così invadente. E’ un giocattolo molto innovativo, 2.0, di sofisticata tecnologia ma anche molto criticato perché non tiene conto della privacy della sua piccola proprietaria, pone domande intelligenti e argute e spesso non in linea con l’età di una bambina. Sicuramente sarebbe utile averla in cucina nel corso di una lite tra mamma e papà, sarebbe sicuramente in grado di fare obiezioni di ogni tipo, sostenere le ragioni dell’uno o dell’altro e, alla fine, se il genitore sfinito della urla di moglie e di Barbie vuole strangolare la biondina di plastica non rischia neanche la galera ma solo un forte alleggerimento del suo portafogli visto che la piccola spia costa non poco.

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